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Autore principale: Buttafava, Gianni
Serie: Il castoro cinema [La Nuova Italia] ; 33
Lars von Trier (IPA: [ˈlɑːs fʌn ˈtʁiːˀɐ]), pseudonimo di Lars Trier (Copenaghen, 30 aprile 1956) è un regista e sceneggiatore danese. Celebre per aver lanciato, insieme a Thomas Vinterberg, il movimento Dogma 95, oltre che per i suoi atteggiamenti anticonformisti e controversi che hanno spesso attirato l'attenzione della stampa, Von Trier è in breve tempo diventato uno degli autori cinematografici più innovativi e influenti del cinema contemporaneo.
Marlene Dietrich, pseudonimo di Marie Magdalene Dietrich (/maɐ̯'le:nə 'di:tʀɪç/; Schöneberg, 27 dicembre 1901 – Parigi, 6 maggio 1992), è stata un'attrice e cantante tedesca naturalizzata statunitense. Fra le più note icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento, la Dietrich lasciò un'impronta duratura attraverso la sua recitazione, le sue immagini e l'interpretazione delle canzoni (arricchite da una voce ammaliante e sensuale). La Dietrich fu una delle prime dive, grazie ad un insieme di qualità che la fece entrare nella leggenda dello show business quale modello di femme fatale per antonomasia. Il suo mito nacque e si sviluppò in contrapposizione a quello di Greta Garbo, entrambe star di punta di due compagnie di produzione rivali.L'American Film Institute ha inserito la Dietrich al nono posto tra le più grandi star della storia del cinema.
L'isola della donna contesa (The Saga of Anatahan) è un film del 1953 diretto da Josef von Sternberg. Raccontata in inglese dallo stesso Sternberg, la storia si snoda attraverso le vicende di un gruppo di soldati nipponici sopravvissuti al naufragio della loro nave colpita dall'aviazione statunitense. Guadagnata la riva di un'isola deserta, i giapponesi si troveranno a vivere nelle condizioni in cui si sono trovati molti dei loro commilitoni, sperduti nelle isole del Pacifico, ignari perfino della fine della Seconda guerra mondiale. Il film fu presentato nella selezione ufficiale della 14ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (1953).
L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Pertanto l'arte è un linguaggio, ossia la capacità di trasmettere emozioni e messaggi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. Nel suo significato più sublime l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità e dell'animo umano. Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico. Alcuni filosofi e studiosi di semantica, invece, sostengono che esista un linguaggio oggettivo che, a prescindere dalle epoche e dagli stili, dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, tuttavia gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono stati finora infruttuosi. L'arte può essere considerata anche una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo. In questo senso le professioni artigianali – quelle cioè che afferiscono all'artigianato – discendono spesso dal Medioevo, quando si svilupparono attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una propria tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi.
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