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Il Polittico del Duomo di Camerino è un dipinto a tempera e oro su tavola (circa 340x442/474 cm) di Carlo Crivelli, databile al 1490 circa (post) e smembrato in vari musei. Il pannello centrale, noto come Madonna della Candeletta, è conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano.
Giulio Cirri (Firenze, 31 luglio 1900 – Firenze, 21 luglio 1982) è stato un architetto italiano.
Frederick Stibbert (Firenze, 9 novembre 1838 – Firenze, 10 aprile 1906) è stato un collezionista d'arte e imprenditore inglese, benché nato in Italia. La sua figura è legata principalmente all'opera alla quale ha dedicato la sua intera vita, il Museo Stibbert, ovvero una raccolta dei più disparati generi d'arte e arti applicate, con particolare riguardo alla collezione di armi e armature antiche, tra le più cospicue e importanti al mondo nel suo genere. In Italia è conosciuto anche con il nome di Federigo o Federico Stibbert.
La Waddesdon Bequest è una collezione d'arte che nel 1898, il barone Ferdinand Rothschild lasciò in eredità al British Museum. Era il contenuto della sua sala da fumo al Waddesdon Manor. Consisteva in una vasta collezione di quasi 300 oggetti d'arte et de vertu che comprendevano squisiti esempi di gioielli, lastre, smalti, intagli, vetro e maiolica. Il pezzo più prezioso è l'eccezionale Reliquiario della Sacra Spina, probabilmente creato nel 1390 a Parigi per Giovanni di Valois. La collezione è nella tradizione di una schatzkammer o di una stanza del tesoro come quelle formate dai principi europei del Rinascimento.. La maggior parte degli oggetti proviene dall'Europa del tardo Rinascimento, anche se ci sono diversi pezzi medievali importanti, e altri oggetti dell'antichità classica e della Siria medievale.Secondo la sequenza dei numeri di catalogo del museo e assegnando il primo numero ad ogni categoria, il lascito consiste in: "bronzis", maniglie e un batacchio (WB.1); armi, armature e lavori in ferro (WB.5); smalti (WB.19); vetri (WB.53); maiolica italiana (WB.60); "tazze e altro vasellame in oro e pietra dura" (WB.66); pezzi argentati (WB.87); gioielleria (WB.147); coltelleria (WB.201); cofanetti e altro ancora (WB.217); sculture in legno e pietra (WB.231–265). Non esiste un gruppo per i dipinti e WB.174, ritratto in miniatura su pergamena in una cornice di legno, è incluso tra i gioielli, anche se questo è dovuto al fatto che il soggetto indossa un ciondolo della collezione. La collezione venne assemblata per un luogo particolare e per riflettere un'estetica particolare. Altre parti della collezione di Ferdinand Rothschild contengono oggetti in stili molto diversi, e il Bequest non dovrebbe essere considerato riflettere la totalità del suo gusto. Qui ciò che più attraeva Ferdinand Rothschild erano le opere intricate, superbamente eseguite, altamente decorate e piuttosto ostentate dei periodi del tardo gotico, del rinascimento e del manierismo. Pochi degli oggetti si potrebbe dire che facciano affidamento sulla loro semplicità o movimento scultoreo Barocco per il loro effetto, anche se molti provengono da periodi e luoghi in cui era stata creata molta opera barocca. Una nuova mostra della collezione, che per i termini del lascito deve essere conservata ed esposta nel suo complesso, è stata inaugurata l'11 giugno 2015.
La Porcellana Ginori a Doccia è stata una delle più prestigiose manifatture di porcellana europea. Nasce per volontà del marchese Carlo Ginori nel 1737, in una villa di sua proprietà a Doccia (oggi inglobata in Sesto Fiorentino). I discendenti di Carlo Ginori continueranno ad esserne i proprietari e a dirigerla fino al 1896, quando avverrà la fusione con la Soc. Ceramica Richard di Milano. "Lo sviluppo artistico della Manifattura di Doccia si presenta particolarmente articolato e [...] specchio delle differenti situazioni storiche e culturali che si avvicendarono nella storia della Toscana nell'arco di circa centocinquanta anni, dalla caduta degli ultimi Medici agli anni di Firenze Capitale."
La Battaglia di San Romano è un trittico di Paolo Uccello, commissionato da Lionardo di Bartolomeo Bartolini Salimbeni, a tecnica mista su tavola, databile al 1438 circa. La battaglia è rappresentata in tre episodi su altrettanti pannelli, oggi divisi in tre musei: Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini alla National Gallery di Londra (180×316 cm) Disarcionamento di Bernardino della Carda (182×323) agli Uffizi di Firenze Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo (182×317, l'unico firmato e probabilmente realizzato per ultimo) al Museo del Louvre di Parigi.
L'armoraro, anche armiere o corazzaio, è colui che fabbrica le armature e, più in generale, le armi bianche destinate alla difesa attiva (fondamentalmente, scudo) o passiva (esempio, elmo) del combattente. Da non confondersi con armaiolo, ossia colui che generalmente fabbrica le armi d'offesa, in particolare le armi da fuoco. Col passare del tempo (e con la caduta in uso della costruzione di armature) il termine armoraro è caduto in disuso, tanto da essere stato associato ed usato come sinonimo di armaiolo. Uno dei maggiori armorari di tutti i tempi è da considerasi Pompeo della Cesa, che operò a Milano dalla seconda metà del Cinquecento. Il santo patrono degli amorari, come quello degli armaioli, è San Giorgio.
Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un inventore, artista e scienziato italiano. Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento, considerato uno dei più grandi geni dell'umanità, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza: fu infatti scienziato, filosofo, architetto, pittore, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, botanico, musicista, ingegnere e progettista.
Il Museo Nazionale del Bargello è un museo di Firenze, dedicato alla scultura, facente parte insieme alle Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli, dei Musei del Bargello. La sua collezione di statue rinascimentali è considerata tra le più notevoli a livello mondiale: annovera infatti capolavori di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati ed altri importanti scultori, oltre a una grande raccolta di arti applicate, organizzate principalmente per tipologia. Il nome deriva dal palazzo del Bargello, detto anche palazzo del Popolo. Nel 2016 è stato il trentasettesimo museo più visitato d'Italia con 213.598 visitatori, in calo rispetto al 2015.