Titolo uniforme: Trans-formazione: l'essere e il divenire delle persone transgender
Serie: Psicologia. Textbook ; 89
Il termine transgenere (in inglese transgender) è un termine ombrello per le persone la cui identità di genere non corrisponde al genere e/o al sesso che gli è stato assegnato.Si definiscono transgender, quindi, quelle persone che presentano un atteggiamento sociale e sessuale che combina caratteristiche del genere maschile e di quello femminile, senza identificarsi interamente in nessuno dei due (persone non binarie), e quelle persone che si identificano in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato (persone “gender fluid”, FtM, MtF). Il termine transessuale, utilizzato in passato per identificare le persone transitate o che volevano transitare da un sesso all'altro, è di uso sempre meno comune.Essere transgender è indipendente dall'orientamento sessuale: le persone transgenere possono identificarsi come eterosessuali, omosessuali, bisessuali, asessuali o possono rifiutarsi di etichettare il loro orientamento sessuale. Il termine transgender si distingue anche dall'intersessualità, un termine che descrive le persone nate con delle condizioni anatomiche che danno loro caratteristiche di sesso fisico "che non si adattano a nozioni binarie tipiche di corpi maschili o femminili".La controparte di transgender è cisgender, che descrive persone la cui identità di genere corrisponde al sesso e al genere assegnato. Il termine transgender, quindi, nasce come termine ombrello dentro cui si possono identificare tutte le persone che non si identificano nel genere assegnato alla nascita.
La causa di morte più frequente nel mondo occidentale, a seguito delle malattie cardiache e dei tumori, è costituita dalle malattie cerebrovascolari. È stato riscontrato che la metà dei pazienti con malattie neurologiche presentano inoltre patologie di tipo cerebrovascolare. Per lo studente di medicina e per il medico generale l'approccio a queste malattie è utile per affrontare il settore neurologico. Il termine malattia cerebrovascolare sta a indicare qualsiasi alterazione cerebrale derivante da un processo patologico a carico dei vasi sanguigni, siano essi arterie, arteriole, capillari, vene o seni venosi (seno venoso). La lesione vascolare può avere le caratteristiche anatomo-patologiche di un'occlusione da parte di un trombo o di un embolo, oppure di una rottura; le conseguenze a livello del parenchima cerebrale sono di due tipi: l'ischemia (con o senza infarto) e l'emorragia. Un'alterazione della permeabilità della parete vasale, l'ipertensione e l'aumento della viscosità del sangue o modificazioni di una sua altra caratteristica reologica, sono altri meccanismi fisiopatologici coinvolti nella patologia cerebrovascolare. Malattie come l'anemia falciforme e la policitemia sono complicate da ipertensione e aumento della viscosità del sangue, alterazioni che sono alla base degli ictus. Infatti un'alterata permeabilità vascolare è responsabile della cefalea, dell'edema cerebrale e delle convulsioni dell'encefalopatia ipertensiva.
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