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Titolo uniforme: Narayama-bushi ko <film ; 1983>
Serie: Rarovideo. Arte, cinema, visioni
Serie: Rarovideo. Arte, cinema, visioni
Ubasute o obasute (姥捨て? letteralmente "abbandonare una donna anziana") era l'usanza dell'antico Giappone di lasciar morire, di sua spontanea volontà, un membro anziano o infermo della famiglia o della comunità in qualche località remota. Essa veniva praticata in eccezionali casi di carestia e siccità per non pesare sui membri attivi e giovani del nucleo familiare. Secondo la Kodansha Illustrated Encyclopedia of Japan, l'ubasute «è tema di leggende, ma [...] non sembra mai essere stata una consuetudine comune».L'origine di tale pratica sarebbe cinese ed ha ispirato alcune rappresentazioni del teatro Nō, tra cui Obasute di Zeami, ed è citato nella raccolta Konjaku Monogatarishū.Della pratica dell'ubasute si trova riferimento nel romanzo Narayama bushi-kō di Fukazawa Shichirō che ispirò alcuni film, come i giapponesi La leggenda di Narayama del 1958 e il suo remake del 1983 La ballata di Narayama e il sudcoreano Goryeojang, oltre all'anime Ubasute yama di Sanae Yamamoto.Il Kamuriki-yama (冠着山?), montagna della prefettura di Nagano è identificata anche come Ubasute-yama (姨捨山? letteralmente "montagna dove si abbandonano donne anziane") ma la correttezza dell'attribuzione non è certa.
Il cinema giapponese (日本映画 Nihon eiga?) ha una storia per molti versi analoga a quella di altre cinematografiche mondiali, con alcune proprie specificità. L'industria cinematografica giapponese, fortemente strutturata in case di produzione maggiori, come a Hollywood, ha avuto una prima età dell'oro negli anni venti e trenta, con una produzione di eccezionale ricchezza che non ha però varcato i confini nazionali, e ha raggiunto il proprio apogeo negli anni cinquanta, quando la produzione ha raggiunto la sua massima prolificità, con oltre cinquecento film all'anno, e le opere di eccezionale qualità artistica di alcuni autori, come Akira Kurosawa e Kenji Mizoguchi, hanno fatto scoprire in Occidente, attraverso i festival, l'esistenza del cinema nipponico, a partire dal film Rashōmon (1950), vincitore del Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia e dell'Oscar per il miglior film straniero. Tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei sessanta anche il cinema giapponese è stato interessato dal fenomeno internazionale delle nouvelles vagues e sono emersi nuovi autori di rilevanza internazionale come Nagisa Ōshima e Shōhei Imamura. Nel corso degli anni sessanta il sistema produttivo cinematografico ha però subito l'insuperabile concorrenza della televisione ed ha imboccato la via del declino, con la progressiva discesa del numero dei film prodotti, delle sale cinematografiche e degli spettatori.
Cinematografo è un album-raccolta del 2010 che contiene 12 brani interpretati dal cantante Mario Merola.
Gli spettacoli nell'antica Roma erano numerosi, aperti a tutti i cittadini ed in genere gratuiti; alcuni di essi si distinguevano per la grandezza degli allestimenti e per la crudeltà. I Romani frequentavano di preferenza i combattimenti dei gladiatori, quelli con bestie feroci (venationes), le riproduzioni di battaglie navali (naumachia), le corse di carri, le gare di atletica, gli spettacoli teatrali dei mimi e le pantomime. Quarant'anni dopo l'invettiva di Giovenale (n. tra il 55 e il 60–m. dopo il 127) che rimpiangeva la sobrietà e la severità repubblicana di un popolo che ormai aspirava solo al panem et circenses, al pane e agli spettacoli, Frontone (100-166), quasi con le stesse parole, descriveva sconsolato la triste realtà: La classe dirigente romana considerava infatti suo compito primario quello di distribuire alimenti una volta al mese al popolo e di distrarlo e regolare il suo tempo libero con gli spettacoli gratuiti offerti nelle festività religiose o in ricorrenze laiche.
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