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Pubblicazione: [Firenze] : CESVOT, 2003
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: IT
Fa parte di: I Quaderni / Centro servizi volontariato Toscana
Maria Eletta Martini (Lucca, 24 luglio 1922 – Lucca, 29 dicembre 2011) è stata una politica e insegnante italiana.
In Italia, con la formula comunicazione sociale si è inteso, negli ultimi anni, un insieme di fenomeni e realtà molto diverse. Nel passato molti autori che si sono occupati dei processi comunicativi hanno inteso il termine sociale nel senso di diffuso o comune, utilizzando comunicazione sociale come sinonimo di comunicazione, cioè con questa formula si indicava la comunicazione diffusa nella società. Anche la Chiesa Cattolica la utilizza in questo senso, in sostanza indicando con comunicazione sociale tutte quelle realtà e quegli studi che normalmente, nella letteratura scientifica e nelle università pubbliche vengono etichettati semplicemente come scienze della comunicazione o come media studies. Più recente e più specifico un utilizzo della formula ricavata essenzialmente dalla pubblicità sociale e dalle campagne di pubblica utilità. Una comunicazione, realizzata principalmente attraverso spot radiotelevisivi o messaggi mirati al grande pubblico finalizzati a promuovere alcuni argomenti, atteggiamenti o comportamenti. Sostanzialmente, quindi, un tipo di comunicazione che ha come obiettivo delle finalità collettive ed è quindi da inserire nell'ambito della comunicazione pubblica e quindi realizzata principalmente dalle pubbliche amministrazione ma anche da organizzazioni non profit e imprese private. Lo spostamento dal riferimento alle campagne sociali al parlare di comunicazione sociale, formule intese ancora oggi come sostanzialmente sinonime, coincide con l'allargamento dello spettro di strumenti, linguaggi e contenuti utilizzati che vedono aggiungersi alle campagne radio-televisive e a numerosi altri canali e modalità di trasmissione. Nel tempo la definizione e le pratiche di comunicazione sociale tendono a mettere in maggiore evidenza la socialità e relazionalità tipiche dei nuovi approcci alla comunicazione.
La Memoria digitale è una forma di archiviazione dei contenuti, compresa la memoria privata, attraverso la tecnologia informatica, utilizzando la Memoria ed è contemporaneamente una forma di comunicazione della memoria su piattaforme web e social media. Lo scopo del rendere la memoria privata in forma digitale è quello di ricordare avvenimenti, emozioni, registrare pensieri e opinioni: è un diario pubblico digitale. Alla base vi è la scelta della condivisione tra utenti, soprattutto attraverso i social media diffusi nel World Wide Web: Facebook, Twitter, Google Plus, Pinterest, Linkedin, Flickr, YouTube, Tripadvisor. In generale, nel web, la parola condivisione o sharing in inglese è il termine usato per descrivere la grande partecipazione della gente nelle piattaforme/servizi noti come Web 2.0. Infatti con l'avvento del web 2.0 e 3.0, sono sempre più numerosi i tavoli di discussione, i bandi e i progetti, le Fondazioni e associazioni, i blog e siti internet che trattano l'argomento, ponendosi domande e cercando risposte sul come conservare e condividere, annullando barriere fisiche e temporali, il nostro sapere. Correlato alla memoria digitale, si pone il concetto di Biblioteca digitale. Un esempio progettuale che coniuga memoria e digitale è stato lanciato dalla più importante biblioteca del mondo, la Library of Congress, per impedire che la storia digitale sia cancellata, creando nel dicembre del 2000 il programma NDIIPP (National Digital Information Infrastructure and Preservation Program) allo scopo di raccogliere, preservare e rendere disponibili contenuti digitali significativi, soprattutto le informazioni che sono state create solo in forma digitale (Born-digital), per le generazioni attuali e future. Gordon Bell e Jim Gemmell, ricercatori Microsoft, nella loro pubblicazione TotalRecall: How the E-memory Revolution Will Change Everything (Penguin Group USA, 2009) hanno definito la memoria digitale con il termine E-memory, affermando che grazie al progresso nelle tecniche di memorizzazione informatiche possiamo registrare qualsiasi cosa che sentiamo, vediamo o facciamo giornalmente.
Per servizi sociali si intendono gli strumenti per garantire assistenza a persone in difficoltà in un sistema di Stato sociale. Il problema della definizione è spesso stato dibattuto in quanto a livello internazionale non ne esiste una univoca. All'attività è preposto un assistente sociale.
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