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Torre del Lago Puccini detta anche semplicemente Torre del Lago è l'unica frazione di Viareggio, in provincia di Lucca. Il suo territorio, fra lago e mare, popolato da circa 12.000 abitanti, corrisponde a quello della Circoscrizione 1 - Torre del Lago Puccini di Viareggio.
La repubblica di Lucca fu un antico Stato dell'Italia centro-settentrionale, sorto all'inizio del XII secolo e che si mantenne indipendente fino al 1799. Dopo quella data lo Stato di Lucca continuò ad esistere, ma fu de facto dipendente dalle grandi potenze del tempo, prima dal Primo Impero francese poi dall'Impero austriaco, che lo trasformarono in un principato unito a Piombino, infine in un ducato per i Borboni di Parma. Il ducato di Lucca fu annesso il 4 ottobre 1847 al Granducato di Toscana. La repubblica di Lucca si estendeva oltre la città omonima sul contado circostante nella parte nord-occidentale dell'odierna regione Toscana, ai confini con l'Emilia e la Liguria.
Lucca () è un comune italiano di 88 658 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana. È il centro principale della Piana di Lucca. Famosa per i suoi monumenti storici, è uno dei pochi capoluoghi a conservare il centro storico, ricco di antiche strutture di varie epoche, completamente circondato da una cinta muraria cinquecentesca nell'insieme integra e quasi pressoché immutata nel corso dei secoli. È una notevole città d'arte d'Italia. Ufficialmente di origini romane, ma su probabili insediamenti anteriori, Lucca, città di mercanti e tessitori, mantenne la sua autonomia come Stato indipendente per parecchi secoli fino al 1799 quando venne soppiantata l'antica Repubblica, a seguito della conquista francese da parte delle truppe napoleoniche, dando vita al Principato di Lucca e successivamente al Ducato borbonico di Lucca.
La liberazione in Garfagnana, Versilia e Lucchesia fu caratterizzata da un susseguirsi di eventi di natura bellica avvenuti nelle province di Lucca e Massa Carrara tra il settembre 1944 e l'aprile 1945, durante la Campagna d'Italia della seconda guerra mondiale. Queste zone furono interessate dagli scontri degli Alleati che, con l'aiuto dei gruppi locali di partigiani, combatterono contro i nazifascisti con lo scopo di sfondare il fronte tirrenico della linea Gotica: questo fronte si sviluppava dalla zona costiera della Versilia fino al Passo dell'Abetone e al Passo delle Radici, dividendo a metà la zona della Garfagnana. In questa fase della guerra, la maggior parte degli sforzi militari vennero impiegati nel versante orientale della linea Gotica, cioè dall'asse Bologna-Firenze alla fascia costiera adriatica. Tuttavia, a causa della politica del terrore adottata dai tedeschi nei confronti dei civili in questi territori, ci furono avvenimenti tragici, tra cui si ricordano: i massacri di Fivizzano, Forno, Valla, Bardine e Vinca (San Terenzo, MS) avvenuti nell'estate 1944; l'eccidio a Sant'Anna di Stazzema (LU) avvenuto il 12 agosto 1944; il massacro a Pioppeti di Montemagno (Camaiore, LU) avvenuto nel settembre 1944; la fucilazione dei detenuti del campo di concentramento di Mezzano (LU) sul fiume Frigido avvenuto il 15 settembre 1944; il massacro di Bergiola (MS) sempre del settembre 1944.
Il lucchese è un dialetto parlato in Italia in una parte della provincia di Lucca. Il lucchese propriamente detto è parlato nella città e nel territorio che la circonda (piano delle Sei Miglia) oltre che sulle colline prossime ad esso e nella fascia costiera ricadente nei comuni di Viareggio e Camaiore. I comuni in cui si parla il lucchese tipico sono Lucca, Capannori, Porcari, Massarosa, Viareggio, Camaiore e parte dei comuni di Altopascio (frazione di Badia Pozzeveri), Pescaglia (Val Freddana) e Borgo a Mozzano (Valle della Cèletra, Corsagna e Anchiano). Il dialetto di Viareggio (viareggino), comune anche a Lido di Camaiore ha alcune peculiarità nella pronuncia, mentre quelli di Montecarlo, Villa Basilica, Altopascio e Bagni di Lucca sono molto simili al lucchese tipico, ma con caratteristiche comuni ai dialetti valdinievolini (Valdinievole) per Montecarlo, Villa Basilica, Altopascio, al pisano fiorentino del Valdarno (ancora per Altopascio) e ai dialetti della montagna pistoiese (per Bagni di Lucca). Una certa affinità con il pisano si riscontra infine nella frazione di Massaciuccoli (Massarosa) e in quella di Torre del Lago (Torre del Lago Puccini - Viareggio), mentre fino a una quarantina di anni fa, molto simile al lucchese era il dialetto di Buti, paese della provincia di Pisa.
La chiesa di San Tommaso è un luogo di culto cattolico di Lucca che si trova nella via omonima. Presenta l'assetto acquistato in seguito alla radicale ricostruzione avvenuta tra il XII e XIII secolo. Ha struttura a navata unica con paramento in laterizio tranne che in facciata, rivestita in calcare bianco. Il portale reca una decorazione a tralci rigonfi riferibile a una maestranza di Guidetto. L'interno è stato totalmente trasformato tra Seicento e Settecento; di questa fase restano opere di alcuni tra i più interessanti pittori attivi a Lucca, come il Sant'Antonio da Padova di Gian Domenico Ferrucci, e la Predica di San Francesco Saverio di Antonio Franchi. Di particolare rilievo sono tre grandi tele di Giovanni Coli e di Filippo Gherardi, l'Immacolata Concezione, l'Incredulità di San Tommaso e il Martirio di San Tommaso. Il piccolo campanile ospita un concerto di 4 campane intonate in scala di Si3, completamente manuali, fuse dalla Fonderia Magni nel 1949. Inoltre, al piano sottostante la cella campanaria, è presente una piccola campanella fuori concerto che, a differenza delle altre, è dotata di un impianto di automazione. Essa è stata fusa anch’essa dalla Fonderia Magni ma nel 1886 e reca l’immagine di Santa Flora, alla quale è dedicata la campana.
La chiesa di San Pietro Somaldi è una chiesa di Lucca che si trova nella piazza omonima. Fondata nell'VIII secolo da Summal (da cui il nome) e donata da re Astolfo al pittore Auriperto, fu ricostruita alla fine del XII secolo. L'abside in laterizio è del XIV secolo. A tre navate su pilastri, in pietra arenaria con rade listature bianche, venne completata nella parte superiore della facciata, con struttura a vela, da un loggiato cieco, collocabile, sulla base della decorazione dei capitelli, nella seconda metà del Duecento. Il portale centrale è sormontato da un architrave con La consegna delle chiavi a Pietro riferibile a Guido Bigarelli da Como, datato 1238. A parte due tavole, uniche superstiti della dotazione quattro-cinquecentesca, l'arredo è costituito da dipinti seicenteschi e da alcune interessanti opere ottocentesche.