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Autore principale: Parca, Gabriella
Il divorzio (dal latino divortium, da di-vertere, "separarsi"), o scioglimento del matrimonio, è un istituto giuridico che decreta la fine di un matrimonio. Non va confuso con l'annullamento del matrimonio, perché prevede la fine di un matrimonio legalmente valido e non il suo disconoscimento. Le leggi sul divorzio variano considerevolmente in tutto il mondo, ma nella maggior parte dei paesi la validità del divorzio richiede la sentenza di un tribunale o il provvedimento di altra autorità in una procedura legale. La procedura legale per il divorzio può anche comportare questioni riguardanti gli alimenti, la custodia e il mantenimento dei figli. Nei paesi in cui la monogamia è legge, il divorzio permette un nuovo matrimonio. Alcuni paesi hanno legalizzato il divorzio solo in anni relativamente recenti (tra cui Spagna, Italia, Portogallo, Repubblica d'Irlanda e Malta). Ad oggi solo due paesi al mondo - le Filippine e Città del Vaticano - non possiedono nei loro ordinamenti una procedura civile per il divorzio.
Il matrimonio è un atto giuridico che indica l'unione fra due persone, a fini civili, religiosi o ad entrambi i fini e che di norma viene celebrato attraverso una cerimonia pubblica detta nozze, comportando diritti e obblighi fra gli sposi e nei confronti dell'eventuale prole.
Testimonianze è una rivista letteraria nata a Firenze nel 1958 per iniziativa di un gruppo di intellettuali cattolici (Ernesto Balducci, Lodovico Grassi, Mario Gozzini e Federigo Setti), che tuttora continua le pubblicazioni. Un gruppo di cattolici lapiriani, popolari-democratici e maritainiani che si riunivano al circolo del Cenacolo di Firenze, tra i quali padre Balducci, Citterich, Gozzini, e Zolo, decidono nel 1958 di fondare una rivista che ribadisse il primato dello spirituale sul temporale e sul 1º numero della rivista verrà messo in chiaro da padre Balducci quanto si proponeva Testimonianze. Tra il 1964 e il 1965 sulla rivista viene dibattuto il dialogo cattolici-marxisti e nello stesso tempo viene discussa la presenza conciliare della Chiesa nel mondo e sulla libertà di coscienza. Le interpretazioni che Testimonianze dà del Concilio e quelle che emergono dal convegno del 15-17 giugno 1966 sulla Responsabilità del laicato italiano dopo il Concilio appaiono alla Curia fiorentina troppo audaci e l'imprimatur alla rivista viene tolto. Gli interessi del foglio vengono, con la nuova gestione laica, spostati verso le realtà della chiesa locale. La rivista diventa maggiormente politicizzata e si dibatte sull'intervento nella guerra del Vietnam, sul tema della non violenza e degli obiettori di coscienza. Sui numeri del 1967 e 1968 si apre il dibattito sui gruppi spontanei e viene affrontata la vicenda dell'Isolotto con un numero speciale. Nel 1970 la rivista affronta il problema della Chiesa locale e la Chiesa istituzionale, sull'ecumenismo di base e quello di vertice. Con il tempo, la rivista, pur nel saldo riferimento alla sua matrice cristiana, ha accentuato il suo carattere di laicità ed è redatta da credenti e non credenti, in linea del resto con la sua vocazione originaria di strumento della cultura del dialogo. Tra i temi affrontati, nelle diverse fasi, dell'ormai lunga esperienza di "Testimonianze", quelli della pace dei diritti umani, del rapporto fede-storia, del dialogo fra culture e civiltà e (soprattutto nell'ultima sua fase) dell'analisi critiche delle dinamiche del "mondo globale". Sui temi della pace e dei diritti umani, la rivista, negli anni ottanta, si è fatta, in particolare, promotrice dei Convegni "Se vuoi la pace prepara la pace". Direttori della rivista, di cui Ernesto Balducci è stato il più eminente animatore fino alla sua scomparsa (25 Aprile 1992), sono stati, in successione, Danilo Zolo, Luciano Martini, Lodovico Grassi e (dal 1996) Severino Saccardi. La rivista, che continua regolarmente le pubblicazioni in versione cartacea con cadenza bimestrale, ha anche un sito (www. testimonianzeonline.com) e una pagina facebook ed è associata al Cric (Coordinamento riviste italiane di cultura).
La statistica è una disciplina che ha come fine lo studio quantitativo e qualitativo di un particolare fenomeno collettivo in condizioni di incertezza o non determinismo, cioè di non completa conoscenza di esso o di una sua parte. Strumento del metodo scientifico, si avvale della matematica per studiare i modi in cui un fenomeno collettivo può essere sintetizzato e compreso e ciò avviene attraverso la raccolta e l'analisi delle informazioni relative al fenomeno studiato; con il termine statistica, nel linguaggio di tutti i giorni, si indicano anche semplicemente i risultati numerici (le statistiche richiamate nei telegiornali, ad es. l'inflazione, il PIL ecc.) di un processo di sintesi dei dati osservati, cioè gli indici statistici.
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