Pubblicazione: Firenze : La nuova Italia, 1973
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ITA, Paese: IT
'In filosofia per sostanza, dal latino substantia, ricalcato dal greco \xe1\xbd\x91\xcf\x80\xce\xbf\xce\xba\xce\xb5\xce\xaf\xce\xbc\xce\xb5\xce\xbd\xce\xbf\xce\xbd (hypokeimenon), letteralmente traducibile con "ci\xc3\xb2 che sta sotto", si intende ci\xc3\xb2 che \xc3\xa8 nascosto all\'interno della cosa sensibile come suo fondamento ontologico. La sostanza \xc3\xa8 quindi ci\xc3\xb2 che di un ente non muta mai, ci\xc3\xb2 che propriamente e primariamente \xc3\xa8 inteso come elemento ineliminabile, costitutivo di ogni cosa per cui lo si distingue da ci\xc3\xb2 che \xc3\xa8 accessorio, contingente, e che Aristotele chiama accidente.\nPer sostanza, in altre parole, si intende ci\xc3\xb2 che \xc3\xa8 causa sui, ovvero ha la causa di s\xc3\xa9 in se stessa e non in altro.\nIl termine "sostanza" e l\'aggettivo "sostanziale" vengono spesso utilizzati, nel linguaggio comune, come sinonimi di essenza ed "essenziale": ci\xc3\xb2 che \xc3\xa8 fondamentale alla costituzione di ci\xc3\xb2 a cui ci si riferisce. In effetti l\'origine etimologica e il significato filosofico dei due termini, apparentemente simili, sono diversi:\n\nal termine "sostanza" (dal greco \xe1\xbd\x91\xcf\x80\xce\xbf\xce\xba\xce\xb5\xce\xaf\xce\xbc\xce\xb5\xce\xbd\xce\xbf\xce\xbd), introdotto da Aristotele, corrisponde la definizione sopra citata.\nil termine "essenza" (dal greco \xce\xbf\xe1\xbd\x90\xcf\x83\xce\xaf\xce\xb1), gi\xc3\xa0 presente in Platone, vuol dire ci\xc3\xb2 che realmente \xc3\xa8, ci\xc3\xb2 per cui una cosa \xc3\xa8 quel che \xc3\xa8 anzich\xc3\xa9 un\'altra cosa.In senso pi\xc3\xb9 specifico: \xc2\xaballa sostanza, che \xc3\xa8 la realt\xc3\xa0 individuale nella sua autonoma esistenza e sussistenza, l\'essenza si contrappone come la forma generale\xc2\xbb, \xc2\xabl\'universale natura delle singole cose appartenenti allo stesso genere o specie.\xc2\xbb\n\n'
"L'interazione gravitazionale (o gravitazione o gravit\xc3\xa0 nel linguaggio comune) \xc3\xa8 una delle quattro interazioni fondamentali note in fisica.\nNella fisica classica newtoniana la gravit\xc3\xa0 \xc3\xa8 interpretata come una forza conservativa di attrazione a distanza agente fra corpi dotati di massa, secondo la legge di gravitazione universale; la sua manifestazione pi\xc3\xb9 evidente nell'esperienza quotidiana \xc3\xa8 la forza peso. \nNella fisica moderna l'attuale teoria pi\xc3\xb9 completa, la relativit\xc3\xa0 generale, interpreta l'interazione gravitazionale come una conseguenza della curvatura dello spaziotempo creata dalla presenza di corpi dotati di massa o energia (una piccola massa a grande velocit\xc3\xa0 o una grande massa in quiete hanno lo stesso effetto di deformazione sulla curvatura dello spaziotempo circostante). Il campo gravitazionale che ne deriva \xc3\xa8 rappresentato matematicamente da un tensore metrico legato alla curvatura dello spaziotempo attraverso il tensore di Riemann. In tale contesto la forza peso diventa una forza apparente, conseguenza della geometria dello spaziotempo indotta dalla massa terrestre.\n\n"
"L'etere (in greco antico \xce\xb1\xe1\xbc\xb0\xce\xb8\xce\xae\xcf\x81, confluito in latino come aether), sinonimo di quintessenza (dal latino medievale quinta essentia, a sua volta calco dal greco p\xc3\xa9mpton stoich\xc3\xaaion, \xc2\xabquinto elemento\xc2\xbb), era un elemento che, secondo Aristotele, si andava a sommare agli altri quattro gi\xc3\xa0 noti: il fuoco, l'acqua, la terra, l'aria.\nOggetto di indagine spirituale da parte di diverse tradizioni filosofiche ed esoteriche, l'etere sarebbe secondo gli alchimisti il composto principale della pietra filosofale.\n\n"
"In fisica, le teorie sull'etere (note anche come teorie eteriche) propongono l'esistenza di un mezzo, una sostanza o un campo che riempie lo spazio, ritenuto necessario come mezzo di trasmissione per la propagazione di forze elettromagnetiche o gravitazionali. Dallo sviluppo della relativit\xc3\xa0 speciale, le teorie che usano un etere sostanziale sono cadute in disuso nella fisica moderna e ora sono affiancate da modelli pi\xc3\xb9 astratti.Questo antico moderno etere ha poco in comune con l'etere di elementi classici da cui \xc3\xa8 stato preso in prestito il nome. Le teorie assortite incarnano le varie concezioni di questo mezzo e sostanza.\n\n"
'La fisica (termine che deriva dal latino physica, "natura" a sua volta derivante dal greco (\xcf\x84\xe1\xbd\xb0) \xcf\x86\xcf\x85\xcf\x83\xce\xb9\xce\xba\xce\xac ((t\xc3\xa0) physik\xc3\xa1), "(le) cose naturali", nato da \xcf\x86\xcf\x8d\xcf\x83\xce\xb9\xcf\x82 (ph\xc3\xbdsis), entrambi derivati dall\'origine comune indoeuropea) \xc3\xa8 la scienza della natura nel senso pi\xc3\xb9 ampio.\nNata con lo scopo di studiare i fenomeni naturali, ossia tutti gli eventi che possono essere descritti, ovvero quantificati o misurati, attraverso grandezze fisiche opportune, al fine di stabilire principi e leggi che regolano le interazioni tra le grandezze stesse e le loro variazioni, mediante astrazioni matematiche, quest\'obiettivo \xc3\xa8 raggiunto attraverso l\'applicazione rigorosa del metodo scientifico, il cui scopo ultimo \xc3\xa8 fornire uno schema semplificato, o modello, del fenomeno descritto: l\'insieme di principi e leggi fisiche relative a una certa classe di fenomeni osservati definiscono una teoria fisica deduttiva, coerente e relativamente autoconsistente, costruita tipicamente a partire dall\'induzione sperimentale.'