Accedi all'area personale per aggiungere e visualizzare i tuoi libri preferiti
Autore principale: Simler, Iosia
La storia della Val Camonica inizia dalla fine dell'ultima glaciazione, con le più antiche testimonianze della presenza nella valle. Impossibile stabilire se l'area fosse abitata anche in epoca anteriore, dato che il ghiacciaio, che si protraeva fino in Franciacorta per oltre cento chilometri, avrebbe comunque cancellato ogni segno umano antecedente la sua espansione. La preistoria in Val Camonica si conclude con la conquista romana della regione, nel 16 a.C. L'età preistorica della Val Camonica, o "civiltà camuna", è caratterizzata dalla realizzazione della gran parte delle Incisioni rupestri della Val Camonica, straordinario corpus di oltre trecentomila petroglifi, dal 1979 patrimonio dell'umanità Unesco. In epoca augustea la valle era inserita nella Regio X Venetia et Histria. Assoggettata a Roma nel contesto della conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto, la Val Camonica subì una rapida romanizzazione a partire dall'insediamento romano di Cividate Camuno; l'area mantenne margini di autogoverno interno (la Res Publica Camunnorum), ma già prima della fine del I secolo a tutti i suoi abitanti fu estesa la cittadinanza romana. I Camuni subirono poi - come tutti i popoli dell'Italia settentrionale - un rapido processo di latinizzazione sia linguistica, sia culturale, sia religiosa. Cristianizzata tra IV e V secolo, durante il Medioevo la valle passò sotto controllo longobardo prima (VI-VIII secolo) e carolingio poi (VIII-IX secolo), per entrare quindi a far parte del Sacro Romano Impero (X-XIV secolo). Ai Visconti dal 1337, nel 1428 la valle entrò nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia. Tra il 1797 e il 1814 la valle fu soggetta al dominio napoleonico, per entrare quindi a far parte nel Regno Lombardo-Veneto asburgico. Dopo la seconda guerra di indipendenza la valle entrò nel Regno d'Italia (1861-1946), del quale seguì le sorti; fu in particolare teatro, nel corso della Prima guerra mondiale, della Guerra bianca in Adamello.
La Dalaunia era il nome collettivo che assunse la regione più settentrionale della Valle Camonica. Deriva dal termine latino Dalania o Dalegno, da cui i nomi di Villa Dalegno e di Ponte di Legno. L'origine della parola è incerta, potendo correlarsi al popolo degli Anauni della Val di Non o dei Genauni della a nord delle alpi, citati nel Trofeo delle Alpi, ma numerosi sono i toponimi di derivazione celtica o germanica sparsi per l'Europa con la terminazione -launum (qualche esempio: Alagna Valsesia; Caulonia; Reillanne, comune francese noto dall'antichità come Alaunia; Aurania, oggi Vranja, paese istriano; un'Aulania romana nell'attuale Gran Bretagna), tali da non portare a un unanime consenso. La Dalaunia è menzionata per la prima volta nella donazione di Carlo Magno del 774. Ne fanno parte gli abitati: Le "Terre di dentro" Ponte di Legno Pezzo Precasaglio ZoannoLe "Terre de fora" Temù Pontagna Villa Dalegno Lecanù
L'Insubria è una regione storica non univocamente definita, con cui viene designato il territorio abitato ab antiquo dagli Insubri, popolazione che si stanziò in epoca protostorica nella regione compresa fra il Po e i laghi prealpini a partire dal IV secolo a.C. o addirittura pre-esistente alle invasioni gallo-celtiche e facente parte della cultura di Golasecca, cui Tito Livio attribuisce la fondazione di Milano. Inoltre per Insubria si può anche intendere: il territorio del Ducato di Milano esistito, con mutamenti territoriali, tra il 1395 e il 1796; l'area in cui si parla il dialetto lombardo occidentale della lingua lombarda; la provincia di Milano, la Lombardia o, per estensione, l'intera Italia settentrionale; la Repubblica cisalpina o parte di essa.
La storia del Perù si riferisce al territorio corrispondente all'incirca all'attuale Perù nelle varie fasi storiche.
Record aggiornato il: 2025-11-09T02:12:25.920Z