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Vizzolo Predabissi (Vizzoeu in dialetto milanese, e semplicemente Vizzolo fino al 1863) è un comune italiano di 4 007 abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.
San Giuliano Milanese (San Giuliàn in dialetto milanese, e semplicemente San Giuliano fino al 1893) è un comune italiano di 39 085 abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia. È situato a circa 15 chilometri a sud-est dal centro di Milano.
San Fruttuoso (San Frutozo /saŋ fryˈtuːzu/ in genovese) è un quartiere residenziale di 34.310 abitanti del comune di Genova, compreso nel Municipio III Bassa Valbisagno. Con la denominazione di San Fruttuoso d'Albaro, è stato comune autonomo fino al 1873, quando insieme ad altri cinque comuni della bassa val Bisagno fu inglobato nel comune di Genova. Dopo l'annessione alla città, il piccolo borgo rurale appena fuori delle mura con l'espansione urbanistica del primo Novecento si è trasformato in un quartiere residenziale semi-centrale. Il nome del quartiere deriva da quello dell'omonima chiesa, con annesso convento, oggi scomparsi, di cui si ha memoria dal 1130, ma fino al XVI secolo la zona era detta Terralba, toponimo oggi limitato all'area più bassa della valle del Rio Noce.
Sampierdarena (un tempo San Pier d'Arena, San Pê d'Ænn-a o Sanpedænn-a in genovese, pronuncia [saŋˈpeˈdɛŋa]) è uno dei più popolosi quartieri di Genova. Comune autonomo dal 1798 fino al 1926, quando insieme con altri diciotto comuni del genovesato fu inglobato nel comune di Genova, era un'importante cittadina industriale alle porte del capoluogo ligure; nella ripartizione amministrativa del comune fu dal 1969 una "delegazione" e dal 1978 una "circoscrizione". Nella nuova ripartizione in vigore dal 2005 fa parte del Municipio II Centro Ovest, assieme al quartiere di San Teodoro.
La città di Bolzano è situata in una conca nelle Alpi Orientali al centro dell'Alto Adige di cui è capoluogo. Dal punto di vista idrogeografico si trova nella parte meridionale delle Alpi, inclusa nella regione fisica italiana. È il capoluogo di provincia più settentrionale d'Italia.
Benevento (AFI: [beneˈvɛnto], ; Beneviénte in dialetto beneventano) è un comune italiano di 57 962 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Campania. Chiamata inizialmente Maloenton dalle native popolazioni osco-sannitiche, per poi essere rinominata dagli antichi romani prima Maleventum e infine Beneventum, la città vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e archeologico, frutto delle varie dominazioni ed affiliazioni susseguitesi nel corso della sua storia. Dal giugno del 2011 la chiesa di Santa Sofia, edificata nel 760 dal duca longobardo Arechi II, è entrata a far parte del patrimonio dell'umanità UNESCO all'interno del sito seriale Longobardi in Italia: i luoghi del potere. Simbolo della città è l'arco di Traiano che risulta essere uno degli archi trionfali romani con rilievi meglio conservati. È sede dell'arcidiocesi di Benevento.
La cultura di Golasecca (IX-IV secolo a.C.) è una cultura della prima età del Ferro dell'Italia settentrionale che prende il nome dalla località di Golasecca in provincia di Varese in Lombardia, presso il Ticino. Agli inizi del XIX secolo, l'abate Giovanni Battista Giani effettuò, nell'area del Monsorino, i primi ritrovamenti: circa cinquanta tombe con ceramiche e oggetti metallici. Le testimonianze materiali si trovano sparse in un ampio territorio di 20.000 km² a sud delle Alpi, compreso tra i fiumi Po, Serio e Sesia delimitato a nord dai valichi alpini. La maggiore densità demografica si è sempre avuta nella fascia collinare subalpina, con una continuità di circa un millennio, ed è questa l'area che ha visto lo sviluppo dei due epicentri della cultura stessa, le zone di Sesto Calende-Golasecca-Castelletto Ticino e quella nei dintorni di Como. Nel territorio della cultura di Golasecca sono state effettuate scoperte che hanno modificato sensibilmente la conoscenza della protostoria europea. Nel territorio di Castelletto sopra Ticino è stato ritrovato, ad esempio, un masso iscritto, databile entro il VII secolo a.C., con la più antica iscrizione in lingua celtica su pietra finora nota: lettura probabile Chothios, interpretabile come il figlio dell'anziano. Il cippo è attualmente conservato presso la sede della Biblioteca civica castellettese.