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Tarazona è un comune spagnolo di 10.580 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Aragona. La città è il capoluogo della comarca di Tarazona y el Moncayo ed è sede episcopale fin dal V secolo. È disposta pittorescamente all'altitudine di 480 metri s.l.m. sulle falde rocciose del Moncayo a sinistra del torrente Queiles in provincia di Saragozza, città da cui dista 84 km. La sua economia è basata sull'agricoltura e sull'industria automobilistica, oltre che sul commercio e il turismo. È dichiarata complesso storico - culturale per le testimonianze di tutte le culture presenti in Spagna nel corso della sua storia millenaria.
Santander è un comune spagnolo di 172 539 abitanti, capoluogo della comunità autonoma della Cantabria. È sede vescovile e universitaria e, oltre alla Universidad de Cantabria c'è l'Universidad Internacional Menéndez Pelayo detta università del verano, perché la sua attività rivolta agli stranieri con corsi di lingua spagnola si svolge essenzialmente nei mesi estivi. È una moderna città industriale e un importante porto naturale in una profonda insenatura del Golfo di Biscaglia (la baia di Santander), fra i contrafforti dei Monti Cantabrici e il mare, a 108 km da Bilbao e 197 da Oviedo. Grazie alle sue belle spiagge e all'ottimo clima, riparata dai venti dai monti della Catena Cantabrica è anche un importante centro turistico - balneare. È una tappa del Camino de Santiago costiero del Nord. Durante la stagione estiva vi si svolge un importante festival musicale, il Festival di Santander (Festival Internacional de Santander).
Il sardo (nome nativo sardu /ˈsaɾdu/, lìngua sarda /ˈliŋɡwa ˈzaɾda/ nelle varianti campidanesi o limba sarda /ˈlimba ˈzaɾda/ nelle varianti logudoresi e in ortografia LSC) è una lingua appartenente al gruppo romanzo delle lingue indoeuropee che, per differenziazione evidente sia ai parlanti nativi, sia ai non sardi, sia agli studiosi di ogni tempo, deve essere considerata autonoma dai sistemi dialettali di area italica, gallica e ispanica e pertanto classificata come idioma a sé stante nel panorama neolatino. È parlata nell'isola della Sardegna. È classificata come lingua romanza occidentale o insulare e viene considerata da molti studiosi la più conservativa delle lingue derivanti dal latino; a titolo di esempio, lo storico Manlio Brigaglia rileva che la frase in latino pronunciata da un romano di stanza a Forum Traiani Pone mihi tres panes in bertula ("Mettimi tre pani nella bisaccia") corrisponderebbe alla sua traduzione in sardo corrente Ponemi tres panes in sa bèrtula. Sebbene la base lessicale sia quindi in massima misura di origine latina, il sardo conserva tuttavia diverse testimonianze del sostrato linguistico degli antichi Sardi prima della conquista romana: si evidenziano etimi protosardi e, in misura minore, anche fenicio-punici in diversi vocaboli, soprattutto toponimi. In età medievale, moderna e contemporanea la lingua sarda ha ricevuto influenze di superstrato dal greco-bizantino, ligure, volgare toscano, catalano, castigliano e italiano. Dal 1997 la legge regionale riconosce alla lingua sarda pari dignità rispetto all'italiano. Dal 1999 è anche tutelata dalla legge nazionale sulle minoranze linguistiche; fra le dodici minoranze in questione, quella sarda è la più robusta in termini assoluti ma è anche quella che più ha conosciuto un decremento in termini relativi.