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Autore principale: Pacini, , Sergio
La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) è il più antico sindacato italiano. Venne costituito con il Patto di Roma nel 1944, come continuazione della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) nata nel 1906 e sciolta durante il ventennio fascista. Sindacato ideologicamente socialista, ed in passato con due forti componenti interne, una comunista e l'altra legata al Partito Socialista Italiano (da cui sono venuti i segretari generali Guglielmo Epifani e Susanna Camusso), è il soggetto più importante del panorama sindacale italiano. Nel 1948 e nel 1950, da due sue scissioni interne, nacquero prima la CISL e poi la UIL.
La Federazione CGIL, CISL, UIL fu l'unione paritetica fra i tre sindacati confederali italiani CGIL CISL e UIL, nata il 3 luglio 1972. Fu la prima volta dalla scissione della CGIL Unitaria che le tre confederazioni ritrovarono ufficialmente l'unità agendo come un corpo unico. La nascita della federazione fu il frutto delle spinte dei lavoratori fin dai primi anni sessanta verso l'unità sindacale. La categoria che più manifestò comportamenti e propositi unitari fu quella dei metalmeccanici. La federazione, nonostante gli obiettivi iniziali, rimase per lo più allo stadio iniziale. La reale fusione avvenne, infatti, solo tra poche sigle categoriali dei tre sindacati confederali CGIL CISL e UIL; tra queste la più organizzata sarà appunto la Federazione lavoratori metalmeccanici (FLM) dei metalmeccanici che era stata la più incline all'unione e aveva già avuto comportamenti unitari fin dai primi anni sessanta. Con il 1984 assistiamo al declino e alla conclusione dell'esperienza unitaria a seguito del taglio della scala mobile operato dal governo Craxi. Il disaccordo sul referendum richiesto dal PCI di Berlinguer per l'abolizione del provvedimento fra CISL, UIL, la componente socialista della CGIL guidata da Ottaviano del Turco e dall'altra parte il resto della CGIL portò infatti allo scioglimento della Federazione.
I prestiti sindacati, conosciuti anche come "finanziamenti in pool", sono erogati da un consorzio di banche (il pool) a favore di un'impresa. Scopo di tale raggruppamento è la ripartizione del rischio e dello sforzo di finanziamento; il pool si scioglie una volta ultimata l'operazione. I prestiti in pool fanno parte di quella categoria di finanziamenti a medio-lungo termine che concedono le banche. La terminologia usata è quasi sempre di origine anglosassone e, sia pure con qualche oscillazione, si usa indicare il gruppo di istituzioni creditizie come lenders e il mutuatario borrower. Si distingue normalmente: la banca arranger che si assume l'onere dell'organizzazione, la banca capofila, (spesso coincide con la banca arranger) che coordina dopo la sindacazione la banca agente che cura tutti gli aspetti amministrativi dopo l'operatività del prestito la banca partecipante che eroga una quota parte del prestito.
Record aggiornato il: 2021-05-26T01:25:08.885Z