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Francia medievale

La storia del Regno di Francia nel periodo medievale si colloca tra la fine del X secolo e il terzo quarto del XV secolo. Gli eventi che vengono usati per circoscrivere questa fase sono l'ascesa della dinastia capetingia nel 987 e la firma del Trattato di Picquigny nel 1475, che pose fine alla Guerra dei Cent'anni, inaugurando un periodo di pacificazione ed unità nazionale per la Francia. Il termine Francia venne usato dapprima per indicare la terra dei Franchi, in sostituzione di Gallia, a partire dall'epoca di Carlo Magno, il quale riunì nell'Impero carolingio una vastissimo territorio abitato da popolazioni germaniche, tale territorio si estendeva dall'Oceano Atlantico all'Elba. Si parlava allora di Francia occidentalis (più o meno la Francia odierna) e di Francia orientalis (più o meno l'odierna Germania), a riprova di come i due paesi facessero parte di una cultura medesima. Fu solo a partire dalla spartizione dell'Impero, con gli eredi di Ludovico il Pio, che si iniziarono a manifestare differenze più marcate tra i due territori: l'occidente, un tempo provincia romana fortemente latinizzata, maturava una lingua neolatina, mentre l'oriente, mai romanizzato, manteneva i costumi germanici. Nel Giuramento di Strasburgo dell'842 si trovano le prime tracce scritte della lingua francese e di quella tedesca. La Francia occidentalis di allora non comprendeva il vasto territorio della Borgogna, della Provenza e della Lorena; inoltre acquistò indipendenza la Bretagna e, più tardi, la Normandia; comprendeva d'altro canto, almeno fino al X secolo, la Marca di Spagna, conquistata da Carlo Magno stesso, ovvero la fascia della Spagna più vicina ai Pirenei, tra le odierne Catalogna, Aragona e Asturie (ciascuna di queste regioni si staccò poi come regno indipendente), e, nel nord, parte delle odierne Fiandre.

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