Serie: Quaderni di didatticamente ; 6
'L\'italiano ([ita\xcb\x88lja\xcb\x90no] ) \xc3\xa8 una lingua romanza parlata principalmente in Italia.\n\xc3\x88 classificato al 27\xc2\xba posto tra le lingue per numero di parlanti nel mondo e, in Italia, \xc3\xa8 utilizzato da circa 58 milioni di residenti. Nel 2015 era la lingua materna del 90,4% dei residenti in Italia, che spesso lo acquisiscono e lo usano insieme alle varianti regionali dell\'italiano, alle lingue regionali e ai dialetti. In Italia viene ampiamente usato per tutti i tipi di comunicazione della vita quotidiana ed \xc3\xa8 largamente prevalente nei mezzi di comunicazione nazionali, nell\'amministrazione pubblica dello Stato italiano e nell\'editoria.\nOltre ad essere la lingua ufficiale dell\'Italia, \xc3\xa8 anche una delle lingue ufficiali dell\'Unione europea, di San Marino, della Svizzera, della Citt\xc3\xa0 del Vaticano e del Sovrano militare ordine di Malta. \xc3\x88 inoltre riconosciuto e tutelato come "lingua della minoranza nazionale italiana" dalla Costituzione slovena e croata nei territori in cui vivono popolazioni di dialetto istriano.\n\xc3\x88 diffuso nelle comunit\xc3\xa0 di emigrazione italiana, \xc3\xa8 ampiamente noto anche per ragioni pratiche in diverse aree geografiche ed \xc3\xa8 una delle lingue straniere pi\xc3\xb9 studiate nel mondo.Dal punto di vista storico l\'italiano \xc3\xa8 una lingua basata sul fiorentino letterario usato nel Trecento.'
'I bisogni educativi speciali (BES) sono definiti dalla classificazione internazionale del funzionamento (ICF-International Classification of Functioning) come \xe2\x80\x9cqualsiasi difficolt\xc3\xa0 evolutiva di funzionamento permanente o transitoria in ambito educativo o di apprendimento, dovuta all\xe2\x80\x99interazione tra vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata\xe2\x80\x9d. Possono essere considerati come paradigma di lettura della complessit\xc3\xa0 e della variet\xc3\xa0 delle difficolt\xc3\xa0 di apprendimento. Tale visione richiede di ampliare lo sguardo verso le esigenze formative di ogni individuo, andando oltre ai soli deficit certificabili e prendendo in considerazione ogni funzionamento che anche per il singolo soggetto diventa problematico. Per rispondere ai BES si ricorre al Piano didattico personalizzato (PDP), strumento utile per progettare modalit\xc3\xa0 operative, strategie, sistemi e criteri di apprendimento per ciascun allievo.\n\n'
"L'occitano, o lingua d'oc (in occitano occitan o lenga d'\xc3\xb2c), \xc3\xa8 una lingua occitano-romanza parlata in un'area specifica del sud-Europa chiamata Occitania, non delimitata da confini politici o amministrativi e grossolanamente identificata con la Francia meridionale o Midi."
