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La strega, ovvero degli inganni de' demoni, tradotto anche come Libro detto strega o delle illusioni del demonio (titolo originale: Strix, sive de ludificatione daemonum) è un dialogo scritto nel 1523 da Giovanni Francesco II Pico della Mirandola, signore della Mirandola e nipote del celebre filosofo Giovanni Pico della Mirandola. L'opera, che riprende i temi del Malleus maleficarum, fu molto conosciuta durante il Rinascimento e tradotta anche in più edizioni in lingua italiana. Venne utilizzata da importanti inquisitori e umanisti dell'epoca, fra cui Bartolomeo Spina e Jean Bodin.
Giovanni Pico dei conti della Mirandola e della Concordia, noto come Pico della Mirandola (Mirandola, 24 febbraio 1463 – Firenze, 17 novembre 1494), è stato un umanista e filosofo italiano. È l'esponente più conosciuto della dinastia dei Pico, signori di Mirandola.
La caccia alle streghe nella Signoria della Mirandola fu un serie di processi per stregoneria che dal 1522 al 1525 si verificarono a Mirandola, all'epoca governata da Giovanni Francesco II Pico della Mirandola, e che portarono all'uccisione di dieci persone (sette uomini e tre donne), arse vive sul rogo allestito sulla piazza principale della città-fortezza emiliana.A seguito di tali processi, Gianfrancesco Pico scrisse il Libro detto strega o delle illusioni del demonio (Strix, sive de ludificatione daemonum), opera rinascimentale molto conosciuta e tradotta anche in più edizioni in lingua italiana, considerata il primo vero trattato di demonologia pubblicato in lingua volgare.