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La Biblioteca reale di Alessandria fu la più grande e ricca biblioteca del mondo antico ed uno dei principali poli culturali ellenistici. Andò distrutta nell'antichità, probabilmente più volte tra l'anno 48 a.C. e il 642 d.C.; in suo ricordo è stata edificata, ed è in funzione dal 2002, la moderna Bibliotheca Alexandrina. La Biblioteca di Alessandria fu costruita intorno al III secolo a.C. durante il regno di Tolomeo II Filadelfo. Questo polo culturale, annesso al Museo, era gestito da un προστάτης (sovrintendente), ruolo di grande autorità. Il sovrintendente era nominato direttamente dal re (il primo filologo ad occupare tale carica fu Zenodoto di Efeso). Questo sovrintendente dirigeva una squadra di preparatissimi grammatici e filologi che avevano il compito di annotare e correggere i testi delle varie opere. Di ciascuna opera si redigevano delle edizioni critiche, che venivano poi conservate all'interno della Biblioteca. Si suppone che, al tempo di Filadelfo, i rotoli (volumen) conservati fossero circa tra i 490.000 e i 700.000 (quando non bastò più lo spazio, venne costruita una seconda struttura, la Biblioteca del Serapeo).
La Biblioteca Corviniana (lat. Bibliotheca Corviniana o Bibliotheca Corvina, orig. Bibliotheca Augusta, ung. Mátyás könyvtára, Korvinák, Mátyás-korvinák) era una delle biblioteche più famose del mondo rinascimentale, fu costituita a Buda dal re d'Ungheria e di Croazia Mattia Corvino e da sua moglie Beatrice d'Aragona, fra 1458 e il 1490.
La Biblioteca (in greco antico: Βιβλιοθήκη, Bibliothékē, in latino: Bibliotheca), anche nota come Myrióbiblos (in greco antico: Μυριόβιβλος, "diecimila libri"), è una rassegna bizantina di opere letterarie greche e bizantine redatta dal patriarca Fozio I di Costantinopoli nell'855.