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Il supercomputer (o superelaboratore) è un tipo di sistema di elaborazione progettato per ottenere capacità di elaborazione estremamente elevate, dedicato ad eseguire calcoli matematici ad elevate prestazioni.
Un programma, in informatica, è un procedimento algoritmico applicato ad un problema dato da automatizzare, tipicamente codificato in una serie di linee di codice scritte in un certo linguaggio di programmazione da un programmatore in fase di programmazione a formare un software, che può essere eseguito da un elaboratore, ricevendo in input determinati dati e restituendo in output gli eventuali risultati ottenuti a seguito dell'esecuzione/elaborazione delle sue istruzioni.
Un linguaggio di scripting, in informatica, è un linguaggio di programmazione interpretato destinato in genere a compiti di automazione del sistema operativo (batch) o delle applicazioni (macro), o a essere usato nella programmazione web all'interno delle pagine web. I programmi sviluppati con questi linguaggi vengono detti script, termine della lingua inglese utilizzato in ambito teatrale per indicare il testo (anche detto canovaccio) in cui sono tracciate le parti che devono essere interpretate dagli attori.
Un linguaggio di programmazione, in informatica, è un linguaggio formale che specifica un insieme di istruzioni che possono essere usate per produrre dati in uscita: esso è utilizzabile per il controllo del comportamento di una macchina formale o di un'implementazione di essa (tipicamente, un computer) ovvero in fase di programmazione di questa attraverso la scrittura del codice sorgente di un programma ad opera di un programmatore: un linguaggio di programmazione è considerato a tutti gli effetti tale se è Turing-completo.
Il codice sorgente (spesso detto semplicemente sorgente o codice o listato), in informatica, è il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione da parte di un programmatore in fase di programmazione, compreso all'interno di un file sorgente, che definisce il flusso di esecuzione del programma stesso, ovvero la sua codifica software (per estensione, l'espressione "codice sorgente" viene utilizzata anche per riferirsi a testo scritto in linguaggi informatici non di programmazione, come i linguaggi di markup (HTML, XML e via dicendo) o i linguaggi di interrogazione (es. SQL)).
In informatica, C è un linguaggio di programmazione imperativo di natura procedurale; i programmi scritti in questo linguaggio sono composti da espressioni matematiche e da istruzioni imperative raggruppate in procedure parametrizzate in grado di manipolare vari tipi di dati. Viene definito come un linguaggio di programmazione ad alto livello e integra caratteristiche dei linguaggi di basso livello, ovvero caratteri, numeri e indirizzi, che possono essere indicati tramite gli operatori aritmetici e logici di cui si servono le macchine reali. Il C è stato concepito per essere snello e performante, si avvale peraltro di numerose librerie per far fronte ad ogni tipo di esigenza, in particolare la libreria standard del C. Tali librerie, sotto forma di file di intestazione o file con suffisso -h, possono essere caricate mediante la direttiva include del preprocessore.