'Il dialetto napoletano (napulitano) \xc3\xa8 una variante diatopica del gruppo italiano meridionale delle lingue romanze parlata a Napoli e in aree della Campania non molto distanti dal capoluogo, corrispondenti approssimativamente all\'attuale citt\xc3\xa0 metropolitana di Napoli e ai contigui agro aversano e agro nocerino-sarnese, rispettivamente parte della provincia di Caserta e della provincia di Salerno.\nIl termine dialetto napoletano non \xc3\xa8 sinonimo di lingua napoletana (individuata dalla classificazione ISO 639-3 attraverso il codice nap e che Ethnologue definisce "lingua napoletano-calabrese"), la quale costituisce invece uno storico idioma sovraregionale basato essenzialmente sull\'antica forma vernacolare napoletana (o, pi\xc3\xb9 in generale, meridionale) in uso all\'interno del regno di Napoli, ove per\xc3\xb2 non aveva valore ufficiale.\nIl volgare pugliese, altro nome con cui sono storicamente conosciuti il napoletano e i dialetti meridionali, sostitu\xc3\xac parzialmente il latino\nnei documenti ufficiali e nelle assemblee di corte a Napoli, dall\'unificazione delle Due Sicilie, per decreto di Alfonso I, nel 1442. Nel XVI secolo, re Ferdinando il Cattolico, aggiunse alla suddetta variante italoromanza-meridionale autoctona gi\xc3\xa0 presente, anche lo spagnolo, ma solamente come nuova lingua di corte non amministrativa; mentre, il napoletano (o volgare pugliese), veniva parlato dalla popolazione, usato nelle udienze regie, nelle scuole, negli uffici della diplomazia e dei funzionari pubblici. Poco tempo dopo, il cardinale Girolamo Seripando, nel 1554, stabil\xc3\xac che in questi settori venisse definitivamente sostituito dal volgare toscano, ossia, dall\'italiano standard (presente gi\xc3\xa0 da tempo in contesti letterari e di studio, insieme al latino) che dal XVI secolo \xc3\xa8 usato come lingua ufficiale e amministrativa di tutti i Regni e gli Stati italiani preunitari (con l\'unica eccezione del Regno di Sardegna insulare, dove l\'italiano standard assunse tale posizione a partire dal XVIII secolo), fino ai giorni nostri. Per secoli la letteratura in volgare napoletano ha fatto da ponte fra il mondo classico e quello moderno, fra le culture orientali e quelle dell\'Europa settentrionale, dall\'\xc2\xabamor cortese\xc2\xbb, che con la scuola siciliana diffuse il platonismo nella poesia occidentale, al tragicomico (Vaiasseide, Pulcinella), alla tradizione popolare; in napoletano sono state raccolte per la prima volta le fiabe pi\xc3\xb9 celebri della cultura europea moderna e pre-moderna, da Cenerentola alla Bella addormentata, nonch\xc3\xa9 storie in cui compare la figura del Gatto Mammone.\nIl napoletano ha avuto un\'influenza significativa sull\'intonazione dello spagnolo Rioplatense, della regione di Buenos Aires in Argentina e dell\'intero Uruguay.\n\n'
'Il sardo (nome nativo sardu /\xcb\x88sa\xc9\xbedu/, l\xc3\xacngua sarda /\xcb\x88li\xc5\x8b\xc9\xa1wa \xcb\x88za\xc9\xbeda/ nelle varianti campidanesi o limba sarda /\xcb\x88limba \xcb\x88za\xc9\xbeda/ nelle varianti logudoresi e in ortografia LSC) \xc3\xa8 una lingua appartenente al gruppo romanzo delle lingue indoeuropee che, per differenziazione evidente sia ai parlanti nativi, sia ai non sardi, sia agli studiosi di ogni tempo, deve essere considerata autonoma dai sistemi dialettali di area italica, gallica e ispanica e pertanto classificata come idioma a s\xc3\xa9 stante nel panorama neolatino. \xc3\x88 parlata nell\'isola della Sardegna.\n\xc3\x88 classificata come lingua romanza occidentale o insulare e viene considerata da molti studiosi la pi\xc3\xb9 conservativa delle lingue derivanti dal latino; a titolo di esempio, lo storico Manlio Brigaglia rileva che la frase in latino pronunciata da un romano di stanza a Forum Traiani Pone mihi tres panes in bertula ("Mettimi tre pani nella bisaccia") corrisponderebbe alla sua traduzione in sardo corrente Ponemi tres panes in sa b\xc3\xa8rtula.\nSebbene la base lessicale sia quindi in massima misura di origine latina, il sardo conserva tuttavia diverse testimonianze del sostrato linguistico degli antichi Sardi prima della conquista romana: si evidenziano etimi protosardi e, in misura minore, anche fenicio-punici in diversi vocaboli, soprattutto toponimi. In et\xc3\xa0 medievale, moderna e contemporanea la lingua sarda ha ricevuto influenze di superstrato dal greco-bizantino, ligure, volgare toscano, catalano, castigliano e italiano.\nDal 1997 la legge regionale riconosce alla lingua sarda pari dignit\xc3\xa0 rispetto all\'italiano. Dal 1999 \xc3\xa8 anche tutelata dalla legge nazionale sulle minoranze linguistiche; fra le dodici minoranze in questione, quella sarda \xc3\xa8 la pi\xc3\xb9 robusta in termini assoluti ma \xc3\xa8 anche quella che pi\xc3\xb9 ha conosciuto un decremento in termini relativi.\n\n'