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Medea. Voci

Medea. Voci (Medea. Stimmen) è il titolo di un romanzo della scrittrice tedesca Christa Wolf pubblicato nel 1996. In questo romanzo l'autrice ribalta la versione che ci è pervenuta da Euripide che vede Medea soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli e, riscrivendo il mito, propone una figura di donna, Medea appunto, che, come scrive Anna Chiarloni, è «una donna travagliata sì dall'amore, ma ancor più dall'incapacità degli abitanti di Corinto di integrare una cultura come quella della Colchide, per sua natura non incline alla violenza. Non un'infanticida dunque, al contrario una donna forte e generosa, depositaria di un remoto sapere del corpo e della terra, che una società intollerante emargina e annienta negli affetti fino a lapidarle i figli».

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