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Le lettere di Paolo sono tredici testi del Nuovo Testamento attribuiti dalla tradizione all'apostolo Paolo di Tarso. In esse Paolo scrive a varie comunità da lui fondate o visitate nei suoi viaggi apostolici; alcune lettere sono inoltre dedicate a persone a lui care. In passato la Chiesa cattolica attribuì a Paolo di Tarso la Lettera agli Ebrei, nella quale non è indicato il nome dell'autore; tale lettera è oggi ritenuta, pressoché unanimemente, essere di un altro autore. Si sono inoltre conservate alcune lettere che affermano di essere state scritte da Paolo ma che sono ritenute apocrife dalla maggioranza degli esegeti.
La lettera cosiddetta "del Veggente" (in francese Lettre du Voyant) è la missiva inviata dal poeta Arthur Rimbaud all'amico Paul Demeny il 15 maggio del 1871, considerata il primo vero manifesto dei movimenti d'avanguardia letteraria e della poesia moderna. L'autore vi espone infatti le sue teorie rivoluzionarie sulla funzione sociale del poeta che contribuisce al progresso spirituale dell'umanità.
La lettera scarlatta (The Scarlet Letter), pubblicato nel 1850, è un classico della letteratura statunitense scritto da Nathaniel Hawthorne. Ambientato nella Nuova Inghilterra puritana e retrograda del XVII secolo, il romanzo racconta la storia di Hester Prynne che, dopo aver commesso adulterio, ha una figlia di cui si rifiuta di rivelare il padre, lottando per crearsi una nuova vita di pentimento e dignità. Nell'insieme Hawthorne esplora i temi della grazia, della legalità e della colpa. La lettera scarlatta è incorniciata da un'introduzione (chiamata "La dogana") nella quale lo scrittore, un alter ego di Hawthorne, finge di aver trovato documenti e carte che raccontano la storia di Prynne e ne provano l'autenticità. Il narratore sostiene anche che quando toccò la lettera ricamata (trovata assieme alle carte) aveva provato "un calore bruciante... come se la lettera non fosse di panno scarlatto, ma di ferro arroventato fino a diventare rosso". In precedenza Hawthorne aveva lavorato nella Dogana di Salem per lungo tempo, perdendo il proprio lavoro a causa di un cambiamento dell'amministrazione politica.
Le lettere pastorali sono tre lettere tradizionalmente attribuite a Paolo di Tarso e incluse nel Nuovo Testamento: la Prima lettera a Timoteo, la Seconda lettera a Timoteo e la Lettera a Tito. Oggi la maggior parte degli studiosi ritiene che questi scritti non siano opera diretta di Paolo, ma siano riconducibili a una tradizione a lui successiva. Le tre lettere sono generalmente considerate come un gruppo per similarità di stile e contenuti e perché, a differenza degli altri scritti paolini, non sono indirizzate ad una Chiesa o ad un gruppo di Chiese ma si rivolgono piuttosto a una singola persona. Sono inoltre chiamate pastorali perché in esse l'autore istruisce Timoteo e Tito nel loro compito di pastori di una chiesa. L'espressione Lettere pastorali è comunque relativamente recente: viene infatti utilizzata per la prima volta in Germania da Paul Anton nel 1753, mentre Cosma Magliano aveva precedentemente, nel 1609, raggruppato i tre scritti sotto il nome di Lettere pontificali.
Record aggiornato il: 2021-05-26T01:26:14.092Z