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Autore principale: Nuti, , Ruggero
Pordenone (IPA: [pordeˈnone], , Pordenon in friulano e in veneto, Portenau in tedesco) è un comune italiano di 51 794 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. Principale città del Friuli occidentale (o destra Tagliamento), posta lungo le sponde del fiume Noncello (il cui breve decorso confluisce poco oltre nel fiume Meduna, principale affluente del Livenza), al centro di un'area urbana di circa 86 000 abitanti costituita con il comune di Cordenons, a est, e quello di Porcia, a ovest, la sua passata vocazione portuale si evidenzia nel nome Portus Naonis (in latino "porto del [fiume] Naone" [o "Noncello"]). Già capoluogo dell'omonima provincia, è sede dell'omonimo ente di decentramento regionale (EDR), istituito con Legge regionale 29 novembre 2019, n. 21 ("Esercizio coordinato di funzioni e servizi tra gli enti locali del Friuli Venezia Giulia e istituzione degli Enti di decentramento regionale"), ed operativo dal 1º luglio 2020. Anche a seguito della soppressione della provincia, il comune di Pordenone (come quelli di Trieste, Gorizia e Udine) mantiene comunque le prerogative connesse alla qualificazione di "capoluogo di provincia".
Le fiere della Champagne è il nome collettivo con cui si indicano un gruppo di fiere che si tennero a partire dal XII secolo nella contea della Champagne, in Francia. Si svolgevano una volta all'anno nei centri di Lagny e Bar-sur-Aube, e due volte all'anno a Provins e Troyes. Oltre a queste principali, ne esistevano anche di secondarie. Il calendario era fissato in maniera tale che, per gran parte dell'anno, almeno una fiera fosse aperta, garantendo la continuità delle transazioni. Il successo di tali manifestazioni commerciali era dovuto principalmente alla sicurezza che i conti di Champagne garantivano ai mercanti e alla loro posizione geografica. Situate a metà strada tra il Mediterraneo e il Mar Baltico, divennero infatti il cardine del commercio europeo per circa due secoli. I mercanti italiani e provenzali scambiavano i prodotti mediterranei e orientali (tessuti, spezie) con quelli del nord (pellicce, resina), convogliati dai mercati fiamminghi e tedeschi. La necessità fece diventare le fiere uno dei luoghi in cui si riaffermò l'uso del denaro. Le monete a base argentea di Provins e di Troyes furono tra le prime ad essere accettate internazionalmente, assieme a quelle emesse dall'abbazia di San Martino di Tours, i cosiddetti "tornesi". In seguito, le fiere si affermarono anche come luogo di cambio tra le diverse valute. A partire dal 1300, l'apertura di nuove vie commerciali tra le Fiandre e il Nord Italia, le regioni più fiorenti dell'Europa di allora, determinarono la decadenza delle fiere della Champagne.
Record aggiornato il: 2021-05-26T01:11:41.753Z