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L'oftalmologia, anche detta oculistica o oftalmoiatria (dal greco ὀφθαλμός, "occhio") è la branca della medicina che si occupa di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e terapia sia medica che chirurgica delle malattie dell'apparato visivo, ossia dell'occhio e dei suoi annessi, della correzione dei vizi refrattivi (vizi di rifrazione o ametropia) e delle patologie visive correlate. Si tratta di una delle discipline mediche e chirurgiche più antiche e viene praticata dal medico detto oculista, chiamato anche oftalmologo.
Vincenzo Balocchi (Arezzo, 1818 – Firenze, 31 gennaio 1882) è stato un chirurgo e ginecologo italiano.
La sclera è una membrana fibrosa opaca, formata da collagene e fibre elastiche che costituisce la parte posteriore della tonaca fibrosa del bulbo oculare, insieme alla cornea che occupa la porzione anteriore. Dato il colore biancastro donatole dalle fibre, è detta anche bianco dell'occhio e la sua parte anteriore è visibile fra le palpebre.
L'ortottista (nella burocrazia italiana dottore in ortottica e assistenza oftalmologica o ortottista assistente in oftalmologia) è un professionista sanitario laureato che lavora in campo oculistico con particolare competenza nello screening, nella valutazione e riabilitazione visiva e dei disturbi motori degli occhi. Assiste in sala operatoria in qualità di strumentista o di “key operator” il medico chirurgo oculista, detto anche oftalmologo, e si occupa dell'esecuzione degli esami specialistici di diagnostica oftalmologica (per cui la definizione "assistente di oftalmologia").
L'ortottica (dal greco orthos = dritto, regolare, e optiké = visione, l'atto di vedere) è uno dei numerosi rami dell'oftalmologia e si compone di un insieme di tecniche eseguite dal medico oculista e anche dall'ortottista assistente in oftalmologia, mirate alla riabilitazione visiva dei disturbi motori e sensoriali della visione. L'ortottica è uno specifico settore dell'oculistica che rimane fondamentale nell'affrontare alcune problematiche di ambito oculistico. Questo ramo dell'oftalmologia in particolare si occupa della valutazione dei deficit muscolari, innervazionali e sensoriali che colpiscono l'apparato visivo e della loro riabilitazione tramite esercizi di movimenti dell'occhio, proprio come se fosse una palestra per i muscoli che lo muovono.
La macula (detta formalmente macula lutea) è la zona centrale della retina dell'occhio umano, la più sensibile agli stimoli luminosi. Ha forma ovale e si trova vicino al centro della retina dell'occhio umano e di altri animali. La macula nell'uomo ha un diametro di circa 5,5 mm ed è suddivisa in fovea e foveola. La macula anatomica di 5,5 mm è molto più grande della macula clinica che, con 1,5 mm, corrisponde alla fovea anatomica.La macula è responsabile della visione a colori ad alta risoluzione, che è possibile solo in condizioni di buona illuminazione. Questo tipo di visione è compromessa se la macula è danneggiata, ad esempio in caso di degenerazione maculare. La macula clinica è osservata dalla pupilla, in oftalmoscopia o attraverso la fotografia retinica. Il termine macula lutea deriva dal latino macula, macchia, e lutea, gialla.
Il flutter (nel significato utilizzato in oculistica) è costituito da oscillazioni dell'occhio sul solo piano orizzontale, sotto forma di scariche di 3-4 micro-oscillazioni che interrompono la fissazione in posizione primaria. Come nel caso dell'opsoclono si tratta di una tipologia di oscillazione priva di intervallo intersaccadico. Il flutter condivide con l'opsoclono le possibili cause: anch'esso è infatti frequente nella patologia cerebellare, e a seguito di encefalite virale, ma può anche essere una manifestazione paraneoplastica del neuroblastoma nel bambino e di vari tipi di carcinoma viscerale nell'adulto.
Un oculista (sinonimo di oftalmologo e di oftalmoiatra) è un medico che ha anche conseguito il titolo di specialista in oftalmologia.
