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Titolo uniforme: Cruel intentions
Cruel Intentions - Prima regola non innamorarsi (Cruel Intentions) è un film del 1999 diretto da Roger Kumble, riadattamento in chiave moderna dell'opera letteraria Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos. Dello stesso regista è il prequel del 2000 dal titolo Cruel Intentions 2 - Non illudersi mai. È stato realizzato anche un sequel del primo film, intitolato Cruel Intentions 3 - Il fascino della terza volta diretto da Scott Ziehl nel 2004.
Cruel Intentions 2 - Non illudersi mai (Cruel Intentions 2) è un film del 2000, diretto dal regista Roger Kumble, interpretato da Robin Dunne, Sarah Thompson e Amy Adams; prequel del film originale Cruel Intentions. Nel 2003 è stato girato un terzo film della saga: Cruel Intentions 3 - Il fascino della terza volta.
Matthew Ryan Phillippe (New Castle, 10 settembre 1974) è un attore e regista statunitense. L'attore ha partecipato a diversi film cinematografici, tra cui il film slasher So cosa hai fatto, Studio 54, Cruel Intentions, Gosford Park, Crash - Contatto fisico (film corale vincitore di tre premi Oscar) e Flags of Our Fathers. A partire dal 2012, dopo sedici anni di assenza dal piccolo schermo dove mosse i primi passi negli anni '90, l'attore si è dedicato anche alla carriera televisiva con ruoli di primo piano nelle serie televisive Damages, Secrets and Lies e Shooter.
Cruel Intentions 3 - Il fascino della terza volta (Cruel Intentions 3) è un film del 2004, diretto dal regista Scott Ziehl, seguito di Cruel Intentions e Cruel Intentions 2.
Joshua Browning Carter Jackson (Vancouver, 11 giugno 1978) è un attore canadese, noto per i ruoli di Pacey Witter in Dawson's Creek, Peter Bishop in Fringe e Cole Lockhart in The Affair - Una relazione pericolosa. Jackson ha vinto il Genie Award come migliore interpretazione di un attore in un ruolo da protagonista nel film indipendente canadese One Week.
Cinematografo è un album-raccolta del 2010 che contiene 12 brani interpretati dal cantante Mario Merola.
Gli spettacoli nell'antica Roma erano numerosi, aperti a tutti i cittadini ed in genere gratuiti; alcuni di essi si distinguevano per la grandezza degli allestimenti e per la crudeltà. I Romani frequentavano di preferenza i combattimenti dei gladiatori, quelli con bestie feroci (venationes), le riproduzioni di battaglie navali (naumachia), le corse di carri, le gare di atletica, gli spettacoli teatrali dei mimi e le pantomime. Quarant'anni dopo l'invettiva di Giovenale (n. tra il 55 e il 60–m. dopo il 127) che rimpiangeva la sobrietà e la severità repubblicana di un popolo che ormai aspirava solo al panem et circenses, al pane e agli spettacoli, Frontone (100-166), quasi con le stesse parole, descriveva sconsolato la triste realtà: La classe dirigente romana considerava infatti suo compito primario quello di distribuire alimenti una volta al mese al popolo e di distrarlo e regolare il suo tempo libero con gli spettacoli gratuiti offerti nelle festività religiose o in ricorrenze laiche.
Record aggiornato il: 2025-12-28T02:35:16.490Z