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Il Tagikistan, ufficialmente Repubblica del Tagikistan (in tagico Ҷумҳурии Тоҷикистон, Çumhurii Toçikiston), e in passato Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan nell'ambito dell'URSS, è uno Stato dell'Asia centrale. Confina a Sud con l'Afghanistan, ad est con la Cina, a nord con Kirghizistan e Uzbekistan e ad ovest ancora con l'Uzbekistan; è dunque uno Stato senza sbocco al mare con una superficie di 143.100 km², una popolazione di 7.565.000 abitanti e capitale Dushanbe. Dal 9 settembre 1991 il Tagikistan è una repubblica presidenziale; il presidente è il leader Emomalī Rahmon, che elegge ogni anno il presidente del consiglio. L'assemblea Suprema viene eletta dal popolo e resta in carica 5 anni. La costituzione del Paese è stata varata nel 1994. Dal marzo 2013, è diventato un membro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
La Rus' di Kiev (in russo: Киевская Русь?, traslitterato: Kievskaja Rus'; in ucraino: Київська Русь?, traslitterato: Kyїvska Rus') fu un'entità monarchica del Medioevo, sorta verso la fine del IX secolo, in parte del territorio delle odierne Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali. Considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale, del quale Kiev fu a lungo la capitale, nelle fonti medievali viene chiamata Rus' oppure Terra di Rus'; o Rus' di Kiev. Lo Stato della Rus' di Kiev nasce verso la fine del IX secolo lungo le sponde del fiume Dnepr, come risultato dello stanziamento, avvenuto a partire dal secolo precedente, di alcune tribù vichinghe svedesi, chiamate Rus', in alcune zone dell'Europa nordorientale abitate da tribù slave, finniche, baltiche. Verso l'anno 880 dei Rus', capitanati (secondo la Cronaca degli anni passati, principale cronaca russa riferita a quegli anni) da Rjurik, prendono il potere sull'intera zona, spostando il centro della loro attività a Kiev, allora importantissimo centro commerciale sulla Via variago-greca. La successiva storia kievana può essere suddivisa in tre periodi, ciascuno della durata di alcuni decenni o più: il primo, dall'880 al 980, contraddistinto dall'ascesa prepotente dello stato kievano sullo scacchiere esteuropeo del tempo; il secondo, dal 980 al 1054, corrispondente all'incirca ai regni dei principi Vladimir I (detto il Santo o il Grande) e Jaroslav I il Saggio, nella quale la Rus' raggiunse l'acme della sua potenza; un terzo periodo, che si suole far partire dal 1054, caratterizzato dal lento declino, principalmente a causa dei gravi problemi di successione al trono. Non esiste una data precisa riguardo alla fine della Rus' kievana; alcune date importanti sono il 1169, quando il principe Andrej Bogoljubskij, che aveva già trasferito la capitale dello stato a Vladimir, saccheggiò Kiev, e il 1240, quando Kiev venne rasa al suolo dai Tataro-mongoli, che cominciavano in quegli anni il lungo periodo di pesante ingerenza negli affari interni della Rus'.
I Cosacchi (in polacco kozacy; in russo: казаки?, traslitterato: kazaki; in ucraino: козаки?, traslitterato: kozaky; forse dalla parola turco-tartara qazaq', nomade o uomo libero) sono un'antica comunità militare che vive nell'Europa orientale, in maggioranza nella steppa ubicata tra Ucraina e gli zarati del nord est. Inizialmente con tale termine furono individuate le popolazioni nomadi tartare delle steppe del sud-est della Russia. Tuttavia, a partire dal XV secolo, il nome fu attribuito a gruppi di slavi (per lo più slavi e slavi ucraini) che popolavano i territori che si estendevano lungo il basso corso dei fiumi Don e Dnepr (questi ultimi erano noti come cosacchi dello Zaporož'e); in questo senso, i cosacchi non costituiscono un gruppo etnico vero e proprio. Altre zone di colonizzazione successiva furono la pianura ciscaucasica (bacini dei fiumi Kuban' e Terek), il basso Volga, la steppa del bacino dell'Ural e alcune zone della Siberia orientale nel bacino del fiume Amur. Il nome cosacco apparirebbe per la prima volta nel 1395, nelle Cronache della Repubblica di Novgorod, ma secondo altri storici solo nel 1444, in un manoscritto russo, per designare soldati mercenari nomadi e liberi (ovverosia non soggetti agli obblighi feudali), che spesso offrivano i loro servigi ai vari principi. Durante la guerra civile russa (1918-1922) i cosacchi, che inizialmente avevano appoggiato la rivoluzione contro lo Zar, si schierarono in gran parte con le Armate Bianche in opposizione ai bolscevichi, mentre nella seconda guerra mondiale lottarono invece sia per gli Alleati sia per l'Asse.