Pollon (オリンポスのポロン Olympus no Poron?, lett. Pollon del monte Olimpo) è un manga shōjo scritto e disegnato da Hideo Azuma, pubblicato a partire dal 1977 dall'editore Akita Shoten sulla rivista Princess. Dal manga è poi stato tratto un adattamento anime dal titolo C'era una volta... Pollon (おちゃめ神物語コロコロポロン Ochamegami monogatari korokoro Poron?, lett. La storia della piccola dea cicciottella Pollon), prodotto da Fuji Television, composto da 46 episodi e trasmesso tra il 1982 e 1983. Il manga viene pubblicato in Italia per la prima volta nel 2001 dalla Lexy Production in quattro volumi; successivamente la distribuzione passa a Magic Press Edizioni, che pubblica una nuova edizione del fumetto in due volumi nel 2010 e la serie completa in volume unico nel 2017. In Italia la serie anime è stata trasmessa per la prima volta su Italia 1 nel 1984, all'interno del popolare contenitore Bim Bum Bam. La sigla italiana è interpretata da Cristina D'Avena, è scritta da Piero Cassano dei Matia Bazar e da Alessandra Valeri Manera, e si intitola Pollon, Pollon combinaguai. Oltre ai canali televisivi Mediaset, la serie è stata replicata anche sull'emittente locale crotonese Radio Tele International e fu trasmessa anche in Francia da La Cinq col nome La petite Olympe et les dieux.
Questa voce contiene riassunti, dettagli e crediti dei registi e degli sceneggiatori della serie televisiva C'era una volta... Pollon.
Liliana Sorrentino (Roma, 22 marzo 1954) è un'attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana.
Gli spettacoli nell'antica Roma erano numerosi, aperti a tutti i cittadini ed in genere gratuiti; alcuni di essi si distinguevano per la grandezza degli allestimenti e per la crudeltà. I Romani frequentavano di preferenza i combattimenti dei gladiatori, quelli con bestie feroci (venationes), le riproduzioni di battaglie navali (naumachia), le corse di carri, le gare di atletica, gli spettacoli teatrali dei mimi e le pantomime. Quarant'anni dopo l'invettiva di Giovenale (n. tra il 55 e il 60–m. dopo il 127) che rimpiangeva la sobrietà e la severità repubblicana di un popolo che ormai aspirava solo al panem et circenses, al pane e agli spettacoli, Frontone (100-166), quasi con le stesse parole, descriveva sconsolato la triste realtà: La classe dirigente romana considerava infatti suo compito primario quello di distribuire alimenti una volta al mese al popolo e di distrarlo e regolare il suo tempo libero con gli spettacoli gratuiti offerti nelle festività religiose o in ricorrenze laiche.
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