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Un'utopìa è un assetto politico, sociale o religioso che non trova riscontro nella realtà, ma che viene proposto come ideale e come modello. Il termine può anche riferirsi ad una meta intesa come puramente teorica e del tutto irraggiungibile; in questa accezione, può connotare sia un punto di riferimento idealistico verso cui orientare azioni ancora pragmaticamente attuabili, sia una mera illusione e un ideale vuoto. L'utopista - sia come coniatore di utopie, sia come semplice propugnatore, sia come pensatore utopico critico - può quindi essere tanto colui che costruisce le sue preferenze e le sue scelte ideologiche esimendosi dallo studio e dalla comprensione della realtà e delle sue dinamiche, quanto colui che indica un percorso che ritiene al contempo auspicabile e pragmaticamente perseguibile. Benché non sia un costituente essenziale del concetto di utopia, molte utopie presentano un carattere universalista; esistono, però, anche utopie di natura settaria o comunque non inclusiva. Nell'uso comune, utopia e utopismo sono spesso associati al velleitarismo.
Con l'espressione di proto-comunismo si intendono in sociologia quelle teorie o quei movimenti culturali che hanno anticipato il comunismo classico teorizzato da Marx e Engels. Il proto-comunismo ha come sue caratteristiche principali il proporre: l'abolizione della proprietà privata la comunione dei beni in senso egualitario il controllo dei mezzi di produzione da parte dello stato il provvedere da parte dello stato ai bisogni primari dei cittadini secondo i bisogni ossia i bisogni necessari ai quali lo stato deve ottemperare.Queste quattro caratteristiche primarie del comunismo in effetti hanno fatto nella storia la loro comparsa, sia pure in modo erratico e imperfetto, fin dalla fine del XVII secolo, trovando nel XVIII, e specialmente in Francia, espressioni abbastanza ben definite. In questo quadro emergono almeno tre personaggi di diverso peso, spessore e orientamento filosofico, ovvero Jean Meslier, Étienne-Gabriel Morelly e Dom Deschamps. Il problema maggiore dell'esegesi concernente il pensiero proto-comunista è di poter discernere tra ciò che esplicitamente pone le quattro caratteristiche sopra citate e chi invece le ha evocate senza riferimenti espliciti. In tal senso è più che altro tra i religiosi eterodossi che è dato coglier più in senso pratico che teorico esempi di protocomunismo, basti pensare per esempio a Fra Dolcino.
Il comunismo (dal francese communisme, derivato da commun "comune") è un'ideologia composta da un insieme di idee economiche, filosofiche, sociali e politiche mirante alla creazione di una società comunista, ovvero una società caratterizzata dall'abolizione delle classi sociali e della proprietà privata dei mezzi di produzione, dalla partecipazione collettiva del popolo al governo e dalla completa emancipazione di tutti gli uomini. Il comunismo teorizzato per la prima volta nel XIX secolo dai due pensatori tedeschi Karl Marx e Friedrich Engels subì diverse trasformazioni e interpretazioni in base al tempo e al luogo in cui venne rielaborato o attuato. All'interno del spettro comunista coesistono numerose interpretazioni come il marxismo, il leninismo, lo stalinismo, il marxismo-leninismo, il trotskismo, il maoismo, il juche, il songun, il castrismo, il guevarismo, l'eurocomunismo, il comunismo cristiano, il social-comunismo, l'anarco-comunismo, il chruščëvismo, il magonismo e molte altre anche in contrasto aperto fra loro.