Autore principale: Cardini, Franco<1940- >
Serie: Libri illustrati Rizzoli
Serie: Storia & Dossier - Dossier nø63
L'Età delle scoperte, o Età dell'esplorazione o età moderna (avente inizio approssimativamente dai primi anni del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo), è un termine informale e vagamente definito per indicare il periodo della storia europea in cui un'ampia esplorazione oltreoceano è emersa come un potente fattore nella cultura europea dando inizio alla globalizzazione. Segna inoltre l'avvio di un periodo durante il quale si fece diffusa l'adozione in Europa del colonialismo e del mercantilismo come politiche nazionali. Molte terre precedentemente sconosciute agli europei furono scoperte durante questo periodo, sebbene la maggior parte fosse già abitata. Dal punto di vista di molti 'non europei', l'Età delle scoperte ha segnato l'arrivo di invasori provenienti da continenti precedentemente sconosciuti. L'esplorazione del globo iniziò con le scoperte portoghesi degli arcipelaghi atlantici di Madeira e delle Azzorre nel 1419 e nel 1427, con la navigazione lungo la costa dell'Africa dopo il 1434 e a seguito dell'apertura della rotta marittima in India nel 1498, grazie ai viaggi transatlantici di Cristoforo Colombo nelle Americhe tra il 1492 e il 1502 e alla prima circumnavigazione del globo nel 1519-1522. Queste scoperte portarono a numerose spedizioni navali attraverso gli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico e spedizioni terrestri nelle Americhe, in Asia, in Africa e in Australia che continuarono fino alla fine del XIX secolo e si conclusero con l'esplorazione delle regioni polari nel XX secolo. L'esplorazione europea ha portato all'aumento del commercio globale e del numero di imperi coloniali europei, con il contatto tra il Vecchio Mondo (Europa, Asia e Africa) e il Nuovo Mondo (le Americhe e l'Australia) che avviarono lo scambio colombiano, un ampio trasferimento di piante, animali, cibo, popolazioni umane (inclusi schiavi), malattie trasmissibili e cultura tra emisferi orientali e occidentali. Questo rappresentò uno degli eventi globali più significativi riguardanti l'ecologia, l'agricoltura e la cultura nella storia. L'Età delle scoperte e la successiva esplorazione europea permise inoltre la mappatura del mondo nella sua interezza, con il risultato di una nuova visione globale del pianeta e di civiltà lontane con cui il Vecchio Mondo era ormai entrato in contatto, ma portò anche alla diffusione di malattie che decimarono popolazioni precedentemente isolate dall'Eurasia e dall'Africa. Permise anche l'espansione del cristianesimo in tutto il mondo: grazie anche all'attività missionaria, finì per diventare la religione più grande del mondo.
L'America (AFI: /aˈmɛrika/), chiamata anche Continente Nuovo o Nuovo Mondo, è il continente della Terra che si estende completamente nell'emisfero occidentale. Secondo la letteratura geografica italiana, dell'Europa occidentale (escluse le Isole Britanniche) e dell'America latina, il continente americano è formato da due subcontinenti: l'America del Nord e l'America del Sud. La parte meridionale dell'America del Nord è detta America Centrale. Le varie parti del continente sono dette nel loro complesso, "le Americhe". Secondo la letteratura geografica di cultura inglese, cinese e russa, invece, l'America è considerata uno dei supercontinenti della Terra e le sue parti settentrionale e meridionale sono considerate continenti a sé stanti, separati dall'Istmo di Panama. Costituisce l'8,3% della superficie totale della Terra e il 28,4% delle terre emerse. Il rilievo è dominato dalle catene montuose delle Montagne Rocciose e delle Ande, entrambe poste lungo le coste occidentali del continente. Il lato orientale dell'America è dominato da grandi bacini fluviali, come il Rio delle Amazzoni, il Mississippi, e il Río de la Plata. L'estensione è di 14 000 km (8 699 mi) secondo l'orientamento nord-sud. Il clima e l'ecologia variano fortemente in America e vanno dalla tundra artica di Canada, Groenlandia e Alaska, alle foreste pluviali tropicali di America Centrale e America Meridionale. Quando l'America del nord e l'America del sud si unirono, 3 milioni di anni fa, si verificò il cosiddetto grande scambio americano, uno scambio intercontinentale che portò alla diffusione di molte specie viventi esistenti nelle due parti dell'America, come il puma, l'istrice, e il colibrì. Più di un miliardo di persone vivono in America (più del 14% della popolazione mondiale): i paesi più popolosi sono gli Stati Uniti d'America, il Brasile e il Messico, mentre le città più popolose sono Città del Messico, San Paolo e New York. I primi insediamenti umani provengono dall'Asia e risalgono a circa 13-14 000 anni prima dell'era volgare. Una seconda migrazione di popolazioni parlanti il na-dene si verificò successivamente, ancora dall'Asia. L'ulteriore successiva migrazione degli Inuit nell'area neoartica intorno al XXXVI secolo a.C. ha completato quello che è generalmente considerato come l'insediamento originario in America da parte dei popoli indigeni. I viaggi di Cristoforo Colombo tra il 1492 e il 1502 posero l'America in contatto permanente con le potenze europee (e successivamente, anche extraeuropee) del Vecchio Mondo, il che portò al cosiddetto "scambio colombiano". Le malattie introdotte da Europa e Africa devastarono i popoli indigeni, mentre le potenze europee colonizzarono l'America. L'emigrazione di massa dall'Europa, tra cui un gran numero di servi a contratto, e l'immigrazione forzata di schiavi africani in gran parte sostituirono i popoli indigeni. A partire dalla Guerra d'indipendenza americana nel 1776 e nel 1791, iniziò il processo di decolonizzazione dell'America e oggi quasi tutti i paesi americani sono indipendenti. L'eredità della colonizzazione e della dominazione europea è grande: l'America ha molti tratti culturali comuni con l'Europa, in particolare la predominante adesione al cristianesimo e l'uso delle lingue indoeuropee (principalmente spagnolo, inglese, portoghese e francese).
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