Pubblicazione: Firenze : Istituto per la documentazione giuridica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, [19??]
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese:
'Il piemontese (nome nativo piemont\xc3\xa8is, [pjem\xca\x8a\xc5\x8b\xcb\x88t\xc9\x9bjz]) \xc3\xa8 una lingua romanza appartenente al gruppo delle lingue gallo-italiche parlate nell\'Italia settentrionale.\nIl piemontese \xc3\xa8 una lingua che possiede caratteristiche lessicali, fonetiche e morfo-sintattiche peculiari, che lo distinguono con una certa intensit\xc3\xa0 all\'interno del continuum, e lo differenziano nettamente dall\'italiano e dal francese, lingue a cui \xc3\xa8 sovente associato per via della storia linguistica e della posizione geo-storica del Piemonte.\n\xc3\x88 anche lingua di raccordo tra il lombardo e l\'occitano.\nNella regione Piemonte sono state utilizzate storicamente ben otto lingue, di cui quella che prende il nome di "piemontese" \xc3\xa8 l\'unica ad essere centrata e racchiusa quasi interamente nel territorio della suddivisione amministrativa. La lingua piemontese \xc3\xa8 inoltre parte della memoria storica della colonizzazione gringa della pampa argentina. Dal punto di vista genealogico, il piemontese deriva dalla lingua latina innestata sugli idiomi celtici e celto-liguri dopo l\'occupazione romana del Piemonte, con successivi contatti e apporti dalle lingue prossime e da quelle adottate come ufficiali.\nCome lingua scritta il piemontese si usa fin dal XII secolo (Sermoni subalpini), ma una vera koin\xc3\xa8 per uso letterario si \xc3\xa8 sviluppata solo nel Settecento, epoca che vide la nascita di una letteratura a carattere nazionale che tocc\xc3\xb2 poco per volta tutti i generi: dalla lirica al romanzo, alla tragedia e all\'epica. La grafia piemontese si basa sulla tradizione del Settecento; tuttavia dal Novecento gode di una normazione pi\xc3\xb9 precisa e completa che ha dato un non piccolo contributo alla stabilit\xc3\xa0 e all\'unit\xc3\xa0 della lingua, contribuendo inoltre a codificare anche alcune variet\xc3\xa0 orali che avevano avuto tradizioni letterarie scarse o assenti.\nIl piemontese deve ritenersi una lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, che all\'articolo 1 afferma che per \xc2\xablingue regionali o minoritarie si intendono le lingue [...] che non sono dialetti della lingua ufficiale dello Stato\xc2\xbb. \xc3\x88 riconosciuto fra le lingue minoritarie europee dal 1981 (rapporto 4745 del Consiglio d\'Europa) ed \xc3\xa8 inoltre censito dall\'UNESCO, nell\'Atlante delle lingue del mondo in pericolo, tra le lingue meritevoli di tutela. Va tuttavia segnalato che il riconoscimento dello status di minoranza linguistica non spetta n\xc3\xa9 al Consiglio d\'Europa, n\xc3\xa9 al Parlamento europeo, essendo questo riconoscimento di esclusiva spettanza degli Stati firmatari dei singoli trattati europei. Lo stesso dicasi per l\'UNESCO, che con il suo atlante delle lingue in pericolo non conferisce alcun riconoscimento di minoranza linguistica, ma si limita a segnalare gli idiomi che ritiene in pericolo di scomparsa.\nIl 15 dicembre 1999 il Consiglio regionale del Piemonte, nell\'ordine del giorno contenente la richiesta al presidente della Repubblica di rinviare alle Camere la legge statale di tutela delle minoranze linguistiche storiche, ha ufficialmente riconosciuto il piemontese quale lingua regionale del Piemonte. Nel 2015 il Consiglio regionale del Piemonte ha inoltre attivato la versione in piemontese del proprio sito ufficiale. La legge regionale n. 11/2009 di valorizzazione del patrimonio linguistico del Piemonte \xc3\xa8 stata aggiornata nel 2016 a seguito della sentenza della corte costituzionale n. 170/2010 che ne aveva fortemente compromesso l\'efficacia (dichiarava infatti incostituzionale il diritto arrogatosi dalla Regione Piemonte di \xc2\xabidentificare e tutelare in maniera autonoma ed indiscriminata una propria "lingua" regionale\xc2\xbb). \nNella sentenza n. 81 del 20 marzo 2018 della Corte costituzionale viene ribadito che \xc2\xabil compito di determinare gli elementi identificativi di una minoranza da tutelare non pu\xc3\xb2 che essere affidato alle cure del legislatore statale, in ragione della loro necessaria uniformit\xc3\xa0 per l\'intero territorio nazionale. (\xe2\x80\xa6) In questa cornice (sentenza n. 170 del 2010) non \xc3\xa8 consentito al legislatore regionale configurare o rappresentare la propria comunit\xc3\xa0 in quanto tale come minoranza. (\xe2\x80\xa6) Riconoscere un tale potere al legislatore regionale significherebbe, infatti, introdurre un elemento di frammentazione nella comunit\xc3\xa0 nazionale contrario agli artt. 2, 3, 5 e 6 Cost.\xc2\xbb.\nPur non essendo regolato ufficialmente da nessuna istituzione, il piemontese \xc3\xa8 materia di ricerca del Centro Studi Piemontesi - Ca d\xc3\xab Studi Piemont\xc3\xa8is, fondato a Torino da Renzo Gandolfo nel 1969, che conduce ricerche sulla lingua, la letteratura e le sue variet\xc3\xa0, e organizza i R\xc3\xabscontr ant\xc3\xabrnassionaj per attirare allo studio della lingua altri accademici occidentali.'
