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Autore principale: Convegno di studi in onore di Giorgio Giorgetti <Siena ; 1977>
Pubblicazione: Firenze : Olschki, 1979
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: it
Fa parte di: Contadini e proprietari nella Toscana moderna : atti del Convegno di studi in onore di Giorgio Giorgetti
Il Governo dei Nove fu una delle principali magistrature della Repubblica di Siena, in carica dal 1287 al 1355. La Repubblica di Siena costituita da questa amministrazione fu definita anche come il buon governo, che restò in carica fino al 1355 quando si concluse a causa di gravi crisi economiche, carestie ed epidemie. Il Governo dei Nove cadde, venendo sostituito dal Governo dei Dodici (cioè un governo di dodici rappresentanti del popolo, assistito da dodici nobili). Fu per Siena un momento di grande splendore politico ed economico: vennero aperti nuovi e numerosi cantieri, tra i quali quello del duomo, edificati molti palazzi, incluso il Palazzo Pubblico, e completata una parte consistente della cinta muraria.
Arnolfo di Cambio, noto anche come Arnolfo di Lapo (Colle di Val d'Elsa, 1245 circa – Firenze, 8 marzo tra il 1302 e il 1310 circa), è stato uno scultore, architetto e urbanista italiano attivo in particolare a Roma e a Firenze alla fine del Duecento e ai primi del secolo successivo.
Amelio Tagliaferri (Cutigliano, 16 dicembre 1925 – Cividale del Friuli, 4 agosto 1994) è stato un economista, storico e archeologo italiano.
Con medievalismo (in inglese medievalism; in tedesco mittelalter-rezeption; e in francese médiévalisme) si intende l'atteggiamento culturale che esprime la «tendenza a tornare a forme di vita che furono proprie del Medioevo (spesso del Basso Medioevo unito al primo Rinascimento o a Medioevi leggendari come il ciclo arturiano o il ciclo carolingio), o a vagheggiarne ed esaltarne gli ideali e le forme artistiche». Il termine è spesso inoltre utilizzato dalla comunità accademica per definire «la rappresentazione, la ricezione e l'uso postmedievale del Medioevo in ogni suo aspetto», ivi compreso quello artistico, letterario, architettonico, politico, religioso o folklorico. Il concetto può allo stesso tempo avere un'accezione negativa, per alludere a mentalità o a costumi che si ritengono «superat[i] dall'evoluzione storica dei tempi moderni». Il termine inglese medievalism, utilizzato in origine con la stessa accezione di medieval per indicare negativamente le tendenze neo-cattoliche nell'Inghilterra vittoriana, venne utilizzato nel 1853 dal critico d'arte inglese John Ruskin, il quale proponeva, tentando di stabilire un uso più neutrale del termine, la suddivisione della storia dell'arte in tre periodi storici: Classicalism, Mediaevalism, Modernism. Alla fine degli anni settanta del XX secolo, quando gli studiosi cominciarono a sviluppare lo studio sulla ricezione postmedievale dei secoli di mezzo, uno dei pionieri del nuovo campo, Leslie Workman, lo adottò come termine chiave fondando la rivista Studies in Medievalism (1979).
I Piccolomini sono una famiglia italiana di origine toscana, influente a Siena a partire dall'XI secolo. I suoi componenti, grazie alla loro affermazione nel commercio, nelle armi, nella cultura e nelle scienze, acquisirono notevole visibilità, in Italia e in tutt'Europa. Furono grandi di Spagna, principi del Sacro Romano Impero e diedero alla Chiesa numerosi alti prelati e due pontefici. Nel XV secolo, l'elevazione al soglio pontificio di Pio II, al secolo Enea Silvio, che era ultimo discendente del cosiddetto "ramo papale", il più ricco e potente della famiglia, permise ai Piccolomini di acquisire nuovo prestigio e popolarità. La statura religiosa, politica e diplomatica del nuovo papa, l'istituzione della consorteria Piccolomini, unita all'atteggiamento apertamente nepotistico di quest'ultimo, diedero nuovo impulso all'affermazione della famiglia, che si impose con rinnovato vigore, sia in campo nazionale che internazionale. In particolare emersero, per opulenza, peso politico ed eccellenza militare i due rami legati alle sorelle del pontefice: i Piccolomini Todeschini e i Piccolomini Pieri. I primi, si imposero oltre che per l'elezione di un nuovo papa, Pio III, anche per la loro affermazione nel resto della penisola, stabilendo numerosi nuovi feudi in Toscana, Emilia e Marche e soprattutto nel meridione d'Italia dove si inserirono ai massimi vertici politici, militari e aristocratici del Regno di Napoli. I secondi, con molti dei suoi esponenti raggiunsero il primato in campo militare, in Toscana, nel Mediterraneo, in Spagna e nel Sacro Romano Impero, dove, uno dei suoi componenti, il principe Ottavio divenne, nel XVII secolo, Feldmaresciallo dell'Impero. Gli altri rami della famiglia, sviluppatisi prevalentemente in territorio senese, ebbero radici in tempi antichi. I più illustri furono i Piccolomini di Modanella, i Piccolomini Salamoneschi e i Carli Piccolomini. Questi ultimi due si suddivisero poi in diverse altre ramificazioni. Tutti ebbero, tra i propri membri, personaggi di alto lignaggio che si affermarono nelle più svariate discipline.
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