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Autore principale: Roncaglia, Silvia
Pubblicazione: Casale Monferrato (AL) : Piemme, 2004
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: it
I bambini ci guardano è un film del 1943 diretto da Vittorio De Sica, tratto dal romanzo Pricò di Cesare Giulio Viola. Realizzato a cavallo tra il 1942 e 1943, conobbe difficoltà distributive causate dalle contingenti vicende belliche. È considerato dagli storici del cinema, assieme al coevo Ossessione di Visconti e 4 passi fra le nuvole di Blasetti, un momento di svolta per il cinema italiano, che segna l'abbandono dei temi disimpegnati della commedia e dei feuilleton sentimentali, per descrivere i drammi della gente, anticipando così la tendenza che porterà pochi anni dopo al neorealismo. Basato sull'intensa interpretazione del bambino torinese Luciano De Ambrosis (divenuto da adulto un noto doppiatore), costituisce per De Sica l'inizio di una serie di film dedicati alla condizione dell'infanzia come Sciuscià o il bambino di Ladri di biciclette. È altresì il primo film in cui si ufficializza quella collaborazione con Zavattini che costituirà uno degli assi portanti della cinematografia italiana degli anni quaranta e cinquanta.
Gli Psicologi (reso graficamente come PSICOLOGI) sono un duo musicale italiano formato da Drast, pseudonimo di Marco De Cesaris (Napoli, 2001) e Lil Kaneki, pseudonimo di Alessio Aresu (Roma, 2001).
Il palazzo delle scuole elementari di Mirandola è un grande edificio situato lungo i viali di Circonvallazione di Mirandola, in provincia di Modena. Inaugurato nel 1910, la struttura è stata la sede principale della scuola primaria "Dante Alighieri" e del Distretto scolastico di Mirandola fino al maggio 2012, quando il devastante terremoto dell'Emilia l'ha resa inagibile.
Filastrocche in cielo e in terra è un libro per ragazzi scritto da Gianni Rodari e pubblicato per la prima volta nel 1960 dalla casa editrice Einaudi, con illustrazioni originali di Bruno Munari. Nel 1972, quando l'opera uscì ne Gli struzzi, Rodari vi aggiunse due nuove sezioni, rispettivamente denominate Storie nuove (contenente quattordici testi inediti) e Le filastrocche del cavallo parlante che constava di ventuno delle ventinove poesie già uscite nel volume omonimo (Emme Edizioni, Milano, 1970). Con questo ampliamento venne pubblicata l'edizione definitiva del libro. Nel 1996 il libro fu ristampato dall'editore Einaudi Ragazzi, questa volta illustrato dal celebre disegnatore Altan.
Le avventure di Telemaco (titolo originale francese: Les Aventures de Télémaque) è il titolo di un romanzo didattico di Fénelon, probabilmente scritto a partire dal 1694, e pubblicato per la prima volta all'insaputa di Fénelon nel 1699. L'opera è composta da 18 libri.
Il calcio di punizione è, nel gioco del calcio, la ripresa utilizzata dopo che è stata commessa un'infrazione con il pallone in gioco.
Odino, il dio principale e forse il più conosciuto della Mitologia norrena, possedeva molti nomi. Gli si attribuiscono non meno di 200 nomi, a motivo del suo essere un dio multiforme. Durante le sue lunghe peregrinazioni in mezzo agli uomini e ad altre creature, come ad esempio i giganti, Odino adottava nomi sempre diversi, ciascuno con un significato ben preciso e spesso legato al mito di riferimento. La molteplicità di nomi serviva inoltre a nascondere la sua identità. La Gylfaginning, la prima parte dell'Edda di Snorri, ricorda che Odino aveva un aspetto triplice (þriggi). A lui poi sono dedicati numerosi toponimi sparsi per tutta la Scandinavia, con una maggiore concentrazione in Danimarca e Svezia e un'assenza totale in Norvegia e Islanda, dove più comune era il culto di Thor (per via del suo carattere conservatore). Odino era inoltre il dio della magia, conoscitore delle rune, e creatore del sacrificio. Il nome nella cultura nordica era un elemento essenziale. Era ciò che determinava l'indivindualità di una persona e di un oggetto: dando un'occhiata a qualunque mito, si ci rende conto che anche gli oggetti all'apparenza più insignificanti sono dotati di un nome. Il nome era ciò che dava vita, cioè anima, a qualunque cosa.
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