'Il sardo (nome nativo sardu /\xcb\x88sa\xc9\xbedu/, l\xc3\xacngua sarda /\xcb\x88li\xc5\x8b\xc9\xa1wa \xcb\x88za\xc9\xbeda/ nelle varianti campidanesi o limba sarda /\xcb\x88limba \xcb\x88za\xc9\xbeda/ nelle varianti logudoresi e in ortografia LSC) \xc3\xa8 una lingua appartenente al gruppo romanzo delle lingue indoeuropee che, per differenziazione evidente sia ai parlanti nativi, sia ai non sardi, sia agli studiosi di ogni tempo, deve essere considerata autonoma dai sistemi dialettali di area italica, gallica e ispanica e pertanto classificata come idioma a s\xc3\xa9 stante nel panorama neolatino. \xc3\x88 parlata nell\'isola della Sardegna.\n\xc3\x88 classificata come lingua romanza occidentale o insulare e viene considerata da molti studiosi la pi\xc3\xb9 conservativa delle lingue derivanti dal latino; a titolo di esempio, lo storico Manlio Brigaglia rileva che la frase in latino pronunciata da un romano di stanza a Forum Traiani Pone mihi tres panes in bertula ("Mettimi tre pani nella bisaccia") corrisponderebbe alla sua traduzione in sardo corrente Ponemi tres panes in sa b\xc3\xa8rtula.\nSebbene la base lessicale sia quindi in massima misura di origine latina, il sardo conserva tuttavia diverse testimonianze del sostrato linguistico degli antichi Sardi prima della conquista romana: si evidenziano etimi protosardi e, in misura minore, anche fenicio-punici in diversi vocaboli, soprattutto toponimi. In et\xc3\xa0 medievale, moderna e contemporanea la lingua sarda ha ricevuto influenze di superstrato dal greco-bizantino, ligure, volgare toscano, catalano, castigliano e italiano.\nDal 1997 la legge regionale riconosce alla lingua sarda pari dignit\xc3\xa0 rispetto all\'italiano. Dal 1999 \xc3\xa8 anche tutelata dalla legge nazionale sulle minoranze linguistiche; fra le dodici minoranze in questione, quella sarda \xc3\xa8 la pi\xc3\xb9 robusta in termini assoluti ma \xc3\xa8 anche quella che pi\xc3\xb9 ha conosciuto un decremento in termini relativi.\n\n'
'Il gallurese (gadduresu, IPA: [ga\xc9\x96\xc9\x96u\'rezu]) \xc3\xa8 una variet\xc3\xa0 linguistica romanza di tipo sardo-c\xc3\xb2rso parlata nella regione storica della Gallura, in Sardegna. \nEssendo classificabile come \xc2\xabdialetto romanzo primario\xc2\xbb, in ambito accademico e nella letteratura \xc3\xa8 sovente indicato come "dialetto gallurese", nonostante non sia ben chiaro se con tale termine lo si ascriva alla sfera del c\xc3\xb2rso o del sardo. Per questa ragione vi si fa riferimento anche col nome di "lingua gallurese", che ha ormai assunto i contorni di denominazione ufficiale, come reso palese dall\'istituzione della Giornata internazionale della Lingua Gallurese/Ciurrata internaziunali di la Linga Gadduresa, tenutasi annualmente a Palau Partecipano a queste giornate diversi linguisti della Sardegna, della Corsica e di altre parti d\'Europa.\n\n'
'La lingua lombarda (nomi nativi lombard, lumb\xc3\xa1art, lumbard, AFI: [lum\xcb\x88b\xc9\x91\xcb\x90rt]; codice ISO 639-3 lmo) \xc3\xa8 una lingua appartenente al ramo gallo-italico delle lingue romanze occidentali, caratterizzata da un substrato celtico e da un superstrato longobardo. \xc3\x88 parlata principalmente in Lombardia e nella porzione orientale del Piemonte, oltre che nella Svizzera italiana e in parte del Trentino occidentale, da 3,5 milioni di persone, corrispondente a circa il 30% della popolazione dell\'area in cui \xc3\xa8 diffusa. Salvo rari casi, \xc3\xa8 parlata in diglossia con l\'italiano. L\'idioma lombardo \xc3\xa8 strettamente legato ad altre lingue galloromanze, come occitano, romancio, arpitano e francese. \nNell\'ambito accademico italiano, essendo classificata da alcuni autori e linguisti come dialetto romanzo primario, \xc3\xa8 sovente indicata anche come dialetto, intendendo con questo termine l\'accezione di lingua contrapposta a quella ufficiale dello Stato e caratterizzata da un uso prevalentemente informale. A causa della mancanza di una koin\xc3\xa8 lombarda (variet\xc3\xa0 letteraria prevalente e di maggior prestigio), le diverse varianti territoriali del lombardo si sono nei secoli sviluppate in maniera indipendente l\'una dall\'altra, pur mantenendo una comune e reciproca intelligibilit\xc3\xa0; pertanto il termine lingua lombarda \xc3\xa8 utilizzato dai codificatori "ISO 639" per riunire e classificare i dialetti lombardi entro un unico cluster linguistico, ovvero l\'insieme delle variet\xc3\xa0 omogenee che costituiscono una lingua. Nei manuali universitari italiani di linguistica e filologia romanza i dialetti lombardi sono normalmente inclusi nel gruppo dei "dialetti italiani settentrionali".\n\n'