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Ludwig Josef Johann Wittgenstein (Vienna, 26 aprile 1889 – Cambridge, 29 aprile 1951) è stato un filosofo, ingegnere e logico austriaco, autore in particolare di contributi di capitale importanza alla fondazione della logica e alla filosofia del linguaggio e considerato da alcuni, specialmente nel mondo accademico anglosassone, il massimo pensatore del XX secolo. Unico libro pubblicato in vita da Wittgenstein fu il Tractatus logico-philosophicus, dedicato alla memoria del suo amico David Pinsent, e la cui prefazione venne curata dal filosofo e matematico Bertrand Russell. Le raccolte di appunti, lezioni, diari, lettere – che costituiscono tutto il resto della sua vastissima opera, detta nel complesso il secondo Wittgenstein – vennero pubblicati solo dopo la sua morte.
La casa Wittgenstein (in tedesco Haus Wittgenstein) è un edificio ubicato tra la Kundmanngasse e la Parkgasse a Vienna. Voluto da Margaret Stonborough-Wittgenstein, fu realizzato tra il 1926 e il 1928 dall'architetto Paul Engelmann (un allievo di Adolf Loos), con il quale collaborò attivamente anche il filosofo Ludwig Wittgenstein, fratello della committente.
Wittgenstein è un film del 1993 diretto da Derek Jarman. La pellicola è ispirata al famoso filosofo Ludwig Wittgenstein. Il film ha più l'aspetto di un'opera teatrale filmata in cui gli attori agiscono in una scenografia minimalista. Non si tratta di una ricostruzione della vita del filosofo, bensì di una messa in scena del suo pensiero, inserito nel contesto della sua vita. Il dialogo con sé stesso passa così attraverso l'intermediazione di un interlocutore immaginario che non è altri che un extraterrestre verde, ingenuo, logico e beffardo.
Con l'espressione filosofia analitica ci si riferisce ad una corrente filosofica sviluppatasi a partire dagli inizi del XX secolo, per effetto soprattutto del lavoro di Gottlob Frege, Bertrand Russell, George Edward Moore, dei vari esponenti del Circolo di Vienna e di Ludwig Wittgenstein. Per estensione, ci si riferisce a tutta la successiva tradizione filosofica influenzata da questi autori, prevalente nel mondo anglofono (Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia), ma attiva anche in molti altri paesi.
La filosofia (in greco antico: φιλοσοφία, philosophía, composto di φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza") è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'essere umano, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana. Come intrinseco nel nome stesso la filosofia è l'amore per la sapienza (intesa come conoscenza) e la ricerca.Prima ancora che indagine speculativa, la filosofia fu una disciplina che assunse anche i caratteri della conduzione del "modo di vita", ad esempio nell'applicazione concreta dei principi desunti attraverso la riflessione o pensiero. In questa forma, essa sorse nell'antica Grecia. A rendere complessa una definizione univoca della filosofia concorre il dissenso tra i filosofi sull'oggetto stesso della filosofia: alcuni orientano l'analisi della filosofia verso l'uomo e i suoi interessi così come viene esposto nell'Eutidemo di Platone, per cui essa sarebbe «l'uso del sapere a vantaggio dell'uomo».Nel prosieguo della storia della filosofia altri autori che seguono questa opinione sono per esempio Cartesio («Tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami che sorgono da questo tronco sono le altre scienze, che si riducono a tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, intendo la più alta e la più perfetta morale, che presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l'ultimo grado della saggezza»), Thomas Hobbes, e Immanuel Kant, il quale, definisce la filosofia come «scienza della relazione di ogni conoscenza al fine essenziale della ragione umana».Altri pensatori ritengono che la filosofia debba puntare alla conoscenza dell'essere in quanto tale secondo un percorso che, fatte le debite differenze, va dagli eleati sino a Husserl e Heidegger.
Il Tractatus Logico-Philosophicus è l'unica opera pubblicata in vita da Ludwig Wittgenstein – se si escludono un Dizionario per le scuole elementari e l'articolo Note sulla forma logica – ed è considerato uno dei testi filosofici più importanti del Novecento.
Il filosofo, nella definizione più generica è colui che professa e/o mette in atto una filosofia, cioè, una dottrina, elaborata attraverso un'autonoma indagine razionale, in parte originale e in parte che si richiama, in accordo o in contrasto, ai pensatori che lo hanno preceduto nella storia della filosofia, su aspetti universali, teoretici e pratici, della vita umana. Nel senso comune, il lemma viene riferito a una persona da molti valutata come portatore di una naturale saggezza, spesso frutto di personali esperienze, e in grado di vivere ogni condizione esistenziale, specie di fronte agli eventi dolorosi, con tranquillo distacco o rassegnazione, riproponendo in questo modo, spontaneamente e implicitamente, gli insegnamenti dello stoicismo.
