Accedi all'area personale per aggiungere e visualizzare i tuoi libri preferiti
Autore principale: Mommsen, Theodor
Pubblicazione: Firenze : Tipocalcografia Classica, 1934
Tipo di risorsa: testo, Livello bibliografico: monografia, Lingua: ita, Paese: IT
Castruccio Castracani degli Antelminelli (Lucca, 29 marzo 1281 – Lucca, 3 settembre 1328) è stato un condottiero italiano. Fu duca di Lucca, signore di Carrara, Lerici, Pisa, Pistoia, Pontremoli e Sarzana e gonfaloniere del Sacro Romano Impero.
Castruccio Bonamici (Lucca, 1710 – 1761) è stato un letterato italiano. Soldato di Carlo III di Napoli, Partecipò alla battaglia di Velletri (1744), narrando poi l'avvenimento nel De rebus ad Velitras gestis (1746). Narrò poi la guerra che seguì sino al 1748 (Commentariorum de Bello Italico libri, 1750-51), glorificando nel III libro, acerrimo nemico quale egli era dell'Impero d'Austria, l'eroismo dei Genovesi. Pietro Giordani diceva del De Bello Italico che "è cosa grande, degna de' secoli antichi", e chiamava Castruccio "eccellentissimo e agli ottimi somigliantissimo" (Op., II, 364).
Ludovico IV, detto il Bàvaro (Monaco di Baviera, 1º aprile 1282 – Fürstenfeldbruck, 11 ottobre 1347), è stato duca di Baviera dal 1294, Rex Romanorum dal 1314 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1328. È sepolto nella Frauenkirche di Monaco di Baviera. Egli è considerato dallo storico Bernd Schneidmüller come uno dei re-conte.
La torre di Castruccio è una fortificazione militare situata in via Gino Menconi ad Avenza, in provincia di Massa-Carrara, nei pressi del torrente Carrione e della via Francigena. È considerata uno dei luoghi di interesse più importanti della città di Carrara.
Guelfi e ghibellini erano le due fazioni contrapposte nella politica italiana del Basso Medioevo, in particolare dal XII secolo sino alla nascita delle Signorie nel XIV secolo. Le origini dei nomi risalgono alla lotta per la corona imperiale dopo la morte dell'imperatore Enrico V, avvenuta nel 1125, fra le casate bavaresi e sassoni dei Welfen, da cui la parola «guelfo», con quella sveva degli Hohenstaufen, signori del castello di Waiblingen, anticamente Wibeling, da cui la parola «ghibellino». Successivamente – dato che la casata sveva acquistò la corona imperiale e, con Federico I Hohenstaufen, cercò di consolidare il proprio potere nel Regno d'Italia – in questo ambito politico la lotta passò a designare chi appoggiava l'impero (ghibellini) e chi lo contrastava sostenendo il papato (guelfi). Nei castelli del tempo i merli delle mura erano guelfi se squadrati e ghibellini se a coda di rondine.
Alcune catalogazioni sono state accorpate perché sembrano descrivere la stessa edizione. Per visualizzare i dettagli di ciascuna, clicca sul numero di record
Record aggiornato il: 2026-04-12T01:57:37.645Z