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Le foreste pluviali tropicali,sono un tipo di foresta pluviale localizzate nella fascia equatoriale della Terra. Sono comuni in: Asia, Australia, Africa, Sud America, America Centrale, Messico meridionale e in numerose isole del Pacifico. Rappresentano il bioma terrestre con la massima biodiversità, dato che ospitano da sole circa una metà delle specie viventi animali e vegetali terrestri.Alcuni autori distinguono la "foresta pluviale equatoriale" dalla "foresta pluviale tropicale"; secondo essi, la prima è localizzata in corrispondenza dell'equatore ed è caratterizzata da una maggiore ricchezza di specie rispetto alla seconda, tipica di latitudini prossime ai tropici. In questa voce, invece i due tipi suddetti sono trattati insieme. Secondo gli autori della lista Global 200 del WWF, che propone anche un classificazione dei biomi terrestri, la foresta pluviale tropicale è compresa nel bioma delle "Foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali", in cui sono incluse anche le foreste pluviali equatoriali e le foreste pluviali temperate di altri autori. Le foreste pluviali tropicali hanno uno scarso sottobosco, in quanto la luce del Sole difficilmente raggiunge il livello del suolo. Questo rende più agevole il movimento nella foresta per uomini e animali. Quando il tessuto forestale è interrotto a causa di abbattimenti o eventi naturali, il suolo è rapidamente colonizzato da piante pioniere e da un fitto intreccio di liane e giovani alberi; questa vegetazione secondaria è chiamata giungla, per la sua forte somiglianza con questo bioma.Le foreste pluviali tropicali sono considerate "la più grande farmacia del pianeta" in quanto circa un quarto dei principi attivi impiegati in farmacologia deriva da vegetali.
La foresta ombrofila densa, che in Brasile è anche chiamata mata de encosta (foresta della scarpata), è un tipo di comunità vegetale caratterizzata da una copertura sempreverde, con una canopia che arriva ai 50 m e alberi emergenti fino a 40 m di altezza. Possiede una densa vegetazione arbustiva, composta da samambaias (nome generico che comprende una grande parte delle Pteridophyta simili alle felci, con l'esclusione degli equiseti), felci arboree, bromeliaceae e palme. I rampicanti e le epifite (bromelie e orchidee), così come i cactus sono molto abbondanti. Nelle aree umide, a volte - prima della degradazione originata dall'azione antropica - si trovavano piante del genere Ficus, jerivás (una palma) e Euterpe edulis (il palmito). Il termine foresta ombrofila densa, proposto da Ellemberg & Mueller-Dombois sostituisce il termine "pluviale" con "ombrofila", entrambi a significare "ricca di piogge". La sua principale caratteristica ecologica risiede nel fatto di svilupparsi in ambienti ombrofili, relazionandosi con gli indici pluviometrici più elevati della regione litoranea e dell'Amazzonia. La buona distribuzione delle precipitazioni durante l'anno determina una situazione bioecologica praticamente senza periodo secco (da 0 a 60 giorni all'anno).
L'Amazzonia è una vasta regione geografica del sud-America caratterizzata da una foresta pluviale, detta foresta amazzonica, che copre gran parte dell'omonimo bacino amazzonico, estendendosi su una superficie di sei milioni di chilometri quadrati suddivisi in nove paesi; la maggioranza della foresta (circa il 60%) si trova in Brasile; un altro 13% si trova in Perù, il 10% in Colombia e parti più piccole in Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese: stati e unità amministrative di quattro di questi paesi sono appunto denominati Amazonas.