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Comprende:
7: Cattolicismo : aspetti sociali del dogma / Henri de Lubac
8: Meditazione sulla Chiesa / Henri de Lubac
9: Paradosso e mistero della Chiesa / Henri de Lubac
11: Il mistero del soprannaturale / Henri de Lubac
12: Agostinismo e teologia moderna / Henri de Lubac
17 : Esegesi medievale : i quattro sensi della Scrittura, parte prima, volume primo / Henri de Lubac
18: Esegesi medievale : parte prima, volume secondo / Henri de Lubac
28: La posterità spirituale di Gioacchino da Fiore : [2: Da Saint-Simon ai nostri giorni] / Henri de Lubac
La locuzione latina opera omnia (lett. "tutte le opere") è usata soprattutto in editoria e in bibliografia per indicare il complesso degli scritti di un autore, presentati nella loro stesura più completa e definitiva, e l'edizione stessa che li raccoglie.Ad es., l'opera omnia di Giosuè Carducci fu pubblicata dapprima in 20 volumi (Bologna, N. Zanichelli, 1889-1909) e poi nell'edizione nazionale in 30 volumi per le Opere (Bologna, N. Zanichelli, 1935-40) e in 20 volumi per le Lettere (Bologna, N. Zanichelli, 1939-1968). La locuzione nominale, neutro plurale in latino, è usata in italiano come sostantivo femminile singolare.
Omnia vincit amor et nos cedamus amori (lett. "L'amore vince tutto, arrendiamoci anche noi all'amore") è una locuzione latina di Publio Virgilio Marone (Bucoliche X, 69).Nel citare questo verso è diffuso anche l'uso della sintassi Amor vincit omnia, ricalcata sulla costruzione della frase in italiano. È invece errata grammaticalmente la lezione Amore vincit omnia. Nella decima egloga, in seguito a una delusione amorosa, Gaio Cornelio Gallo professa la sua decisione di abbandonare la poesia elegiaca per quella pastorale ma infine è costretto a riconoscere la supremazia dell'amore che non conosce ostacoli e al cui potere ci si deve sottomettere. Una citazione di questa frase si trova nel Prologo generale dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer in cui la madre priora porta un ciondolo d'oro su cui si trova incisa questa frase. La locuzione è inoltre citata nei Racconti di Edgar Allan Poe. L'espressione è spesso citata per indicare l'importanza dell'amore come valore e sentimento.
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