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Pubblicazione: [S.l.] : Associazione Pietro Porcinai ; Regione Toscana ; Accademia dei Georgofili, 2010
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: IT
"Pietro Porcinai (Fiesole, 20 dicembre 1910 \xe2\x80\x93 Firenze, 9 giugno 1986) \xc3\xa8 stato un architetto del paesaggio italiano.\nHa progettato sistemazioni paesaggistiche nelle scale pi\xc3\xb9 diverse: dal giardino al parco urbano, dall'area industriale al villaggio turistico, dall'autostrada all'area agricola. Tra i suoi oltre 1.100 progetti, realizzati in vari paesi del mondo, vi sono anche giardini-paesaggio, cio\xc3\xa8 giardini nei quali l'uomo sembra non aver fatto nulla.\n\n"
'Sebbene la coltivazione delle piante per l\'alimentazione umana e per gli animali risalga all\'epoca preistorica e una prima idea di giardino possa farsi risalire ad un grafogramma sumero del 3000 a.C., raffigurante un triangolo con al centro disegnato un albero, le prime testimonianze dell\'esistenza di giardini ornamentali realmente compiuti sono da considerarsi le pitture murali egiziane del 1500 a.C..\nI giardini pi\xc3\xb9 rinomati del mondo occidentale antico furono i giardini di Tolomeo ad Alessandria d\'Egitto e grande influenza ebbe la tradizione di giardinaggio importata a Roma da Lucullo. Le pitture murali di Pompei, insieme ai resti archeologici, sono testimonianze degli sviluppi elaborati che portarono anche alla costruzione di enormi giardini grazie alla grande ricchezza dei romani. I resti di alcuni di questi grandi giardini sono ancora oggi visibili, come ad esempio presso Villa Adriana a Tivoli. Purtroppo durante il XVI e il XVII secolo le antiche ville romane furono letteralmente spogliate dei loro marmi e delle loro statue, che furono portate in altri giardini patrizi, cardinalizi o papali. Da qui il detto "Ci\xc3\xb2 che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini".\nBisanzio e la Spagna moresca mantennero vive le tradizioni dopo il VI secolo. Nel frattempo una tradizione di giardinaggio si era autonomamente sviluppata in Cina, e poi in seguito da qui in Giappone, dove si tradusse nella creazione di giardini aristocratici che riproducevano paesaggi in miniatura centrati attorno a laghetti oppure dei severi giardini zen presso i templi.\nIn Europa, l\'arte del giardino rinacque durante il XIII secolo in Languedoc e nell\'\xc3\x8ele-de-France, e poi nei giardini delle ville italiane nel primo Rinascimento.\nI parterre francesi, la cui tradizione risale alla fine del XVI secolo ebbe il suo massimo fulgore nelle interpretazione che ne diede Andr\xc3\xa9 Le N\xc3\xb4tre nella progettazione dei principali giardini nobiliari di Francia (si veda a tal proposito il delizioso film "Le regole del caos" di Alan Rickman, del 2014).\nNel XVIII secolo il giardino di paesaggio inglese apr\xc3\xac nuove prospettive.\nIl XIX secolo vide il fiorire del revival dei giardini storici e la nascita dei giardini romantici di cui una delle espressioni pi\xc3\xb9 note \xc3\xa8 quella dei cottage garden inglesi.\nDal XX secolo l\'architettura dei giardini si evolvette integrandosi e sovrapponendosi con le nuove discipline dell\'urbanistica, con il design, con l\'arte delle installazioni, delle performance e della Land Art.\n\n'
"L'architettura del paesaggio si occupa di pianificazione, progettazione e gestione degli spazi aperti e del paesaggio, alle diverse scale di intervento; le principali figure professionali che si occupano dell\xe2\x80\x99architettura del paesaggio sono l'agronomo e l'architetto paesaggista.\n\n"
"Palazzo Gondi si trova in piazza San Firenze 1-2, a un isolato da piazza della Signoria, con affaccio anche su via de' Gondi 2-4, a Firenze.\n\n"
'Raffaele De Vico (Penne, 18 aprile 1881 \xe2\x80\x93 Roma, 15 agosto 1969) \xc3\xa8 stato un architetto italiano.\n\n'