Fa parte di: La critica d'arte
Serie: Immagini di arte italiana
Serie: I classici della pittura ; 18
Serie: I classici della pittura ; 0018
Serie: La tavolozza ; 46
Serie: I maestri del colore
Serie: I classici della pittura ; 18
Serie: I classici della pittura
Serie: I classici della pittura [Curcio] ; 18
Serie: I Maestri del Colore
Serie: I maestri del colore. Dentro la pittura di ; 0015
Serie: Pockets Electa
Serie: Grandi pittori italiani ; 29
Serie: I classici dell'arte. Il Novecento ; 14
Serie: I classici dell'arte.Il novecento
Serie: Guide
Serie: I classici dell'arte ; 75
Jakob de Chirico (Innsbruck, 16 ottobre 1943) è un artista austriaco. Lontano parente di Giorgio de Chirico, si è trasferito con la famiglia a Chiusa, in Alto Adige, nel 1954. All'Accademia di Belle Arti di Monaco ha studiato con Guenther Fruhtrunk. Negli anni Settanta de Chirico è fortemente impegnato in gruppi politici di sinistra, e contesta fortemente l'influsso della Chiesa sulla società altoatesine. Conosce il movimento artistico Fluxus e l'artista austriaco Hermann Nitsch, uno dei fondatori dell'azionismo viennese. In quegli anni de Chirico ha disegnato fumetti politici, distribuendoli come volantini e stampandoli su serigrafie di grande formato, tra i quali "Sulla libertà dei contadini del Tirolo", che ripercorre il tema dei privilegi sociali e religiosi dal medioevo al presente. I volantini di de Chirico assumevano talora anche la funzione di documentazioni di performance pubbliche. Negli anni Ottanta apre uno studio alla Kunstrampe, un fienile del Seicento a Merano, frequentato da artisti come Eugenio Miccini, Sarenco, Arrigo Lora Totino. Attacca duramente i politici locali del tempo, in particolare con una mostra al Kurhaus di Merano. Nel 1986 con Claudio Costa, Angelica Thomas, Antonino Bove e Igor Sacharov Ross fonda il gruppo Kraftzellen - Cellule di Energia, con il quale partecipa alla prima edizione di Arte Sella e, un anno dopo, a documenta a Kassel. Il 20 febbraio del 1992 ha contestato pubblicamente Bruno Hosp, assessore alla cultura in lingua tedesca della Provincia autonoma di Bolzano, interrompendo il suo discorso alla mostra Positionen a Bolzano e rovesciandogli addosso un milione di lire in monetine. Sue opere sono conservate al Museion di Bolzano
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