Paul Wittgenstein (Vienna, 5 novembre 1887 – New York, 3 marzo 1961) è stato un pianista austriaco naturalizzato statunitense nel 1946. Perse il braccio destro durante la prima guerra mondiale, ma continuò comunque ad esibirsi suonando con il solo braccio sinistro, e commissionò diversi lavori a importanti compositori.
Karl Wittgenstein (Gohlis, 8 aprile 1847 – Vienna, 20 gennaio 1913) fu un industriale austriaco, magnate della metallurgia e della siderurgia. È noto anche per l'intensa attività di mecenatismo che svolse a beneficio degli artisti viennesi della sua epoca.
La scopa del sistema (The Broom of the System) è un romanzo dello scrittore statunitense David Foster Wallace del 1987, la prima tra le sue opere di narrativa ad essere stata pubblicata. Strutturalmente articolato sulle teorie logico-linguistiche di Ludwig Wittgenstein (su cui Wallace scrisse anche una tesi di laurea), lo stesso autore definì il romanzo quale un dialogo ideale tra Jacques Derrida e lo stesso Wittgenstein.
Il nipote di Wittgenstein. Un'amicizia è un romanzo semi-biografico dello scrittore austriaco Thomas Bernhard. Siamo nel 1967, in un ospedale viennese. In padiglioni separati, due uomini si trovano a letto infermi: il narratore, di nome Thomas Bernhard, è colpito da malattia polmonare; il suo amico Paul, nipote del celeberrimo filosofo Ludwig Wittgenstein, soffre uno dei suoi periodici attacchi di follia. Iniziando con i suoi ricordi della degenza nella clinica psichiatrica Am Steinhof, Bernhard descrive la crescita di una profonda amicizia tra questi due eccentrici, ossessivi personaggi che condividono la passione per la musica, uno strano senso dell'umorismo, onestà brutale e un grande disgusto per la borghesia viennese. Parte invenzione e parte diario di ricordi reali, l'autore evoca le paure e il desiderio di intimità spirituale che questi due amici condividono di fronte al dolore e alla morte. Il libro è cronaca della simmetrica interiorità che li unisce per dodici anni e il tradimento emotivo che scaturisce dall'eulogia di Bernhard, nel rimorso di aver abbandonato Paul negli ultimi tristi momenti prima che morisse. Confessione quindi, e colpevole omaggio alla loro amicizia, quest'opera prende il posto del discorso funebre che l'autore mai tenne sulla tomba del nipote di Wittgenstein.
La filosofia del linguaggio si occupa del linguaggio umano e dei suoi sistemi di comunicazione. Poiché indaga le relazioni tra linguaggio, pensiero e realtà la filosofia del linguaggio si pone al confine con altre discipline quali la psicologia, metafisica, l'epistemologia, la logica, la linguistica, la semiotica. Studia quindi il rapporto tra segno e significato e la capacità umana di usarli nella comunicazione.
La teoria dei giochi linguistici è stata elaborata da Ludwig Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche (1953), capovolgendo completamente la visione del linguaggio espressa in una delle sue precedenti pubblicazioni Tractatus logico-philosophicus (1921). Ad una visione del linguaggio, "specchio del mondo", "immagine della realtà" (teoria dell'immagine) se ne sostituisce una in cui il carattere denotativo del linguaggio è solo una delle tante sue funzioni, dei suoi impieghi, è soltanto uno degli infiniti giochi linguistici. Creare nuovi linguaggi equivale a creare nuove "forme di vita". Ciò che conta infatti è l'uso che del linguaggio si fa, è questo il suo significato, non ha quindi senso studiare i fenomeni linguistici in modo generale e generalizzante prescindendo dagli infiniti usi possibili delle parole e considerando solo i nomi come, secondo Wittgenstein, aveva fatto Agostino pensando "ai rimanenti tipi di parole come a qualcosa che si accomoderà".
Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe, conosciuta anche come G.E.M. Anscombe o Elizabeth Anscombe (Limerick, 19 marzo 1919 – Cambridge, 5 gennaio 2001), è stata una filosofa britannica. Allieva di Ludwig Wittgenstein, è diventata un'autorità nel campo di studio di questo filosofo, di cui ha pubblicato e tradotto gran parte delle opere, in particolare le Ricerche filosofiche. Nei suoi scritti ha trattato di filosofia della mente, filosofia dell'azione, logica filosofica, filosofia del linguaggio ed etica. Il suo articolo del 1958 Modern Moral Philosophy ha introdotto il concetto di consequenzialismo nel linguaggio della filosofia analitica e, insieme ad altri articoli successivi, ha avuto un'influenza fondamentale nel dibattito contemporaneo sulla concezione etica della virtù, sottolineando l'importanza della riflessione etica di Aristotele e soprattutto di Tommaso d'Aquino. Il suo testo monografico Intenzione viene generalmente considerato come il suo lavoro più importante e influente, tanto da potersi affermare che è da questo lavoro che ha preso slancio il continuato interesse filosofico per i concetti di intenzione, azione e ragionamento pratico. Fu maestra di Philippa Ruth Foot.