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L'apicoltura urbana è un tipo di apicoltura praticato esclusivamente in ambiente urbano o metropolitano; si è diffusa in metropoli come Berlino (15.000 arnie), Londra (3.200 apiari), Parigi, New York, Copenaghen, Tokyo e altre.
L'apicoltura (o apicultura) è l'allevamento di api allo scopo di sfruttare i prodotti dell'alveare dove per tale si intenda un'arnia popolata da una famiglia di api. Le arnie "razionali" sono quindi le strutture modulari strutturate con favi mobili dove l'apicoltore ricovera le api. Le arnie più primitive non avevano favi mobili ed erano dette bugno o "bugno villico". Malgrado le specie allevate siano diverse, per la sua produttività ha netta predominanza l'Apis mellifera. Il mestiere dell'apicoltore consiste sostanzialmente nel procurare alle api ricovero e cure, e vegliare sul loro sviluppo; in cambio egli raccoglie una quota discreta del loro prodotto, consistente in: miele, polline, cera d'api, pappa reale, propoli, veleno. Praticata in tutti i continenti, questa attività varia a seconda delle varietà delle api, del clima e del livello di sviluppo economico dell'agricoltore, e in essa pratiche ancestrali come l'affumicamento si mischiano a metodi moderni come l'inseminazione artificiale delle regine. Tale allevamento è branca della zootecnica, seppure intesa in accezione ampia, e viene insegnata a livello accademico nei moduli di apicoltura come attività zootecnica, per quanto riguarda le scienze e tecnologie delle produzioni animali, nei corsi di zootecnia in medicina veterinaria, e nei corsi di zoocolture nell'ambito di scienze biologiche e naturali.
Robinia pseudoacacia L., in italiano robinia o acacia, è una pianta della famiglia delle Fabaceae, dette anche Leguminose, originaria dell'America del Nord e naturalizzata in Europa e in altri continenti.
La melittologia (dal greco μέλιττα - melitta, "ape" e -λογία, -logia) è una branca dell'entomologia che si occupa dello studio delle api. La melittologia si occupa delle specie che si trovano all'interno del clade Anthophila, appartenente alla superfamiglia Apoidea, una superfamiglia di imenotteri che comprende oltre 20 000 specie, inclusi i bombi e le api da miele.
Don Giotto Ulivi (Borgo San Lorenzo, 1820 – Campi Bisenzio, 9 febbraio 1892) è stato un presbitero italiano, sacerdote, apicoltore, studioso delle api, cultore dei classici. Originario di Borgo San Lorenzo, Giotto Ulivi fu pievano di Santo Stefano a Campi dal 26 maggio 1878 alla scomparsa, avvenuta il 9 febbraio 1892. Personalità di grande cultura e di molteplici interessi, Ulivi fu soprattutto un appassionato studioso di apicultura, a cui diede un grande contributo con opere come il Compendio teorico pratico di Apicoltura razionale (1869 - Firenze, Tipografia Cenniniana); Le api italiche; Vita di Campagna; Considerazioni sulla fecondazione dell'ape Regina; Esame critico delle teorie sulla partenogenesi delle Api e La Manna, mielata e melatica: osservazioni. Fu inoltre fondatore e direttore della rivista "L'Apicultura razionale", edita dal 1882 alla sua scomparsa. Il suo paese natale lo ha ricordato con l'intitolazione del locale Istituto di istruzione superiore([1]), per tale intitolazione fu presa in considerazione anche la figura di Don Milani.
Le donne ebree d'Italia hanno da secoli dato un contributo fondamentale alla vita degli ebrei in Italia e più in generale allo sviluppo della condizione femminile in Italia e alla vitalità della cultura italiana nel suo complesso.
Novi Ligure (IPA: /ˈnɔvi ˈliɡure/, Neuve in ligure e piemontese) è un comune italiano di 28 018 abitanti (74 611 nella sua area urbana) della provincia di Alessandria, in Piemonte, terzo comune della stessa per popolazione dopo il capoluogo e Casale Monferrato. Anticamente nota semplicemente come Novi, assunse l'attuale denominazione in virtù del regio decreto dell'11 gennaio 1863. È un'attiva realtà commerciale e industriale, nonché principale comune del Novese, il territorio che dalla città prende il nome. Nel corso della propria storia, in ragione della strategica collocazione geografica, divenne prima oggetto di contesa da parte di antichi stati italiani medievali e in seguito maggiore centro della Repubblica di Genova nella regione storica dell'Oltregiogo, quale crocevia dei traffici commerciali e monetari tra il Genovesato e la Pianura Padana. Fu inoltre capoluogo dell'omonima provincia di Novi durante il Regno di Sardegna.
Le leggi razziali fasciste furono un insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi (leggi, ordinanze, circolari) applicati in Italia fra il 1938 e il primo quinquennio degli anni quaranta, inizialmente dal regime fascista e poi dalla Repubblica Sociale Italiana. Esse furono rivolte prevalentemente contro le persone ebree. Il loro contenuto fu annunciato per la prima volta il 18 settembre 1938 a Trieste da Benito Mussolini, da un palco posto davanti al Municipio in Piazza Unità d'Italia, in occasione di una sua visita alla città. Furono abrogate con i regi decreti-legge n. 25 e 26 del 20 gennaio 1944, emanati durante il Regno del Sud.
L'allevamento è l'attività di custodire, far crescere ed opportunamente riprodurre animali in cattività, totale o parziale, per ricavarne cibo, pelli, pellicce, lavoro animale e commercio degli stessi. In tempi recenti sono sorti allevamenti allo scopo di fornire anche selezionati animali (cani, gatti, uccelli, rettili) da compagnia.
