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Per genocidio dei nativi americani, detto anche genocidio indiano, olocausto americano (in inglese Indian Holocaust, American Holocaust) o catastrofe demografica dei nativi americani alcuni storici e divulgatori intendono il calo demografico e lo sterminio dei nativi americani (detti anche indiani d'America nel nord America o, indios e amerindi, nel centro e nel sud America), avvenuto dall'arrivo degli europei nel XV secolo alla fine del XIX secolo. Si ritiene che tra i 55 e i 100 milioni di nativi morirono a causa dei colonizzatori, come conseguenza di guerre di conquista, perdita del loro ambiente, cambio dello stile di vita e soprattutto malattie contro cui i popoli nativi non avevano difese immunitarie, mentre molti furono oggetto di deliberato sterminio poiché considerati barbari. Secondo Thornton, solo nel nord America morirono 18 milioni di persone. Per altri autori la cifra supera i 100 milioni, fino ad arrivare a 114 milioni di morti in 500 anni.
Wovoka, noto anche con il nome di Jack Wilson (Smith Valley, 1856 circa – Yerington, 20 settembre 1932), è stato un leader religioso (Paiute Settentrionale) nativo americano che fondò il movimento della Danza degli spiriti. Il nome Wovoka vuol dire "taglia legna" nella lingua Paiute. Wovoka nacque nella Smith Valley, nel sud-est di Carson city, Nevada, nell'anno, probabilmente, 1856. Il padre di Wovoka, a sua volta, è stato riconosciuto come un primo leader religioso, noto con il nome di "Tavibo" o "Numu-Taibo", i cui insegnamenti erano simili a quelli di Wovoka. Wovoka chiaramente era stato addestrato come uno sciamano. Il padre di Wovoka morì nell'anno 1870, forse; Wovoka cominciò a lavorare come allevatore presso David Wilson, un allevatore di Yerington, Nevada. Lavorando nel ranch di Wilson, quest'ultimo chiaramente cristiano, Wovoka imparò la teologia cristiana e la storie della Bibbia. Presto Wovoka guadagnò una grande reputazione come un potente sciamano, in quanto era esperto in trucchi magici. Un trucco che spesso praticava Wovoka, era lo sparo di un fucile da caccia contro una persona che indossava una camicia (fantasma) che avrebbe dovuto proteggerlo dal colpo perché sulla camicia era stato fatto uno speciale rito propiziatorio per renderla impenetrabile alle pallottole; probabilmente il trucco consisteva in una qualche variante del trucco della presa della pallottola, con cui Wovoka convinse i Lakota che le loro camicie fantasma avrebbero potuto fermare le pallottole. Wovoka disse inoltre di avere avuto una visione profetica durante l'eclisse solare del 1º gennaio 1889. La visione di Wovoka riguardò la visione della resurrezione di un Paiute morto e la visione della rimozione dei bianchi e dei loro lavori nel Nordamerica. Wovoka insegnò al suo popolo a eseguire la danza del fantasma per vivere a lungo ed ottenere la supremazia nei confronti dei bianchi. Gli insegnamenti di Wovoka si sparsero rapidamente fra molti popoli indiani americani, in particolare tra i Lakota. Wovoka morì a Yerington il 20 settembre 1932; le sue spoglie risiedono nel Cimitero di Paiute nella città di Schurz, Nevada.
Il termine west ("ovest" in inglese), o far west (lontano ovest) indica i territori degli Stati Uniti d'America (grosso modo a ovest del Mississippi) in particolare nel periodo della loro progressiva occupazione da parte degli statunitensi o immigrati bianchi, più o meno lungo tutto il XIX secolo. Nell'immaginario americano rappresentava anche un ideale; una terra di frontiera, tutta da esplorare e costruire, dove la legge e l'ordine sociale ancora non erano arrivati e dove si poteva essere liberi. Rappresentava anche il prototipo di una conquista sudata metro dopo metro, a dispetto di condizioni ambientali e naturali non sempre propizie, e quindi frutto della forza di volontà e di quella delle armi. Nella storia del West sono infatti spesso narrate le vicende dei pionieri, degli esploratori (scout o mountain man), dei cowboy, dei banditi, dei criminali, degli sceriffi, dei militari, dei cercatori d'oro, dei pellegrini di chiese, di sette e movimenti religiosi (come per esempio i mormoni, gli anabattisti e i metodisti) e naturalmente dei nativi americani.
Il termine Nativi americani degli Stati Uniti è utilizzato dal governo degli Stati Uniti per descrivere i Nativi americani dei territori del Nord America. Comprendono più di 500 tribù e gruppi etnici riconosciuti dal governo federale USA, molti dei quali sopravvivono mantenendo proprie culture ed identità. I nativi americani degli Stati Uniti sono ricordati anche con i termini più comuni di Indiani d'America, Pellerossa e Aborigeni americani.