L’acetilcisteina è un derivato N-acetilato dell'amminoacido "solforato" cisteina. Presenta attività antiossidante e mucolitica ed è anche un antidoto salvavita in caso di eccessiva assunzione di paracetamolo (avvelenamento da paracetamolo). Inoltre si è riscontrato che può avere proprietà antiapoptotica, epatoprotettrice e nefroprotettrice.
La milza è l'organo linfoide secondario più grande del sistema linfatico umano. La sua grandezza e la sua struttura sono tali da essere considerato un organo pieno (cioè parenchimatoso). A differenza di altri organi linfoidi secondari, essa è collegata al sistema circolatorio per mezzo di vasi sanguigni e non linfatici. La milza è un organo impari, posizionato nell'ipocondrio sinistro. La milza presenta molteplici funzioni: immunitaria acquisita: essa ospita nella sua polpa bianca sia linfociti T sia centri germinativi contenenti soprattutto linfociti B. Grazie al suo collegamento diretto con i vasi sanguigni è l'unico organo in grado di contrastare direttamente le infezioni ematiche, soprattutto quelle di batteri incapsulati come Haemophilus influenzae e Streptococcus pneumoniae. Per i motivi sopracitati la milza è stata paragonata a un "grande linfonodo ", con la fondamentale differenza che sia i patogeni sia i linfociti entrano ed escono per mezzo di vasi sanguigni e non di vasi linfatici; emocateretica: essa ospita nella sua polpa rossa il sistema dei monociti-macrofagi che riconosce gli eritrociti e le piastrine "invecchiati", degradandoli; marziale: essa degrada i componenti dell'eme presenti nell'emoglobina fornendo i substrati ideali per il metabolismo del ferro; riserva: essa è in grado di immagazzinare una notevole quantità di monociti (uno studio del 2009 ha dimostrato che la milza dei mammiferi è in grado di ospitare oltre il 50% dei monociti del corpo) e una notevole quantità di sangue venoso; emopoietica: questa funzione è esclusiva della vita embrionale, dove la milza costituisce un organo temporaneo capace di generare le cellule della linea emopoietica.La milza in un paziente sano non è palpabile in quanto rimane coperta dalle coste; essa può essere invece ben apprezzata in condizioni patologiche che inducano splenomegalia (ad esempio malattie da protozoi come la malaria, la leishmaniosi e il trypanosoma). Verifiche sperimentali su apneisti volontari hanno mostrato che la milza, a seguito dell'apnea, presenta una sensibile riduzione dello spessore, per poi tornare a dimensioni normali in seguito. È stata avanzata quindi l'ipotesi che questa contrazione sia legata al meccanismo dello scostamento ematico che si verifica nel caso di apnee prolungate. Nei mammiferi marini la milza è, a differenza dell'uomo, molto più grande proporzionalmente (fino a 7% del peso corporeo), probabilmente per via di un adattamento alla vita marina per affrontare più agevolmente apnee prolungate grazie alle riserve di sangue contenute in quest'organo.
I glaucomi sono un gruppo molto diversificato di malattie oculari, accomunate dalla presenza di un danno cronico e progressivo del nervo ottico, con alterazioni caratteristiche dell'aspetto della sua "testa" (che si può osservare con esame del fondo oculare) e dello strato delle fibre nervose retiniche.Il glaucoma può provocare lesioni irreversibili: se non diagnosticato in tempo può causare gravi danni alla vista e, in alcuni casi, ipovisione o cecità. Negli stadi più avanzati si ha una visione cosiddetta "tubulare", poiché si è persa la visione periferica mentre si vede ancora al centro del campo visivo.I meccanismi attraverso i quali si sviluppa un glaucoma sono ancora in parte sconosciuti; ma sono stati individuati numerosi fattori di rischio, che si associano alla malattia, tra cui si segnalano, in particolare, pressione oculare elevata, età, familiarità, spessore corneale centrale e fattori vascolari.