Il miele è un alimento prodotto dalle api (Apis mellifera). Viene prodotto a partire dal nettare o dalla melata. Il nettare è bottinato sui fiori di moltissime piante. Il nettare è escreto dalle ghiandole nettarifere presenti all'interno del fiore ma anche in posizione esterna (extra-floreale), ad esempio sul picciolo delle foglie di alcune piante (ciliegio, lauroceraso). Il nettare e la melata vengono raccolti (bottinati), trasformati, disidratati e immagazzinati nel favo. Il miele è utilizzato come nutrimento dalle api nei periodi di assenza di importazione nettarifera, come nella stagione invernale o tra una grande fioritura e l'altra. La definizione legale di miele è inserita nell'Art.1 del D.Lgs 179/2004.
L'ape africanizzata, conosciuta popolarmente come ape assassina, è un ibrido intraspecifico di Apis mellifera scutellata, con varie sottospecie di api europee tra cui Apis mellifera ligustica e Apis mellifera mellifera. Le api africanizzate nell'emisfero ovest si sono originate da 26 api regine della Tanzania sciamate nel 1957 nel sud del Brasile da alveari condotti dal biologo Warwick Estevam Kerr, che aveva incrociato api europee con api dell'Africa del Sud. È stato notato che gli alveari contenenti queste particolari regine fossero particolarmente difesi. Kerr stava tentando di produrre una razza di api che si adattasse meglio alle condizioni tropicali (per esempio, che fossero più produttive in condizioni estreme di umidità e calore) rispetto alle api europee usate in Nord e Sud America. Mentre le api africane originali sono significativamente più piccole di quelle europee, gli ibridi sono simili nella taglia alle api europee, l'unica differenza visibile è data alle ali un po' più piccole. A causa delle variazioni individuali, per distinguere le due razze è necessario esaminare un grande campione. Gli ibridi di api africanizzate sono diventati il tipo preferito di ape per gli apicoltori dell'America Centrale e dell'area tropicale dell'America del sud per la loro provata produttività. Comunque, in molte aree l'ibrido africanizzato è stato inizialmente temuto poiché esso tende a mantenere certi tratti comportamentali del suo antenato africano che lo rendono meno desiderabile per l'apicoltura domestica. In dettaglio (paragonata alle api europee), l'ape africanizzata: Tende a sciamare più frequentemente. È più probabile che migri come risposta stagionale per supplire alla diminuzione di cibo. Ha un maggior atteggiamento difensivo quando si trova in uno sciame a riposo. Vive più spesso nelle cavità del terreno rispetto al tipo europeo. Difende l'alveare aggressivamente, con una zona d'allarme maggiore attorno all'alveare. Ha una proporzione maggiore di “guardie” all'interno dell'alveare.
Sasso Pisano è una frazione del comune italiano di Castelnuovo di Val di Cecina, nella provincia di Pisa, in Toscana. Situato vicino a Larderello, luogo celebre per lo sfruttamento dei soffioni e dei lagoni boraciferi, Sasso Pisano è un luogo in cui queste manifestazioni sono ancora visibili in maniera naturale.
La Sede specializzata per la bachicoltura di Padova è un istituto che si è sempre occupato della ricerca e della sperimentazione sul baco da seta e sul gelso. Oggi continua le sue linee di ricerca all'interno del CRA (Consiglio per la sperimentazione e la ricerca in agricoltura) nell'ambito dell'unità di ricerca per l'apicoltura e la bachicoltura di Bologna (CRA-API), il punto di riferimento italiano per l'apicoltura e la bachicoltura.
Il museo di apicoltura "Guido Fregonese" di Oderzo, in provincia di Treviso, è un museo di apicoltura fondato nel 1995 ed inaugurato il 2 giugno 1996. Si tratta del primo museo pubblico di apicoltura in Italia, nato per avvicinare i visitatori alla conoscenza dell'ape e delle tecniche di allevamento per la produzione di miele. Il museo raccoglie numerosi oggetti relativi alla storia dell'apicoltura mondiale. Lo staff del museo è composto interamente da volontari appartenenti all'associazione Gruppo Apicoltori Opitergino APAT. È nato grazie alla donazione al Comune di Oderzo del materiale apistico da parte del Gruppo Apicoltori Opitergino APAT, affiliato all'Associazione degli Apicoltori di Belluno, Treviso e Venezia. Il Gruppo Apicoltori APAT ha il compito di gestire il museo a livello volontario e, in questi anni, ha organizzato numerose mostre, convegni, viaggi d'istruzione e corsi di formazione e di aggiornamento tecnico rivolti agli apicoltori.
Apis (Linnaeus, 1758) è un genere di insetti sociali della famiglia Apidae. È l'unico genere della tribù Apini. Due delle specie comprese nel genere possono essere allevate dall'uomo ovvero Apis mellifera e Apis cerana. Apis mellifera, diffusa in tutti i continenti a esclusione delle zone artiche e antartiche, è l'unica conosciuta in Europa. Apis dorsata risiede in particolar modo in India e nel Sud-Est asiatico, non è una specie domestica, ha la particolarità di costruire il favo aperto ed è di dimensioni ragguardevoli, tanto da meritarsi il nome di ape gigante dell'India. Nelle stesse zone prolifera Apis cerana di dimensioni però più contenute, che ha il suo habitat in Medio ed Estremo Oriente, in particolare in Afghanistan, Pakistan, India, Siberia, Cina e Giappone