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Palazzo Marino (el Marin in lombardo), opera cinquecentesca dell'architetto perugino Galeazzo Alessi, è un palazzo nobiliare di Milano, sede dell'amministrazione comunale dal 19 settembre 1861. Già di proprietà di Tommaso Marino, ma ben presto pignorato per via dei suoi debiti e finito nelle mani del banchiere Emilio Omodei. Venne acquistato dallo Stato nel 1781, divenendo all'indomani dell'Unità d'Italia la sede centrale del comune di Milano. Situato sul fronte orientale di piazza della Scala appare nelle forme del restauro portato a termine da Luca Beltrami nel 1892.
Giuseppe Zanardelli (Brescia, 26 ottobre 1826 – Toscolano Maderno, 26 dicembre 1903) è stato un patriota e politico italiano. Militante democratico, partecipò ai moti del 1848 in Lombardia e alle dieci giornate di Brescia del 1849. Dopo il fallimento della rivoluzione, andò esule in Toscana e in Svizzera, per poi tornare nel 1859 durante la seconda guerra d'indipendenza italiana. Fu ininterrottamente eletto alla Camera dei deputati del Regno d'Italia dal 1860 fino alla morte, militando tra le file della Sinistra storica; dopo che nel 1876 questa formazione politica prese il potere, Zanardelli ricoprì vari incarichi ministeriali in numerosi governi di Sinistra. Ostile al trasformismo di Agostino Depretis, formò insieme ad altri esponenti democratici (Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Alfredo Baccarini e Benedetto Cairoli) una corrente interna d'opposizione detta pentarchia. Ministro della Giustizia nel governo Crispi I, fu autore del nuovo codice penale, rimasto in vigore fino al 1930 e altamente avanzato per l'epoca, in quanto aboliva la pena di morte. Allontanatosi da Crispi per la sua politica coloniale africana, divenne presidente della Camera e poi guardasigilli nel governo di Rudinì IV, dimettendosi dopo la repressione dei moti di Milano nel 1898. La sua presidenza del Consiglio, durata dal 1901 al 1903, con Giovanni Giolitti agli Interni, segnò l'inizio e la preparazione della successiva età giolittiana.
Emilio Bignami (Milano, 28 luglio 1829 – Dongo, 30 settembre 1910) è stato un patriota, scrittore e ingegnere italiano. Partecipò alle cinque giornate di Milano e fondò nel 1850 con Carlo Tenca Il Crepuscolo, un settimanale risorgimentale importante nella Milano preunitaria. Dopo essersi adoperato personalmente, durante le guerre risorgimentali, per la causa italiana, dal 1862 entrò a lavorare nell'ufficio tecnico del comune, dirigendo il reparto acque e giardini, raggiungendo, attorno al 1885, il grado di capo divisione e lavorando durante la sua carriera ad importanti progetti infrastrutturali per l'evacuazione dei rifiuti e delle acque nere nella metropoli lombarda. Tra i suoi scritti: I canali nella città di Milano. Considerazioni e proposte (1866), La pulizia stradale delle città. Note comunicate al primo Congresso degli ingegneri ed architetti italiani (1875), Le proposte per la fossa interna di Milano (1875), L'igiene delle città (1879), Lo spazzamento della neve nella città di Milano (1880), Il fiume Lambro meridionale. Notizie e studii (1889). Alpinista e socio del Club Alpino Italiano pubblicò nel 1892 nell'edizioni Hoepli, insieme con Carlo Scolari, la prima parte del volume Dizionario alpino italiano. Nel 1987, nella collezione "Reprint antichi manuali Hoepli" ha visto la luce una ristampa anastatica dell'opera.