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Autore principale: Chiti, Vannino; Volcic, Demetrio
Vannino Chiti (Pistoia, 26 dicembre 1947) è un politico italiano, Ministro per le riforme istituzionali e i rapporti con il Parlamento dal 2006 al 2008 nel Governo Prodi II, Presidente della Regione Toscana dal 1992 al 2000, vicepresidente del Senato della Repubblica dal 2008 al 2013.
Padania è un sinonimo con cui si indica la Pianura Padana (pianura padano-veneto-romagnola), regione geografica suddivisibile in superiore (piemontese) e inferiore (lombardo-veneta). Il termine è entrato in uso nel Norditalia soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni novanta, sotto la spinta del ricorrente uso politico in chiave indipendentista dalla Lega Nord che identificava in questo nome un'ipotetica e futura unità territoriale come repubblica federale per la quale il partito reclamava uno statuto di indipendenza (o, comunque, di autonomia politico-amministrativa), dalla Repubblica Italiana. Fin da allora questo termine ha sempre mantenuto una forte connotazione politica. Deriva dall'aggettivo padana, quest'ultimo derivato da Padus, nome latino del Po.
L'indipendentismo padano o, in certi casi, nazionalismo padano è un'idea politica nata negli anni novanta del XX secolo e promossa principalmente dal partito politico Lega Nord, il quale ha nel proprio statuto il raggiungimento dell'indipendenza, attraverso metodi democratici, della Padania. L'idea è stata sostenuta o è sostenuta anche e da persone più o meno afferenti nella loro storia politica alla Lega Nord, come l'architetto Gilberto Oneto, il politologo Gianfranco Miglio, il politico Giancarlo Pagliarini, nonché da alcuni partiti minori, come la Lega Padana. Il termine "Padania" inizió ad acquistare un significato politico quando venne utilizzato per la prima volta negli anni settanta dal bolognese Guido Fanti, presidente dell'Emilia-Romagna.
Gianfranco Miglio (Como, 11 gennaio 1918 – Como, 10 agosto 2001) è stato un giurista, politologo, accademico e politico italiano. Sostenitore della trasformazione dello Stato italiano in senso federale o, addirittura, confederale, fra gli anni ottanta e i novanta è considerato l'ideologo della Lega Lombarda, in rappresentanza della quale fu anche senatore, prima di "rompere" con Umberto Bossi dando vita alla breve stagione del Partito Federalista. Costituzionalista e scienziato della politica, fu senatore della Repubblica Italiana nella XI, XII e XIII legislatura. Ha insegnato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ove fu preside della Facoltà di Scienze politiche dal 1959 al 1989. È stato allievo di Alessandro Passerin d'Entrèves e Giorgio Balladore Pallieri, sotto la cui docenza si è formato sui classici del pensiero giuridico e politologico. Colpito da ictus nel 2000, non si riprese e morì ottantatreenne nella sua stessa città natale, Como, circa un anno dopo. Il funerale si tenne a Domaso, sul Lago di Como, comune d'origine del padre e sede di una villa nella quale il professore si rifugiava spesso; in seguito Miglio è stato tumulato nel locale cimitero, a fianco dei membri della sua famiglia.
Il federalismo indica la condizione di un insieme di entità autonome, legate però tra loro dal vincolo di un patto (in latino, appunto, foedus, "patto, alleanza"). L'accezione comune del termine appartiene all'ambito politico: il federalismo è la dottrina che appoggia e favorisce un processo di unione tra diversi Stati (a volte denominati anche soggetti federali, Länder, commonwealth, territori, province, ecc.) con una Costituzione e un governo comune, ma che mantengono però in diversi settori le proprie leggi. L'unità che si viene a creare è spesso chiamata federazione (mentre quando manchino anche una Costituzione condivisa e un governo comune si parla di confederazione). I due livelli in cui è costituzionalmente diviso il potere sono distinti tra loro e sia il governo centrale, sia i singoli Stati federati, hanno sovranità nelle rispettive competenze. I sostenitori di questo sistema politico vengono chiamati federalisti. I diversi membri di questo insieme possono riconoscersi nell'autorità di un capo che li rappresenti tutti (un monarca, un capo di governo, o anche - in un contesto trascendente - una divinità), oppure convergere in un'assemblea generale. In senso più ampio, inoltre, soprattutto nel dibattito politico italiano, si parla spesso di federalismo in riferimento ad un crescente decentramento nella gestione pubblica dell'amministrazione dello Stato, in cui si vorrebbe attribuire ai singoli enti locali una maggiore autonomia nella raccolta delle imposte e nell'amministrazione delle proprie entrate e delle spese.
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