Accedi all'area personale per aggiungere e visualizzare i tuoi libri preferiti
Lo spin doctor (dall'inglese [top] spin «colpo a effetto» nel gioco del tennis e doctor, «esperto») è un esperto di comunicazione che lavora come consulente per conto di personaggi politici. Il suo compito è elaborare mediante precise strategie di immagine un'apparenza del politico adeguata da sottoporre attraverso i media all'opinione pubblica, al fine di ottenere consenso elettorale o più in generale per ottenere consensi riguardo al proprio mandato politico.
In utero Srebrenica è un film documentario del 2013, diretto dal regista napoletano Giuseppe Carrieri, che si focalizza sulle ferite ancora aperte nei cuori delle madri bosniache a quasi vent'anni di distanza dal genocidio di Srebrenica, che le ha strappate via ai loro figli. Il film è stato presentato in anteprima mondiale il 3 marzo 2013 a Ginevra in concorso nella sezione "documentaire de création" della 11ª edizione del Festival dei Diritti Umani di Ginevra. Tra i membri della giuria vi erano l'artista cinese Ai Weiwei e l'attrice siriana Fadwa SuleIman. Il film ha ricevuto una nomination alla 59ª edizione dei David di Donatello nella categoria per il miglior documentario di lungometraggio, premio poi vinto da Ferma il tuo cuore in affanno di Roberto Minervini.
La cerimonia di premiazione della 59ª edizione dei David di Donatello ha avuto luogo il 10 giugno 2014. La cerimonia è stata condotta da Paolo Ruffini e Anna Foglietta e trasmessa in diretta sul canale Rai Movie. e in differita su Rai1. Le candidature sono state annunciate il 12 maggio 2014. I film con il maggior numero di nomination sono stati Il capitale umano di Paolo Virzì (19) e La grande bellezza di Paolo Sorrentino (18). Seguono Smetto quando voglio di Sydney Sibilia (12 candidature) e Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek (11).
L'assedio di Sarajevo, avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, è stato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Vide scontrarsi le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l'indipendenza dalla Jugoslavia, contro l'Armata Popolare Jugoslava (JNA) e le forze serbo-bosniache (VRS), che miravano a distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina e a creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Si stima che durante l'assedio le vittime siano state più di 12 000, i feriti oltre 50 000, l'85% dei quali tra i civili. A causa dell'elevato numero di morti e della migrazione forzata, nel 1995 la popolazione si ridusse a 334 664 unità, il 64% della popolazione pre-bellica.