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Sperduti nel buio è un film muto italiano del 1914 diretto da Nino Martoglio e, secondo alcuni studiosi, anche da Roberto Danesi. Viene ritenuto un classico dell'epoca del cinema muto ed è considerato un esempio di cinema verista e naturalista non comune per la sua epoca, fu oggetto di studio e considerazione sino a quando, a causa della guerra, la pellicola andò perduta. Anche successivamente, esso fu considerato da alcuni come un lontano esempio di neorealismo, tesi tuttavia contestata da altri commentatori.
Gli spettacoli nell'antica Roma erano numerosi, aperti a tutti i cittadini ed in genere gratuiti; alcuni di essi si distinguevano per la grandezza degli allestimenti e per la crudeltà. I Romani frequentavano di preferenza i combattimenti dei gladiatori, quelli con bestie feroci (venationes), le riproduzioni di battaglie navali (naumachia), le corse di carri, le gare di atletica, gli spettacoli teatrali dei mimi e le pantomime. Quarant'anni dopo l'invettiva di Giovenale (n. tra il 55 e il 60–m. dopo il 127) che rimpiangeva la sobrietà e la severità repubblicana di un popolo che ormai aspirava solo al panem et circenses, al pane e agli spettacoli, Frontone (100-166), quasi con le stesse parole, descriveva sconsolato la triste realtà: La classe dirigente romana considerava infatti suo compito primario quello di distribuire alimenti una volta al mese al popolo e di distrarlo e regolare il suo tempo libero con gli spettacoli gratuiti offerti nelle festività religiose o in ricorrenze laiche.
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