Il fumetto è un medium con un proprio linguaggio formato da più codici, costituiti principalmente da immagini e testo (presente all'interno di balloon o in didascalie) che insieme generano la narrazione. Un testo pubblicato secondo tali modalità è detto anche giornaletto, albo, storia a fumetti o romanzo a fumetti. Celebri autori di fumetti hanno proposto altre definizioni, come "letteratura disegnata" (Hugo Pratt) o "arte sequenziale" (Will Eisner). Tale mezzo di comunicazione, oltre che per scopi narrativi, può essere usato per fornire istruzioni in maniera dettagliata ed esemplificativa (per es. una ricetta di cucina o un libretto d'istruzioni all'uso). Il fumetto occupa una parte importante della letteratura per ragazzi, ma è lungi dall'essere limitato a tale ambito. In realtà il medium spazia tra tutti i generi letterari, ed è indirizzato tanto ai ragazzi quanto agli adulti. Il fumetto è stato oggetto di studi e ricerche; il volume Capire il fumetto. L'arte invisibile è un saggio realizzato interamente a fumetti da Scott McCloud, e lo definisce come «immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore».
I suoni, nel linguaggio dei fumetti, sono una parte importante della narrazione e sono resi graficamente, nelle varie vignette, attraverso l'onomatopea, cioè quel procedimento di formazione delle parole che ricorre ad una imitazione diretta del suono o rumore da rappresentare. Anche i versi emessi da animali o persone sono rappresentati con lo stesso metodo, spesso all'interno dei balloon. Lo scopo delle onomatopee è di aumentare la partecipazione del lettore con l'atmosfera e il dinamismo della rappresentazione.Nei fumetti, la maggior parte delle onomatopee sono state esportate dalla lingua inglese e sono così diffuse da essersi affermate anche nel linguaggio comune, anche al di fuori del mondo anglosassone.Nei fumetti vengono definite con lo stesso termine, "onomatopee", due diversi concetti linguistici: l'onomatopea in senso stretto, ossia un fonema nato come traduzione fonetica di un suono (per esempio il "cri-cri" del grillo) e la "parola onomatopeica", ossia una parola autonoma derivata nel corso del tempo da quel suono (per esempio la parola "frinire", derivata dal suono dello stesso insetto). In lingua inglese nella maggior parte dei casi i due concetti coincidono e il lettore anglosassone riesce, in modo maggiormente immediato, a ricollegare l'onomatopea usata nella vignetta dei fumetti con l'azione corrispondente al suono; è questo il caso di Bang (to bang significa "sparare") oppure Ring (to ring significa "squillare").
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