Con l'espressione nativi americani si intende indicare le popolazioni che abitavano il continente americano prima della colonizzazione europea e i loro odierni discendenti. L'etnonimo indiani d'America (anche pellirosse) era utilizzato per indicare i nativi americani ma non è univoco ed è stato spesso oggetto di discussione. Nei paesi ispanofoni dell'America Latina si usa prevalentemente il termine indios, mentre negli Stati Uniti d'America si usa l'espressione indiani d'America, benché ormai non sia più considerata un'espressione politicamente corretta. L'uso del termine indiano si deve a Cristoforo Colombo che, in cerca di una rotta che consentisse di raggiungere l'Asia attraversando l'oceano Atlantico, credette di aver raggiunto le Indie Orientali, ignaro invece di aver toccato le coste di un continente allora sconosciuto agli Europei; gli Spagnoli battezzarono quindi il nuovo mondo "Indie occidentali", e solo successivamente America, in onore di Amerigo Vespucci.Secondo l'ipotesi scientifica più accreditata, 13.000 anni fa l'uomo sarebbe migrato dall'Asia verso l'America attraverso la Beringia, una lingua di terra che all'epoca univa i due continenti. Questi uomini si sarebbero poi spostati più a sud fino ad abitare tutto il continente e diversificandosi in migliaia di etnie e tribù differenti. In Centro e Sud America i nativi americani si organizzarono in grandiose civiltà come i maya e gli aztechi nell'odierno Messico e gli incas sulla cordigliera delle Ande mentre in America del Nord i Nativi americani rimasero prevalentemente popolazioni nomadi o seminomadi. Parecchie aree del continente sono ancora popolate da nativi americani; specialmente in America Latina dove, insieme ai mestizo, costituiscono la maggioranza della popolazione. Negli Stati Uniti d'America e in Canada i nativi americani, invece, costituiscono ormai soltanto un'esigua minoranza. Ancora oggi nei paesi dell'America si parlano almeno un migliaio di lingue indigene diverse. Alcune fra queste, come ad esempio il quechua, l'aymara, il guaraní, le lingue maya e il nahuatl, sono parlate da milioni di persone. Molti, inoltre, conservano pratiche e usanze culturali di vario grado, incluse pratiche religiose, di organizzazione sociale e pratiche di sussistenza. Alcuni popoli indigeni vivono ancora in uno stato di relativo isolamento dalle società moderne e altre addirittura non sono mai entrate in contatto con esse o con l'uomo occidentale.I nativi americani presentano caratteristiche somatiche affini alle popolazioni asiatiche: occhi allungati, zigomi sporgenti, con in più la quasi assenza di barba e capigliature perlopiù scure e lisce. Questi caratteri portarono gli antropologi a ipotizzare la loro origine ereditata dagli antichi asiatici, che avevano attraversato lo stretto di Beriin durante l'epoca preistorica, ipotesi confermata da successivi studi linguistici e, soprattutto, genetici.
Con il termine di lingue native americane (dette talvolta lingue amerinde) si intende una serie di lingue parlate dalle popolazioni autoctone del continente americano, prima della colonizzazione europea. Il fatto che queste lingue siano imparentate tra loro non ha ancora raccolto il consenso unanime nella comunità scientifica. In questo senso il termine talvolta usato di famiglia amerinda ha un significato diverso da quello che invece hanno, ad esempio, la famiglia caucasica e la famiglia indoeuropea, pertanto andrebbe inteso come fatto principalmente geografico e non genealogico.
Le guerre sioux sono stati una serie di conflitti tra gli Stati Uniti e diversi gruppi di Sioux che avvennero nell'ultima parte del XIX secolo.
La locuzione guerre indiane è il nome usato dagli storici statunitensi per descrivere una serie di conflitti armati tra i nativi americani con i coloni, principalmente europei, prima e poi con le autorità degli Stati Uniti d'America e il Canada. Alcune delle guerre furono provocate da una serie di paralleli atti legislativi, come l'Indian Removal Act, unilateralmente promulgate da una delle parti e potenzialmente considerabili alla stregua di guerra civile.Le guerre, che spaziarono dalla colonizzazione europea dell'America del XVIII secolo fino al massacro di Wounded Knee 1890 e alla parallela conclusione dell'epopea USA della "frontiera", risultarono complessivamente nella conquista, nella decimazione, nell'assimilazione delle nazioni indiane, e nella deportazione di svariate migliaia di persone nelle riserve indiane.
L'ultimo pellerossa (Bury My Heart at Wounded Knee) è un film per la TV del 2007 diretto da Yves Simoneau tratto dall'omonimo libro di Dee Brown "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee" del 1970. Il film è stato scritto da Daniel Giat e prodotto da HBO Films ed il libro su cui si basa è una storia dei nativi americani nell'Ovest americano, negli anni 1860 e 1870, che si concentra sulla transizione dai modi di vivere tradizionali al vivere nelle riserve e il loro trattamento durante quel periodo. Il titolo del film e del libro è tratto da un verso della poesia di Stephen Vincent Benet "American Names". Il film è stato girato a Calgary, Alberta, Canada.