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'Design pattern (traducibile in lingua italiana come schema progettuale, schema di progettazione, o schema architetturale), in informatica e specialmente nell\'ambito dell\'ingegneria del software, \xc3\xa8 un concetto che pu\xc3\xb2 essere definito "una soluzione progettuale generale ad un problema ricorrente". Si tratta di una descrizione o modello logico da applicare per la risoluzione di un problema che pu\xc3\xb2 presentarsi in diverse situazioni durante le fasi di progettazione e sviluppo del software, ancor prima della definizione dell\'algoritmo risolutivo della parte computazionale. \xc3\x88 un approccio spesso efficace nel contenere o ridurre il debito tecnico.\nI design pattern orientati agli oggetti tipicamente mostrano relazioni ed interazioni tra classi o oggetti, senza specificare le classi applicative finali coinvolte, risiedendo quindi nel dominio dei moduli e delle interconnessioni. Ad un livello pi\xc3\xb9 alto sono invece i pattern architetturali che hanno un ambito ben pi\xc3\xb9 ampio, descrivendo un pattern complessivo adottato dall\'intero sistema, la cui implementazione logica d\xc3\xa0 vita a un framework.\n\n'
'Il Palazzo delle Esposizioni \xc3\xa8 un edificio di stile neoclassico, sito in Roma, in via Nazionale.\nProgettato da Pio Piacentini sin dal 1877, fu inaugurato nel 1883. Il palazzo \xc3\xa8 stato sede di numerose manifestazioni e mostre d\'arte.\nL\'edificio \xc3\xa8 di propriet\xc3\xa0 del comune di Roma, che lo gestisce tramite l\'Azienda Speciale Palaexpo, ente comunale dipendente dall\'assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico.\nDurante l\'epoca fascista la sua facciata in occasione di alcune mostre (Mostra della Rivoluzione Fascista, Mostra Augustea della Romanit\xc3\xa0) fu temporaneamente modificata perch\xc3\xa9 il suo stile fu considerato non al passo con i tempi. Nel corso del tempo il Palazzo delle Esposizioni \xc3\xa8 stato pi\xc3\xb9 volte restaurato e adeguato funzionalmente. Tra i principali restauri vanno segnalati quelli del 1981-1989 su progetto di Costantino Dardi, e quello del 2003-2007 dello studio ABDR, Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo, in occasione del quale \xc3\xa8 stato anche ricostruito, in chiave bioclimatica e con tecnologie e materiali contemporanei, il volume originario della "Serra" vetrata.\nDal 1927 al 2004 \xc3\xa8 stato la sede degli uffici e delle mostre della Quadriennale di Roma e rimane la sede privilegiata delle mostre della Quadriennale d\'Arte.Il Palazzo \xc3\xa8 dotato di una Sala Cinema da 139 posti, di un Auditorium di 90 posti e del Forum (sala polifunzionale), oltre a una caffetteria, un ristorante per 240 persone e una libreria.\n\n'
'Le fiere della Champagne \xc3\xa8 il nome collettivo con cui si indicano un gruppo di fiere che si tennero a partire dal XII secolo nella contea della Champagne, in Francia. Si svolgevano una volta all\'anno nei centri di Lagny e Bar-sur-Aube, e due volte all\'anno a Provins e Troyes. Oltre a queste principali, ne esistevano anche di secondarie.\nIl calendario era fissato in maniera tale che, per gran parte dell\'anno, almeno una fiera fosse aperta, garantendo la continuit\xc3\xa0 delle transazioni.\nIl successo di tali manifestazioni commerciali era dovuto principalmente alla sicurezza che i conti di Champagne garantivano ai mercanti e alla loro posizione geografica. Situate a met\xc3\xa0 strada tra il Mediterraneo e il Mar Baltico, divennero infatti il cardine del commercio europeo per circa due secoli. I mercanti italiani e provenzali scambiavano i prodotti mediterranei e orientali (tessuti, spezie) con quelli del nord (pellicce, resina), convogliati dai mercati fiamminghi e tedeschi. La necessit\xc3\xa0 fece diventare le fiere uno dei luoghi in cui si riafferm\xc3\xb2 l\'uso del denaro. Le monete a base argentea di Provins e di Troyes furono tra le prime ad essere accettate internazionalmente, assieme a quelle emesse dall\'abbazia di San Martino di Tours, i cosiddetti "tornesi".\nIn seguito, le fiere si affermarono anche come luogo di cambio tra le diverse valute.\nA partire dal 1300, l\'apertura di nuove vie commerciali tra le Fiandre e il Nord Italia, le regioni pi\xc3\xb9 fiorenti dell\'Europa di allora, determinarono la decadenza delle fiere della Champagne.\n\n'