Autore principale: Morghen, Raffaello, 1896-1983
Serie: Universale Laterza ; 88. UL
Serie: Biblioteca di cultura moderna ; 491
Serie: Biblioteca di cultura moderna ; 491
Serie: Biblioteca di cultura moderna ; 0491
Serie: Biblioteca di cultura moderna ; 491
Serie: Biblioteca di cultura moderna ; 491
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Biblioteca universale Laterza ; 88
Serie: Universale Laterza ; 0088
Serie: Universale ; 88
Serie: UL ; 88
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Universale Laterza ; 88
Serie: Biblioteca universale Laterza ; 120
Serie: Biblioteca universale Laterza ; 120
Serie: Biblioteca universale Laterza
Il termine bargello (ant. barigello) deriva dal latino medievale barigildus, termine di origine longobarda (per i Goti bargi e i tedeschi burg). Il suo significato è "torre fortificata" o "castello". Nel Medioevo, bargello era il nome attribuito al capitano militare incaricato di mantenere l'ordine durante periodi di rivolta, avendo spesso funzioni dittatoriali di reggente. Il bargello, come Capitano di Giustizia o Capitano del Popolo, fu presente in molte città della penisola italiana, particolarmente sotto lo Stato Pontificio. A Firenze il bargello veniva scelto tra persone straniere, chiamandoli da un'altra città, allo stesso modo del podestà. Figura che appare nell'opera teatrale "Misura per misura" di William Shakespeare ("Dov'è il bargello?"), ne "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni ("Ma no signore; in compagnia ci vieni; e in compagnia d'un bargello, per far meglio!"; Cap. XV) e nel “il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia (“vuol dire bargello: il capo degli sbirri”). Il termine bargello venne preso per estensione dal palazzo sede del capitano di giustizia.
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