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Il beato Ranieri dal Borgo (Sansepolcro, ... – Sansepolcro, 1º novembre 1304) è stato un religioso italiano. Frate francescano, visse a Borgo San Sepolcro a stretto contatto con i poveri, ragione per cui fu venerato dal popolo come santo fin dal momento della morte, avvenuta il 1º novembre 1304. Pochi giorni dopo il Comune fece erigere in suo onore un altare monumentale tuttora presente nella Chiesa di San Francesco. Ranieri, che è invocato dalle partorienti perché fra i miracoli a lui attribuiti figura la resurrezione di due bambini, fu beatificato nel 1802 da papa Pio VII. Il corpo del beato, imbalsamato, è conservato nella cripta della chiesa di San Francesco. Nel 2004, in occasione del settecentenario della morte del Beato Ranieri, il Comune di Sansepolcro ha fatto rifondere la campana Raniera a lui dedicata che, già dal 1314, era ospitata nel campanile della Chiesa di San Francesco. Ad ogni nascita viene fatta suonare per annunciare il lieto evento.
Il Polittico di Borgo San Sepolcro è un dipinto smembrato del Sassetta, realizzato tra il 1437 e il 1444 per la chiesa di San Francesco a Sansepolcro (allora chiamata Borgo San Sepolcro). Dipinto su due lati, per un totale di quasi sessanta scene figurate, era il più grande complesso pittorico su tavola del Quattrocento italiano. Opera luminosissima e con parti di astratto lirismo, ebbe sicuramente influenze sul biturgense Piero della Francesca, e quindi sullo sviluppo del Rinascimento italiano. Fu dismesso dall'altare maggiore durante la controriforma, ed è oggi disperso in dodici musei e collezioni europee e americane: di cinquantaquattro figurazioni ipoteticamente presenti (il numero esatto è sconosciuto), se ne conoscono oggi ventisette, comprendenti fortunatamente tutti i pannelli principali; nota pressoché a metà è la predella, mentre quasi del tutto perduti sono i pilastrini (che forse avevano raffigurazioni di santi su tre lati ciauscuno) e le cuspidi, con l'eccezione delle due raffigurazioni centrali (fronte e retro) e di un santo in collezione privata.
La chiesa di San Francesco è un luogo di culto cattolico che si trova nella piazza omonima a Sansepolcro.
Il calendario dei santi è un metodo tradizionale cristiano di organizzare l'anno liturgico giorno per giorno, associando a ogni giorno uno o più santi, e ottenendo così un "santo del giorno", del quale si può celebrare la festa.
Sansepolcro (anticamente Burgus Sancti Sepulchri e Borgo Sansepolcro, da cui la forma vernacolare Bórgo, oggi diffusa, o Bòrgo secondo la fonetica più antica; in toscano Sansepólcro; erroneamente San Sepolcro o S. Sepolcro) è un comune italiano di 15 420 abitanti della provincia di Arezzo in Toscana, al confine con Umbria e Marche, elevato a sede di diocesi e insignito del titolo di città il 17 settembre 1520 da papa Leone X e il cui gonfalone è decorato con medaglia d'argento al valor militare. È il centro più popoloso e capoluogo amministrativo della Valtiberina toscana. Libero comune prima e poi culla di cultura rinascimentale, ha dato i natali a famosi personaggi delle scienze, delle lettere e dell'arte quali Dionisio Roberti, Piero della Francesca, Matteo di Giovanni, Luca Pacioli, Raffaellino dal Colle, Cherubino Alberti e Santi di Tito. Posta a nord est di Arezzo sulle rive del Tevere, all'estremo est della Toscana, Sansepolcro svolge oggi il ruolo di luogo di riferimento economico e di integrazione culturale al crocevia di quattro regioni Toscana, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna e quale polo principale di una conurbazione che coinvolge anche il limitrofo comune di San Giustino, in provincia di Perugia. A Sansepolcro hanno sede il commissariato di Pubblica Sicurezza, la Compagnia dei Carabinieri, la brigata della Guardia di Finanza, la stazione dei Carabinieri forestali, l'Ufficio del Giudice di Pace, i Vigili del Fuoco (distaccamento di soli volontari sorto nel 1938), l'Ospedale della Valtiberina, l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia territoriale dell'INPS e vari istituti secondari di istruzione superiore con un'offerta formativa molto articolata (liceo classico, liceo scientifico, liceo linguistico, liceo delle scienze applicate, liceo delle scienze umane, liceo artistico, istituto tecnico commerciale, istituto professionale). Dal 1520 al 1986 la città è stata capoluogo dell'omonima diocesi; dal 1986 fa parte della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, di cui è sede contitolare.
Gioacchino da Fiore (Celico, 1130 circa – Pietrafitta, 30 marzo 1202) è stato un abate, teologo e scrittore italiano. È venerato come beato da parte dei florensi e dei gesuiti bollandisti, anche se non c'è mai stata una beatificazione ufficiale da parte della Chiesa cattolica.
La città dell'Aquila possiede un numero considerevole di chiese, legate indissolubilmente alla sua storia, in particolare molte delle quali edificate intorno al 1254, durante la Fondazione della Città. Altre invece saranno costruite nei secoli successivi, mentre piccoli santuari esistevano già dall'VIII secolo.
La chiesa di San Salvatore in Ognissanti (in breve di Ognissanti) è un edificio di culto cattolico di Firenze, situato nell'omonima piazza. Tradizionalmente sovvenzionata dalla famiglia Vespucci, vi sono sepolti qui i suoi membri più illustri.
Pietro di Cristoforo Vannucci, noto come il Perugino, Il divin pittore o come Pietro Perugino (Città della Pieve, 1448 circa – Fontignano, febbraio 1523), è stato un pittore e imprenditore italiano. Titolare in contemporanea di due attivissime botteghe, a Firenze e a Perugia, fu per un paio di decenni il più noto e influente pittore italiano del suo tempo, tanto da essere definito da Agostino Chigi: "il meglio maestro d’Italia” . Frequentò la bottega del Verrocchio insieme a Botticelli e Leonardo da Vinci. È considerato uno dei massimi esponenti dell'umanesimo ed il più grande rappresentante della pittura umbra del XV secolo. Collaborò nelle decorazioni della Cappella Sistina con Sandro Botticelli, dove dipinse la sua opera più famosa, Consegna delle chiavi. Morì a Fontignano, frazione di Perugia nel 1523, luogo in cui aveva cercato rifugio dalla peste bubbonica. Fuse insieme la luce e la monumentalità di Piero della Francesca con il naturalismo e i modi lineari di Andrea del Verrocchio, filtrandoli attraverso i modi gentili della pittura umbra. Fu maestro di Raffaello.
La pagina illustra le maggiori feste e tradizioni popolari sacre celebrate in Abruzzo, nel calendario liturgico di tutto l'anno, partendo da fine dicembre, dal periodo del Natale, fino alle ricorrenze dell'8 dicembre, all'Immacolata Concezione, e alle celebrazioni di San Nicola di Bari. Diversi sono stati i folkloristi e i demologi abruzzesi e non che si sono occupati dai catalogare, raccogliere e commentare le tradizioni dell'Abruzzo, partendo da Antonio De Nino, Gennaro Finamore, Vincenzo Balzano, Giovanni Pansa, poi Alfonso Maria Di Nola, Giuseppe Profeta, Francesco Verlengia, Emiliano Giancristofaro e infine Maria Concetta Nicolai.