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La storia del Veneto è in parte comune a quella della più vasta regione nota come Triveneto o Tre Venezie, nel Nord-est della penisola italiana, situata tra il confine del Mare Adriatico e tutta la catena delle Alpi Orientali, che comprende Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Il plebiscito del Veneto del 1866, conosciuto ufficialmente anche come plebiscito di Venezia, delle province venete e di quella di Mantova, fu un plebiscito che avvenne nelle giornate di domenica 21 e lunedì 22 ottobre 1866 per sancire l'annessione al Regno d'Italia delle terre cedute alla Francia dall'Impero austriaco a seguito della terza guerra d'indipendenza.
Ignazio Isidoro Thaon di Revel e Saint-André (Nizza, 10 maggio 1760 – Torino, 26 gennaio 1835) conte, è stato un militare italiano.
Giulio Especo Y Vera (Roma, 27 aprile 1801 – Roma, 19 maggio 1883) è stato un militare italiano dell'esercito pontificio, nato in una nobile famiglia viterbese di origini spagnole (gli Especo y Vera erano Marchesi) e di forti tradizioni militari. Giovanissimo diventò Ufficiale di Artiglieria dell'Esercito dello Stato Pontificio e servì in quell'Arma per tutta la sua carriera militare, fino a raggiungere il grado di Tenente Colonnello. Partecipò in prima persona alla Repubblica romana del 1849. Dopo la Presa di Roma nel 1870, si avvicinò alla Chiesa Evangelica Valdese e ne diventò un esponente rilevante, contribuendo fortemente a svilupparne la presenza in Roma.
Giorgio Lana (Roma, 1824 – Roma, 17 luglio 1878) è stato un militare e architetto italiano ma, di fatto, cittadino pontificio. Nato in una famiglia di origine ferrarese, fu un ufficiale dell'Esercito e servì nel Genio per tutta la sua carriera militare, fino a raggiungere il grado di Colonnello. Fedele a Pio IX, non aderì alla Repubblica romana del 1849, rifiutò tutte le proposte di arruolamento di altri Eserciti e combatté contro la dissoluzione del potere temporale della Chiesa, fino alla sconfitta rappresentata dalla Presa di Roma del 1870.
I pattugliatori polivalenti d'altura (PPA) della classe Thaon di Revel rappresentano il programma per una futura classe di unità navali multiruolo della Marina Militare, che sostituiranno le fregate classe Soldati e le corvette classe Minerva. La nuova classe fa parte della legge navale 2014-2015 che prevede la suddivisione delle unità nelle seguenti tre diverse versioni: - PPA Light: versione leggera, adatta al pattugliamento litoraneo ed al contrasto della criminalità in mare; - PPA Light+: versione media, adatta sia al pattugliamento litoraneo che al supporto ed al combattimento; - PPA Full: versione pesante, adatta al combattimento di prima linea. Il piano prevede 16 unità, 7 delle quali sono state già commissionate. Altre 3 sono in opzione da esercitare entro maggio 2021, mentre ad ora è iniziata la costruzione delle prime cinque unità. L'ordine delle prime 7 unità è così suddiviso: 2 PPA Light, 3 PPA Light+ e 2 PPA Full.
Con brigantaggio post-unitario italiano, nel linguaggio storiografico o risorgimentale si identifica una forma di brigantaggio - spesso associato a fenomeni di banditismo armato ed organizzato - un tempo attiva nei territori del Mezzogiorno italiano precedentemente amministrati dal Regno delle due Sicilie. Benché fosse già presente negli stati italiani preunitari, il brigantaggio meridionale assunse connotati tipici durante il Risorgimento, in special modo in seguito alla realizzazione dell'Unità d'Italia. Va evidenziato che il brigantaggio postunitario interessò quasi esclusivamente i territori meridionali continentali ex-borbonici, mentre in pratica non si verificò nei territori di tutti gli altri Stati preunitari italiani annessi al Regno di Sardegna sabaudo per formare l'Italia unita durante il Risorgimento; tale diversità di avvenimenti e condotte è sintomatica delle profonde differenze, già esistenti nel 1861, tra il nord ed il centro della penisola da un lato, ed il sud Mezzogiorno dall'altro. Tale divario sarebbe stato in seguito compendiato nella locuzione "questione meridionale", fonte di discussioni e di dibattito ancora oggi, né definita unanimemente nelle sue cause dagli storici e studiosi, nonché oggetto del dibattito nelle interpretazioni revisionistiche del Risorgimento.