Accedi all'area personale per aggiungere e visualizzare i tuoi libri preferiti
Ostia (nome ufficiale Lido di Ostia) è la frazione litoranea del comune di Roma Capitale, situata nei quartieri di Lido di Ostia Ponente (Q. XXXIII), Lido di Ostia Levante (Q. XXXIV) e Lido di Castel Fusano (Q. XXXV), nel territorio del Municipio Roma X, e prende il nome dall'antica città di Ostia. La piccola area edificata a nord del viale dei Promontori appartiene invece alla zona di Casal Palocco (Z. XXXIV). Si affaccia sul mar Tirreno, a sud della foce del fiume Tevere che la separa, a nord, da Fiumicino, il territorio è delimitato a nord dal Porto Turistico e a sud dalla litoranea (SS 601). La popolazione complessiva dei tre quartieri marini è di 83 889 abitanti, con incrementi notevoli nel periodo estivo. Ostia, assieme alle vicine Fiumicino e Fregene, è nota soprattutto per la sabbia nera, per i numerosi stabilimenti balneari e le spiagge libere attrezzate che ivi si trovano (spesso etichettata come la spiaggia di Roma), a iniziare dai primi anni del XX secolo dopo che fu terminata la bonifica dell'area un tempo malsana fino all'annessione di Roma al Regno d'Italia.
La guerra d'Etiopia (nota anche come campagna d'Etiopia), si svolse tra il 3 ottobre 1935 e il 5 maggio 1936 e vide contrapposti il Regno d'Italia e l'Impero d'Etiopia. Condotte inizialmente dal generale Emilio De Bono, rimpiazzato poi dal maresciallo Pietro Badoglio, le forze italiane invasero l'Etiopia a partire dalla Colonia eritrea a nord, mentre un fronte secondario fu aperto a sud-est dalle forze del generale Rodolfo Graziani dislocate nella Somalia italiana. Nonostante una dura resistenza, le forze etiopi furono soverchiate dalla superiorità numerica e tecnologica degli italiani e il conflitto si concluse con l'ingresso delle forze di Badoglio nella capitale Addis Abeba. La guerra fu la campagna coloniale più grande della storia: la mobilitazione italiana assunse dimensioni straordinarie, impegnando un numero di uomini, una modernità di mezzi e una rapidità di approntamento mai visti fino ad allora. Fu un conflitto altamente simbolico, dove il regime fascista impiegò una grande quantità di mezzi propagandistici con lo scopo di impostare e condurre una guerra in linea con le esigenze di prestigio internazionale e di rinsaldamento interno del regime stesso, volute da Benito Mussolini, con l'obiettivo a lungo termine di orientare l'emigrazione italiana verso una nuova colonia popolata da italiani e amministrata in regime di apartheid sulla base di una rigorosa separazione razziale. In questo contesto i vertici militari e politici italiani non badarono a spese per il raggiungimento dell'obiettivo: il Duce approvò e sollecitò l'invio e l'utilizzo in Etiopia di ogni arma disponibile e non esitò ad autorizzare l'impiego in alcuni casi di armi chimiche. L'aggressione dell'Italia contro l'Etiopia ebbe rilevanti conseguenze diplomatiche e suscitò una notevole riprovazione da parte della comunità internazionale: la Società delle Nazioni decise d'imporre delle sanzioni economiche contro l'Italia, ritirate nel luglio 1936 senza peraltro aver provocato il benché minimo rallentamento delle operazioni militari. Nel complesso, la campagna di Etiopia fu l'unico successo militare dell'Italia fascista, conseguito comunque ai danni di un esercito tribale, privo di equipaggiamenti e armi, senza addestramento alla guerra moderna, che però durante le prime fasi del conflitto riuscì a contrattaccare l'esercito invasore e a contendere ampie porzioni di territorio in modo efficace nonostante l'incolmabile divario tecnologico. Le ostilità non cessarono con la fine delle operazioni di guerra convenzionali, ma si prolungarono con la crescente attività della guerriglia etiopica dei cosiddetti arbegnuoc ("patrioti") e con le conseguenti misure repressive attuate dalle autorità coloniali italiane, durante le quali non furono risparmiate azioni terroristiche nei confronti della popolazione civile; la resistenza etiope collaborò poi con le truppe britanniche nella liberazione del paese dagli italiani nel corso della seconda guerra mondiale. Formalmente lo stato di guerra ebbe termine solo il 10 febbraio 1947 con la stipula del trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate, che comportò per l'Italia la perdita di tutte le colonie.
L'Arma dei trasporti e dei materiali dell'Esercito italiano, nota anche con l'acronimo Tramat, è un'Arma dell'Esercito Italiano specializzata nella logistica di aderenza e nel supporto al combattimento.
Addis Abeba (amarico: አዲስ አበባ, Addis Abäba , con significato di "nuovo fiore"; oromo: Finfinne, "nuova sorgente"; Ge'ez: በረራ, Bərəra) è la capitale dell'Etiopia e la sede centrale dell'Unione Africana con 3 273 000 abitanti stimati a luglio 2015.