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Autore principale: De' Negri, Averado
Edizione: Nuova ed. rifusa / con illustrazioni di A.M. Nardi
Pubblicazione: Firenze : Bemporad, [1923]
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: IT
La lettura è il processo mentale che permette di decodificare e comprendere informazioni o idee rappresentate in forma visiva o tattile. Prevalentemente il concetto di lettura è collegato al concetto di scrittura, ovvero quel processo culturale appreso che permette la traduzione dei significati di un testo rappresentato per mezzo di simboli alfabetici o meno che possono essere percepiti con la vista, o col tatto (nel caso della scrittura Braille). Altri tipi di lettura possono non essere basati sulle lingue naturali, come nel caso della notazione musicale o dei pittogrammi, e nemmeno sulla scrittura propriamente detta ad esempio la lettura di cartografie topografiche o la lettura della mano. Per analogia, nella scienza dell'informazione, la lettura è l'acquisizione di dati da qualche tipo di memoria.
Per lettura rapida si intendono quelle tecniche che consentono di leggere velocemente un testo. Tali metodi possono basarsi sia sull'assimilazione con una sola occhiata di diverse parole e frasi, sia sulla lettura orientativa, ovvero lo scorrere rapidamente il testo cercando indizi che aiutino a farsi un'idea sommaria dei contenuti.
La dislessia fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento o DSA (manuale DSM-5) ed è una condizione caratterizzata da problemi con la lettura e la diagnosi che si formula è indipendente dall’intelligenza della persona. Diverse persone ne sono colpite in misura diversa; i problemi possono includere difficoltà nella pronuncia delle parole, nella lettura veloce, nella scrittura a mano, nella pronuncia delle parole durante la lettura ad alta voce e nella comprensione di ciò che si legge. Spesso queste difficoltà vengono notate inizialmente a scuola. In caso di compromissione totale delle capacità di lettura si parla di alessia. Le difficoltà sono involontarie e le persone con questo disturbo hanno un normale desiderio di apprendimento.Si ritiene che la dislessia sia causata dal coinvolgimento di fattori genetici e ambientali. In alcuni casi si manifesta in più membri della stessa famiglia come, ad esempio, ad un padre e ad uno o più dei propri figli. Spesso si verifica nelle persone con disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e quando è associata a difficoltà nel fare i calcoli si parla di discalculia, un altro disturbo specifico dell’apprendimento. Può anche esordire in età adulta come risultato di lesioni cerebrali traumatiche, ictus o demenza. I meccanismi alla base della condizione sono da ricercarsi in problemi nei processi linguistici del cervello. La dislessia viene diagnosticata attraverso una serie di test di memoria, di ortografia, di visione e di capacità di lettura. Non si parla di dislessia quando la difficoltà di lettura è dovuta ad un insegnamento insufficiente o a problemi di udito o di vista.Il trattamento prevede l'utilizzo di adeguati metodi di insegnamento al fine di soddisfare le esigenze della persona. Anche se non si riesce a curare il problema alla base, è possibile diminuire il grado di sintomi. La dislessia rappresenta la disabilità di apprendimento più comune e colpisce il 3-7% della popolazione, anche se fino al 20% possono presentare sintomi di un certo grado. Sebbene la dislessia sia più frequentemente diagnosticata negli uomini, è stato suggerito che essa colpisca in realtà entrambi i sessi allo stesso modo. La dislessia si presenta in tutte le aree del mondo. Alcuni ritengono che la condizione dovrebbe essere considerata come un modo diverso di apprendimento, con vantaggi e svantaggi.
Lo schema biennale delle letture è stato introdotto con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II. Si decise di mettere a disposizione del popolo cristiano il tesoro della Parola di Dio con maggior dovizia, e per questo nel nuovo lezionario feriale fu stabilito di articolare la distribuzione della prima lettura della Messa del tempo ordinario in un ciclo di due anni. Anno dispari o Anno I si riferisce al primo anno del ciclo, quando l'ultima cifra dell'anno è dispari. Anno pari o Anno II si riferisce al secondo anno del ciclo, quando l'ultima cifra dell'anno è pari.Nell'edizione tipica della Liturgia delle Ore le letture dell'Ufficio delle Letture sono articolate in uno schema annuale. Tuttavia, alcune edizioni preparate dagli ordini monastici, e anche le traduzioni in alcune lingue presentano una distribuzione biennale dei testi biblici, e in qualche caso anche di quelli patristici: in questi casi si parla pure, perciò di Anno dispari o I e Anno pari o II.
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