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Sofista (dialogo)

Il Sofista (Σοφιστής) è un dialogo di Platone dedicato a temi ontologici e risalente al periodo dei dialoghi cosiddetti dialettici o della vecchiaia, l'ultima fase della produzione del filosofo. Alla ricerca di una definizione del "sofista", figura che si rivelerà sfuggente e che agli occhi di molti appare simile al "filosofo", o addirittura al politico, lo Straniero di Elea si ritroverà a dover affrontare il tema del non essere e compiere un parricidio ai danni di Parmenide: il sofista, infatti, con i suoi discorsi falsi e ingannevoli, fa apparire come essente ciò che non è, contravvenendo in questo modo al monito di Parmenide: "Ciò che non è non devi forzare ad essere" (Sofista, 237a). Vengono così affrontati i quesiti che erano rimasti irrisolti nel Teeteto e nel Parmenide, dialoghi aporetici a cui si fa esplicito riferimento in vari passaggi della discussione: dimostrando dialetticamente l'esistenza del non essere, Platone supera le aporie di questi due dialoghi, riguardanti l'essere e l'errore, definendo il non essere come modalità dell'essere, come diversità ("essere altro da"). Tutto ciò che è, che partecipa dell'essere, risulterà anche non essere – e così anche le idee saranno identiche a se stesse, ma diverse le une dalle altre, poiché l'una non sarà l'altra; la realtà trascendente pertanto si articolerà in una molteplicità di enti, dei quali l'uno non sarà l'altro. L'essere è dunque una molteplicità, mentre il non essere è infinito (256e).

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