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Autore principale: Ragghianti, Carlo Ludovico
Pubblicazione: Firenze : UIA, [1984]
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: IT
African Arts è una rivista scientifica focalizzata sull'arte africana e pubblicata dal centro di studi africano (African Studies Center) dell'Università della California (UCLA). La rivista nasce nel 1967 e pubblica contributi sia sull'arte africana antica che sull'arte contemporanea africana, e in tutte le discipline: arti visive, cinema, danza, architettura, fotografia. Il primo numero viene pubblicato un anno dopo il Festival mondial des arts nègres del 1966 e presenta un contributo di Léopold Sédar Senghor. Tra il 1967 e il 1970 la rivista è bilingue inglese e francese. African Arts ha un ruolo importante anche nello studio e nella diffusione dell'arte contemporanea africana in particolare negli anni Settanta, come mette in luce Pierre Gaudibert. La rivista dà spazio per prima indagini a saggi sulla scuola di Oshogbo in Nigeria, sulla Galleria Nazionale di Salisbury in Zimbabwe e su artisti quali El Salahi, Vincent Kofi, Farid Belkahia. Secondo Cédric Vincent e Thomas Boutoux, la rivista negli anni Settanta si concentra sull'arte africana tradizionale dedicando poco spazio all'arte contemporanea africana, finché nel 1989 con il dibattito scaturito dalla mostra Magiciens de la Terre, viene rimesso in discussione il concetto stesso di arte contemporanea africana e nel 1990 African Arts pubblica un editoriale dal titolo "What are we doing to do about contemporary African art?". La rivista lancia alcune edizioni di un premio destinato agli artisti africani.
L'arte tardoantica è la produzione artistica durante la tarda antichità, ovvero il periodo che grossomodo va dal III al VI secolo. In questo periodo si registrò una profonda trasformazione politica, sociale, culturale ed artistica, che condusse dall'antichità al medioevo. Anche l'arte ne uscì profondamente trasformata, conseguendo una rottura definitiva con la tradizione naturalista dell'arte greca e dando origine, alla fine di un lungo processo, alle nuove civiltà bizantina e carolingia.
Il Centro studi archeologia africana è un centro di studio specializzato sull'archeologia africana in Italia.È sorto nel 1986 su iniziativa si un gruppo di studiosi e appassionati dell'archeologia del continente africano e di Lidia Cicerale, presidente onorario del centro. Il centro ha sede a Milano, dal 1993 presso il Museo civico di storia naturale. Il centro si occupa di archeologia, etno-archeologia, antropologia e storia della conoscenza antica dell'Africa; produce e sostiene spedizioni, pubblicazioni, mostre, conferenze, incontri, tavole rotonde e convegni. Possiede una biblioteca specialistica aperta al pubblico, una fototeca e una raccolta di materiale cartotecnico e di stampe antiche sull'Africa; la biblioteca è in deposito presso la biblioteca del Museo di storia naturale.
Salah Hassan (Juba, 1964) è uno scrittore, critico d'arte e curatore sudanese e statunitense. Vive negli Stati Uniti. Salah Hassan è uno dei più noti critici e curatori d'arte contemporanea africana. Il suo lavoro si è in particolare concentrato sulla produzione artistica sudanese, di cui è uno dei principali studiosi. Le sue esposizioni hanno dato spazio in particolare ai protagonisti dell'arte del Sudan e della diaspora africana, con riguardo per la produzione di artisti donne. È direttore del dipartimento di storia dell'arte e professore di storia dell'arte e cultura visiva dell'Africa e della diaspora Africana all'interno del dipartimento di Studi Africani (Africana Studies) della Cornell University. È fondatore insieme a Olu Oguibe e Okwui Enwezor della rivista "NKA: Journal of Contemporary African Art" della quale è direttore.
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